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Il Settimanale
20/7/2012 - Radici di sale

Cronaca Cesenatico

La parola a Bruna Righi

Il sindaco, Roberto Buda, le ha tolto la fiducia, ma lei non ci sta e il Pri ora chiede spiegazioni. Di seguito l’intervista all’ex vicesindaco di Cesenatico, in attesa del dibattito in consiglio comunale il prossimo 19 luglio

CESENATICO - di Letizia Magnani - Giovedì 19 luglio (data in cui esce questo numero) si saprà se ci saranno le condizioni perché il Pri resti nell’attuale maggioranza e nella giunta di Cesenatico. Nella seduta del consiglio comunale di questa settimana, infatti, si discuterà anche della revoca delle deleghe da parte del sindaco Roberto Buda al suo vice in giunta, Bruna Righi. Il fattaccio è avvenuto una decina di giorni fa e da allora i rapporti fra il Pri, partito di appartenza della Righi, e il sindaco, non sono dei migliori. Il gruppo consigliare ha, a tal proposito, presentato una interpellanza veloce, dall’oggetto “chiarimenti revoca incarico”, dove si legge “Alla luce degli ultimi accadimenti politici con il licenziamento dell’Assessore Bruna Righi, rappresentante del PRI in Giunta, da vice Sindaco con relativa revoca delle deleghe, il sottoscritto Mauro Gasperini, capogruppo del Partito Repubblicano Italiano CHIEDE AL SINDACO chiarimenti, spiegazioni politiche e le motivazioni che lo hanno portato ad assumere una decisione così grave e sproporzionata”. Noi abbiamo chiesto all’interessata di spiegarci cosa è successo. “Quando il PRI, poco più di un anno fa, ha scelto l’alleanza con il centro-destra – dichiara l’ex vicesindaco di Cesenatico e assessore all’urbanistica, Bruna Righi -, l’ha fatto per un solo motivo: dare una svolta radicale alla politica della città, da troppo tempo dominata da una politica gestita nelle stanze chiuse. Il risultato era sotto gli occhi di tutti: una politica urbanistica molto discutibile, campagne smembrate, casse comunali depauperate, ospedale svenduto e Gesturist nell’occhio del ciclone per indirizzi politici ed economici al limite. La sua scissione ancora oggi non è affatto chiara, e non si capisce perché, dopo essersi ‘mangiata’ il campeggio, la Domus Popilia e tanto altro, chieda ben altri 4 milioni di euro al Comune. Non a caso il PRI, accordandosi con il centro-destra, ha condiviso un programma impegnativo e molto serio, chiedendo l’assessorato più importante e strategico per ridisegnare il futuro di Cesenatico: l’urbanistica, appunto. Vinte le elezioni, con oltre 700 voti fondamentali apportati da PRI a Buda per diventare sindaco, il cammino da subito si è rivelato in salita”.

Come mai?

“Il PRI è il partito del rigore e della trasparenza: nell’urbanistica volevamo la vera svolta per Cesenatico rispetto al passato, con scelte chiare e corrette, poiché qui è in ballo il futuro dei prossimi 40 anni della città, è in gioco il futuro delle nuove generazioni. Zona delle colonie, area ex-Nuit, terreno dove dovrebbero sorgere le terme, senza dimenticare la “zona rossa” del PSC (Piano strutturale comunale) intorno al depuratore (già completamente allagata in passato), che prevede una forte edificazione, approvata con un emendamento portato all’ultimo minuto dal PD in un Consiglio comunale della passata amministrazione con l’accordo della Provincia di cui Bulbi è Presidente. In sostanza parliamo dei cantieri più grandi della Romagna, con un giro d’affari di svariate decine di milioni di euro, che attirano enormi interessi speculativi”.

Quale era la sua linea in giunta?

“La nostra linea era chiara: lo sviluppo di Cesenatico doveva passare attraverso la riqualificazione turistica, con alberghi a 5 stelle ed un potenziamento dell’offerta turistica con servizi moderni ed efficienti, non con altre centinaia di appartamenti. Invece nei corridoi del Comune continuava ad esserci la fila dei soliti faccendieri, che non ho mai tollerato: per questo motivo Buda ha cercato di aggirare l’ostacolo, senza mai parlare con me e affrontando i problemi in modo chiaro e civile. Gli ricordo che non si liquida facilmente un vice, che per svolgere questo incarico e amministrare la città si è dovuto dimettere da consigliere comunale. Lo trovo un atto politico gravissimo. A proposito delle 2-3 delibere di giunta contestatemi perché non votate o in cui ero assente, voglio rendere pubblico che la mia sostituzione era già stata decisa tempo fa e richiesta a metà maggio ai miei dirigenti del PRI da parte del Sindaco e dei suoi dirigenti provinciali. Questo dimostra palesemente quanto le motivazioni addette siano puerili”.

Si dice che uno dei motivi sui quali lei e il sindaco abbiate discusso era la gestione del progetto di sviluppo dell’area dell’ex Nuit. E’ così?

“Per verità di cronaca, una delibera importante, ma presentata in giunta incompleta, riguardava la colonia Prealpi (collegata all’area ex-Nuit) con relativo finanziamento di spettanza regionale: è stata poi corretta a seguito di rilievi sollevati dalla Regione (e a quel punto l’ho votata)”.