
Firmata un’intesa tra il presidente dell’ordine degli avvocati Cicognani
ed il Procuratore della Repubblica Mescolini per sei mesi di tirocinio
Di Federica Ferruzzi
RAVENNA – Ore passate a fare da portaborse, a svolgere compiti di cancelleria, a lavorare di sabato senza imparare nulla di significativo ai fini dell’attività forense. E’ innegabile lo sfruttamento dei tanti laureati in Giurisprudenza impiegati come praticanti negli studi legali, condannati ad anni di lavoro gratuito che non sempre garantisce una formazione adeguata. Da oggi è però in arrivo una convenzione per la formazione e l’orientamento dei praticanti che permetterà ad otto persone alla volta di svolgere un servizio di tirocinio in Procura per un periodo di sei mesi.
L’accordo è stato firmato dal presidente dell’ordine degli avvocati di Ravenna Ermanno Cicognani e dal Procuratore della Repubblica Roberto Mescolini e vede la collaborazione dell’avvocato Maurizio Taroni. “La convenzione - osserva Mescolini - è importante non solo per l’ordine forense ma anche per chi si avvicina alla professione. Gli avvocati sono nostri partner e vogliamo intensificare i rapporti; inoltre ritengo che si debba avere una maggiore formazione comune”. In fondo, come fa notare lo stesso Procuratore, “nei processi la toga è la stessa, cambia solo la cordonatura”. Per sei mesi quindi il giovane uscito dall’Università si avvicinerà al mondo giudiziario vedendolo dall’altra parte del tavolo. “Anche se il 70% di quello che circola in Procura è coperto da segreto istruttorio, rimane comunque un buon 30% da approfondire”. Un massimo di otto ore giornaliere da dedicare allo studio e alla formazione di un fascicolo o all’assistenza al pm nell’udienza penale, festivi esclusi. “Oggi - osserva Cicognani - a fare la differenza sono le idee e quelle della Procura sono anche buone. Questa iniziativa è estremamente importante e significativa, e segna un’apertura della Magistratura nei confronti dei partner principali della giustizia. Sono sicuro che questa sarà la piattaforma per nuove iniziative comuni”. Se nei primi anni 2000 i praticanti erano molti, ora il loro numero è appena di sessanta unità. Rimane invece alta la quantità di avvocati, che tocca quota 802 iscritti all’albo provinciale.
“Pratica tosta per capire se il lavoro interessa davvero”
RAVENNA – Alessandra Fattorini è consigliera dell’ordine e ricorda così gli anni successivi alla laurea. “Il mio praticantato? Seguivo l’avvocato in tutte le udienze e trascorrevo molte ore in studio. A volte ci veniva chiesto di redigere un appello entro la sera, in un tempo ridotto. Ricordo che era faticoso, ma quel metodo si è rivelato un’ottima palestra. Buona parte del lavoro si giocava sul campo e la pratica era tosta, ma credo che dovrebbe essere così anche oggi, perché solo in questo modo si capisce da subito se il tipo di lavoro interessa davvero oppure no”.