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Il Settimanale
29/12/2011 - Speciale Fumetto in Romagna

Curiosità

Fanzine, il lato 'oscuro' del fumetto italiano

 

Una produzione che ha contribuito alla crescita del linguaggio culturale

 

Di Gianluca Umiliacchi fanzinotecario - Il mondo dell'editoria fanzinara italiana è poco conosciuto. Pur essendo una produzione che affonda le sue radici nei lontani anni ‘50, è una realtà ignota ai più, sia per una disinformazione da parte della società, sia per l'ostentato disinteresse del mondo fanzinaro di presentarsi ufficialmente. Non si tratta, quindi, di nuovi modi di proporre la comunicazione, pur rimanendo un'inedita divulgazione imperniata sull'impiego di produzioni stampate ad esclusiva opera di appassionati: la fanzine, ovvero fan Club magazine, pubblicazione per comunicare e confrontarsi su una specifica passione.

Una periodizzazione documentata sulle fanzine fumettistiche, prendere avvio nel 1965, quando a Milano grazie al giovane Alfredo Castelli, in compagnia di Paolo Sala, nasce il primo numero di "Comics" bollettino del Comics Club 104. Il fumetto, produzione osservata fino a quel momento con sospetto dalla società veniva considerato come prodotto per consumatori di un genere minore, se non proprio nocivo per la cultura sociale. Per la prima volta questo mondo era, invece, proposto sotto una luce diversa, più attiva e dinamica, quella dei fanzinari. Andava formandosi e cresceva la voglia di esprimersi attraverso nuove impostazioni capaci di stravolgere il punto di vista stereotipato sul fumetto, un'eredità d'oltre oceano pronta a fondare le sue radici in Italia e Comics ne era la capostipite. La risposta a quella prima proposta fu immediata: a Genova nel 1967 nasce, da Gianni Bono e Nino Bernazzali, la fanzine "Comic World" e altre, visti gli effetti positivi, si fanno avanti. Così, per tutti gli anni ‘70, dal ciclostilato alla tipografia, le fanzine si moltiplicano, alcune valide come la testata "Il Fumetto", la più prestigiosa fanzine italiana tuttora attiva. Le fanzine non sempre si riuscivano a trovare, uscivano quando e come potevano con i loro enormi problemi economici e distributivi e venivano rintracciate, per lo più, nelle fiere mercato. La prima generazione di fanzinari nostrani dimostrò gran coraggio e determinazione ed è merito di quei pionieri dell'atipica editoria se negli anni seguenti prese corpo una vera e propria editoria fanzinara nazionale. Di generazione in generazione lo scenario sociale si trovò ad osservare la nascita di un susseguirsi di testate con un attivo di pochi numeri e poi l'oblio. Di questo ‘mucchio selvaggio', più grande di quanto lo si possa immaginare, fanno parte note testate che hanno dato i "natali" a grandi autori: il già citato Castelli, colonna portante del fumetto, ma tantissimi altri appassionati che col passare degli anni infoltiscono le file degli autori, critici ed editori attuali, come Coniglio e Boschi con L'Urlo, Tamburini e Pazienza con Cannibale, e altri centinaia e centinaia di professionisti odierni. Negli anni ‘80 il rinnovamento è dinamico e i fanzinari, che all'inizio si misuravano in decine, ora si misurano in centinaia e si avviano, nel volgere di pochi anni, a incrementare notevolmente il loro numero. La preponderante volontà di contrapporsi all'informazione ufficiale, in molti casi troppo esigua se non proprio errata, dà corpo ad un'infinità di testate, più o meno longeve, e la tecnologia diventa un aiuto fondamentale per questa anomala editoria. Negli anni ‘80 si semplificano le possibilità di produzione, la fotocopiatrice diventa alla portata di molti, i primi personal computer e relativi programmi d'impaginazione  inducono gli appassionati a cimentarsi nella realizzazione di fanzine. L'enorme operatività evidenzia come il ‘nuovo' linguaggio fumettistico sia una sempre più consolidata realtà: negli anni ‘90, si genera un marcato distacco nelle tematiche affrontate sulle testate specifiche e settoriali, dal fumetto in generale, al fumetto americano fino al manga, e le vesti grafiche iniziano a migliorare a tal punto da poter fare concorrenza alle migliori riviste ufficiali. Il nuovo millennio porta con sè l'influenza dei nuovi media che alimentano le informazioni distorte ed errate, tra i giovani cominciano ad emergere profili diversi, e ci si trova a viaggiare in rete tra le ‘FanNet', produzioni dei fans Internet e pseudo-fanzine, ma la vera produzione fanzinara prosegue imperterrita. Le fanzine sono una produzione che ha, con i suoi anni di frenetica attività, contribuito notevolmente allo sviluppo e alla crescita critica, artistica e narrativa del linguaggio culturale, tutto ciò dovrebbe dare la giusta dignità a prodotti troppo spesso sbeffeggiati, ricchi invece di enormi potenzialità comunicative, formative e artistiche.