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Il Settimanale
23/11/2007 - Scollegati

Una strada per il centro


di Francesca Angeli

Le proposte di via Gioacchino Rasponi. Esercenti che “fanno squadra”

RAVENNA - Arrivi in piazza Kennedy (di cui parleremo approfonditamente nelle prossime settimane) e ti addentri in una via piccola e sinuosa che ti permette di raggiungere il cuore pulsante di Ravenna, ovvero piazza del Popolo. E’ via Gioacchino Rasponi, a destra lo spazio per parcheggiare i motori o le biciclette, proseguendo una serie di negozi, sul lato sinistro la Galleria, che racchiude un palazzo e alcuni negozi e termina in angolo con una filiale della banca Unicredit. Alla fine ti ritrovi in piazza XX settembre, da molti conosciuta come piazza dell’Aquila per la colonna che si trova al centro e sopra vi risiede il rapace per eccellenza. La strada è breve e soprattutto di passaggio, ma ogni negozio, pur piccolo che sia racchiude in sé un pezzo di storia della città. Da pochi mesi la galleria Rasponi ospita gli uffici del nostro settimanale. Il Qui magazine si è impegnato da subito per il rilancio dell’intera zona, promuovendo mostre e iniziative. E’ evidente che la costruzione degli esercizi commerciali è stata fatta nello stesso periodo e nello stesso modo, la conformazione è la stessa, piccoli su un piano o stretti e lunghi su due piani. Basta entrare in ognuno di essi e ti accorgi della cortesia e dell’umanità dei gestori. L’impressione di freddezza che può dare la via è subito cancellata quando apri la porta dei negozi. Visi sorridenti e disponibili, commercianti che amano il loro lavoro e curano ancora il cliente, professionali ed esperti, conoscitori del proprio mestiere e disponibili nel venire incontro a chi gli sta davanti. Cercano e creano il contatto, ad ogni cliente danno l’attenzione e l’assistenza che meritano. Si divertono a scambiare due chiacchiere e non lo fanno per un personale tornaconto, ma per il semplice gusto di farlo. Insomma trattano il cliente da persona, è al loro centro e non come spesso accade nei grandi magazzini come un portafoglio o uno dei tanti, dove la gentilezza è diventata un optional, che probabilmente costa troppo, visto che è sempre più rara.
Gli ultra quarantenni. Il lato destro è quello dei veterani, di coloro che hanno visto il mutare della società. Molti dei quali sono passati da padre in figlio o da titolare a commesso. I più vecchi sono la “Singer” di Rossano Ruzzi, che ha ereditato l’attività dal padre Vanni, che aprì il commercio di macchine da cucire 45 anni fa. Il negozio offre un vasto servizio di riparazioni. All’inizio era ubicato in piazza XX settembre, poi 25 anni si trasferì in via Rasponi, ora (da pochissime settimane) è all’interno della galleria. Della stessa età circa la “Casa dei Rasoi”, sorta nel 1964, passata in mano all’attuale proprietario Fiorenzo Filippi trenta anni fa, dopo averci lavorato come dipendente dal 1968. Unica rimasta intramontabile dagli anni ’60 è la profumeria di Rema Lodola, che da 44 anni spruzza profumi, vende trucchi e negli ultimi venti anni lotta contro le grandi catene di profumeria. Proprietaria della “Tessilombarda” dal 2006 Ivana Mingozzi, che ha rilevato l’attività dalla sua titolare e vende tappeti, biancheria e corredo per la casa.
I ventenni. Via Rasponi ospita ben due “case”, oltre a quella dei rasoi, c’è la “Casa del caffè Mokador” di Fabiana Morini, che ha iniziato la propria attività nel 1987 rilevandolo dalla precedente gestione. Nel suo locale non solo caffè e cioccolate, ma ogni tipo di idea regalo per i più golosi e ogni giorno dispensa colazioni a base di brioches dolci o salate, caffè e cappuccini. Dentro alla galleria si trova la parrucchiera “New line Ketty” di Bianca Concetta, che da 21 anni asciuga e pettina signore di ogni età. Risale a metà anni novanta l’attività di Daniele Cicognani iniziato con il negozio di abbigliamento “Marilù Rossi” convertito nel 2004 in “Malastrana” che propone oggettistica, specchi, mosaici e quadri di produzione propria.
I più giovani. Appena nato il negozio d’abbigliamento “Vanity” di Rossana Santelli, che ha inaugurato la sua nuova avventura un mese fa con gli auguri degli altri commercianti della via. Tra i più recenti i due bar, “Il caffè incontro” di Paola Ceroni e il “Central bar” di Juri Ravaioli aiutato dalla mamma Gabriella. Tra i due non esiste concorrenza anche se entrambi garantiscono lo stesso servizio, colazioni la mattina e piccola ristorazione a pranzo. Entrambi portano avanti un servizio che esisteva anche prima del loro arrivo.
La clientela. Se via Rasponi potesse parlare “Le mille e una notte” non basterebbero a raccontare quello che nel corso dei secoli ha osservato. Di volti e di mode ne ha visti passare di ogni tipo e di ogni genere, così come i negozi. Quelli che ospitano persone di ogni età sono la “Casa dei Rasoi” e la “Casa del caffè Mokador”, perché vendono prodotti che vanno bene per ogni generazione. Nel primo caso dai nonni ai nipoti alle prese con la prima barba, nel secondo dai ragazzini che vogliono l’ombrellino Lindt ai lavoratori che gravitano nel centro, oltre a coloro che hanno la macchina del caffé espresso al posto della cuccuma impolverata nella credenza. L’indotto dei due bar è soprattutto garantito da coloro che lavorano in centro, negli uffici pubblici e non solo. La “Singer” opera con donne dai 35 anni ai 70 vista la particolarità del prodotto che commercia, anche se non ripara e vende solo macchine da cucire, ma anche ogni altro piccolo elettrodomestico. Inoltre è rimasto l’unico insieme alla parrucchiera “New line Ketty” e alla profumeria ad avere clientela proveniente anche dalla provincia di Ravenna. Chi lavorava molto con il forese era la “Tessilombarda”, una volta scritta con due “elle”, ma negli ultimi anni i “forestieri” si sono persi. I periodi, invece, di maggior vendita sono per tutti l’autunno e l’inverno. D’estate con le ferie e il caldo ne risentono tutti, fatta eccezione per i bar, che comunque in parte risentono di un calo dovuto alle ferie dei lavoratori. Completano l’offerta di via Rasponi gli uffici di Unicredit Banca uno degli sportelli storici della città, e l’agenzia immobiliare Iter, punto vendita diretta della cooperativa edile, che fornisce puntualmente tutte le informazioni relative alle nuove realizzazioni dell’impresa oltre a una selezionata offerta del mercato.

Una zona in trasformazione
Piazza Kennedy è al centro del dibattito cittadino per il ruolo attuale, grande parcheggio centralissimo facilmente raggiungibile, ma spesso congestionato, e per quello che ne sarà una volta che verrà destinata ad altro uso. Nella piazza, ricavata dall’abbattimento di un piccolo quartiere negli anni trenta del secolo scorso, si affacciano nel lato sud due banche, il Monte dei Paschi di Siena e il Banco di S.Prospero e S.Gimignano, la caffetteria Kennedy, il Banco Oro Italiano. Nel lato a settentrione ha appena inaugurato al nuova gestione del ristorante Scaì (gli stessi dello storico locale che sorgeva in piazza Baracca), si passa poi al Fellini, uno dei locali più frequentati dai giovani, adiacente all’agenzia immobiliare SIVA e alla Reale camiceria. L’edicola della piazza, gestita da Antonio Sgrò è un punto di riferimento per buona parte dei cittadini e dei turisti che frequentano il centro storico. Sulla piazza si affaccia, proprio dallo storico palazzo Rasponi Murat,anche l’agenzia immobiliare Inside di Eugenio Bornazzani, che unisce alla tradizionale offerta un servizio informatizzato altamente professionale.
Il parcheggio di piazza Kennedy. Tra le questioni più roventi che animano i proprietari quella che ruota attorno alla chiusura di piazza Kennedy. Tutti sono contrari all’abolizione del parcheggio, perché per loro è un tramite, è funzionale alla loro vendita. Molti clienti sono persone di una certa età che magari non hanno la macchina oppure hanno problemi a camminare, per cui avrebbero un maggiore difficoltà a raggiungere i negozi di via Rasponi. Alcuni sottolineano come la città guardi sempre più alle esigenze dei giovani e meno a quelle degli anziani. I negozi hanno già risentito del cambiamento della linea del navetto, che non ferma più in piazza Kennedy da quasi due anni ed equivale a minore passaggio. Infatti la posizione di via Rasponi è strategica, proprio perché garantisce un certo flusso di passanti, che senza volere potrebbe rimanere attratto dalla vetrine e spingersi a varcare la soglia dell’entrata dell’esercizio e fare spese impreviste. Le lamentele sono tante e dette in coro a gran voce. C’ è anche chi lascia aperto qualche spiraglio, dimostrandosi favorevole solo se ci sono le condizioni e si creano altri parcheggi che permettano alle persone di poter arrivare comodamente in via Rasponi e non con il fiatone per aver lasciato la macchina dalla parte opposta della città.
Le luminarie. Torna il Natale in via Rasponi dopo sette anni. Quest’anno i commercianti della via (sono esclusi quelli all’interno della galleria) si sono messi d’accordo aderendo all’iniziativa. Non tutti forse sanno che la spesa delle luminarie spetta ai negozianti della via. Chi ha promosso fortemente l’idea sono stati il “Caffè incontro”, la “Tessilombarda” e la “Casa del caffè”, invito raccolto con entusiasmo anche dagli altri, dal momento che la via è già di per sé buia e lo diventa maggiormente d’inverno quando il sole tramonta alle cinque del pomeriggio. Un’illuminazione che permette di “riscaldare” la strada e di renderla più accogliente per i passanti. A proposito del look della strada, qualcuno gradirebbe un restyling, soprattutto dell’asfalto rovinato, che in alcune parti presenta della crepe.
Animare il centro. Negli ultimi tempi si è discusso molto su come animare il centro della città. E già sono state organizzate le prime iniziative, vedi “Ravenna bella di sera” d’estate e la “Notte d’oro” di ottobre. Anche questo tema trova concordi i commercianti della via che sono propensi a vedere di nuovo il centro vivo. I “veterani” ricordano come il centro fosse luogo di incontro e divertimento negli scorsi decenni, quando ancora c’erano i mercati rionali e il mercato proprio in piazza Kennedy. Alcuni ritengono anche che il centro stia morendo e si stia spegnendo. Una volta piazza del Popolo era piena di gente, ora dopo una certa ora non si vede più nessuno, escludendo le sere del week-end. Il titolare della “Casa dei Rasoi” si sofferma anche sul fatto che chi maggiormente gode dell’apertura dei negozi le sere d’estate sono soprattutto i bar e le gelaterie, perché le persone si soffermano più a guardare le vetrine, mentre per acquistare aspettano l’inizio dei saldi. Particolarmente favorevole la proprietaria della “Casa del caffè Mokador” che apprezza moltissimo queste manifestazioni e anche per la “Notte d’oro” non si è lasciata sfuggire l’occasione tenendo aperto fino alle 2 di notte e si è tolta delle soddisfazioni, avendo una notevole affluenza. Lei e anche il negozio “Vanity” già da novembre terranno aperto la domenica.






Un antico itinerario
Da piazza XX Settembre, attraversa la piazza Kennedy e arriva alla piazza Duomo

Si tratta dell’antica strada del Duomo che nel vecchio stradario comunale è indicata con la percorrenza: “dalla piazza dell’Aquila a quella del Duomo». Fu intitolata al Rasponi nel 1881 soltanto 4 anni dopo la sua morte. Era il figlio primogenito del conte Giulio Rasponi e della principessa Donna Luisa, figlia di Re Gioacchino Murat, ed era nato a Trieste l’8 marzo 1829. Nel 1858 aveva sposato la principessa Costanza Ghika, appartenente ad una famiglia di magnati romeni originari d’Albania; il padre della sposa Costantino era il Grande Gospodaro della Valacchia.
Ecco quello che scrisse di lui Il Monitore delle Romagne, il giornale del partito progressista da lui fondato nel 1874: “Poco più che ventenne, fu dei pochi patrizi che sotto il giogo papale congiurassero a rovesciarlo: e l’alba avventurosa del 1859 lo vide primo prodigare sacrifici e sostanze per rendere durevole un’era nuova di libertà, d’indipendenza alla sua cara Italia. Fu deputato nello stesso anno alla Costituente delle Romagne; e dopo, per una serie quasi non interrotta di oltre tre lustri, ebbe seggio costante in Parlamento, di cui fu anche Vice Presidente e sempre poi uno dei membri più intelligenti, autorevoli e stimati. Per solo eccesso di amor patrio sì sobbarcò nel 1873 all’ ingrato ufficio di Prefetto a Palermo: volle ordinamenti severi, ma ossequiosi al culto delle leggi e della libertà. E quando gli uomini del Governo di allora tentarono di offendere l’una e l’altra, sdegnoso rifiutò l’opera sua, e tornò nel continente; grande della sua lealtà e fierezza, se non ricco di allori conseguiti”. Per la sua terra natale prodigò cure, studi e lavoro indefesso, nelle molteplici cariche sostenute, e di Sindaco negli anni 1963-64-65-73, e di semplice Magistrato e di Presidente di svariate associazioni.
Nel dicembre 1874 il Consiglio direttivo della Società Operaia di Mutuo Soccorso Maschile, fondata a Ravenna nel 1863 con 1268 soci effettivi, per festeggiare il primo decennio dalla fondazione, decise di farsi promotore per l’istituzione anche di una Società Operaia per le donne. E per iniziativa della contessa Costanza Ghika Rasponi si formò un Comitato composto di ventitre signore; e nell’anno successivo fu approvato lo Statuto della nuova Società. Prima Presidente fu la contessa Costanza Ghika Rasponi. A soli 40 anni età, il 10 settembre 1877, a Selbagnone di Forlimpopoli, ebbe termine la vita di Gioacchino Rasponi; la salma fu trasportata e tumulata nella tomba gentilizia di famiglia a Mezzano.
(testo tratto dall’odonomastica del Comune di Ravenna)