
Contestato il falso ideologico in atti pubblici. Il presidente: “Non ho commesso alcun reato”
RAVENNA - Il caso Terremerse ha generato un terremoto politico dopo che, il 16 marzo scorso, è uscita la notizia che Vasco Errani, governatore dell’Emilia Romagna, è sotto inchiesta. Il Pm Antonella Scandellari ha inviato nove avvisi di fine indagine, atto che di solito prelude la richiesta di rinvio a giudizio, tra cui c’è, appunto, quello a Errani, nei confronti del quale si contesta il reato di falso ideologico in atti pubblici. La questione riguarda il finanziamento di un milione di euro da parte della Regione alla cooperativa Terremerse, di Bagnacavallo, di cui era presidente il fratello di Errani. La “bomba” scoppiò nell’ottobre del 2009 in seguito a un articolo de Il Giornale che contestava la regolarità del contributo. In particolare venne denunciato il fatto che il lavoro fosse stato erogato nonostante i lavori non fossero terminati entro i termini previsti. La magistratura aprì un’inchiesta ed Errani decise di recarsi dai magistrati per documentare la correttezza della procedura. Proprio questo passaggio ha portato oggi il Pm a indagare il Governatore per falso. In poche parole la ricostruzione di Errani non ha convinto.
Le reazioni del mondo politico sono state immediate e veementi. Il Pd ha fatto quadrato intorno al suo uomo di maggiore punta in Emilia Romagna; con lui si è schierata anche la giunta regionale. Gli alleati Idv, Sel-Verdi e Fds hanno manifestato pieno appoggio, mentre l’opposizione è di tutt’altro avviso. I grillini, in particolare, hanno anticipato che chiederanno le dimissioni del governatore nel caso fosse rinviato a giudizio.
Dal canto suo Errani ha dichiarato di non aver commesso alcun reato. “Ribadisco – dice Errani – la mia piena e consapevole convinzione della correttezza dell’operato mio e dell’Amministrazione. Sono certo che nel corso del procedimento emergerà con chiarezza questa verità”. Vasco Errani aggiunge che la magistratura fa bene a indagare: “L’indagine affermerà la verità che è la cosa che interessa, in primo luogo me, ma, sono sicuro, tutti i cittadini. So quello che ho fatto e ne sono assolutamente certo; questo, per me, è l’elemento più importante”.
La vicenda è seguita con grande attenzione anche dal mondo cooperativo. Secondo il Presidente di Legacoop Ravenna, Giovanni Monti, questa vicenda rischia di minare il quotidiano lavoro di Terremerse: “un’azienda che opera da molti anni sul nostro territorio, in un settore già difficile come quello agricolo e che offre servizi a 5.500 soci produttori agricoli, dando occupazione a 700 persone”.
Di ben altro avviso sono le considerazioni di Alberto Ancarani, coordinatore provinciale Pdl, e Paolo Savelli, vice coordinatore provinciale vicario: “Sono occorsi due anni e mezzo per concludere le indagini a carico di Errani, la magistratura perciò ha avuto tutto il tempo per esaminare, vagliare e valutare. Ci attendiamo quindi solerzia nel fare piena luce sull’affaire Terremerse e auspichiamo che i magistrati incaricati che operano proprio dove il Pd tutto controlla, tutto comanda e tutto sa, siano posti nelle migliori condizioni per poter lavorare con serenità e indipendenza al fine dell’accertamento celere e pieno della verità”.