
Numerosi riconoscimenti ai vini faentini e ravennati. Gran Medaglia d’Oro al Pignoletto Cevico
VERONA- Negli affollati padiglioni della 44esima edizione del Vinitaly si è respirata un’aria diversa dalle precedenti edizioni. Dopo un’annata difficile come quella appena trascorsa, infatti, il Vinitay 2010 è una sfida che guarda al futuro, a cui molti produttori romagnoli si sono presentati a testa alta.
All’interno delle cinque giorni del Salone internazionale del vino, che si è svolto dall’8 al 12 aprile alla fiera di Verona con 4200 espositori su una superficie di oltre 92mila metri quadrati e 150 mila visitatori provenienti da oltre 100 Paesi, la Romagna e i suoi vini si sono distinti riscuotendo ottimi risultati. Le pregiate bottiglie dell’Emila-Romagna sono state protagoniste al Concorso Enologico Internazionale, indetto ogni anno dalla fiera, dove si sono aggiudicati 3 Gran Medaglie d’Oro, 2 Medaglie d’Oro, 2 Medaglie d’Argento, 3 Medaglie di Bronzo e un’innumerevole serie di menzioni speciali. Per quanto riguarda i ravennati ha vinto la Gran Medaglia d’Oro per vini frizzanti il gruppo Cevico con il Pignoletto Frizzante. La coop ravennate si è aggiudicata una menzione speciale anche per il sangiovese doc a 13 gradi. La presidente di Cevico Ruenza Santandrea sottolinea l’importanza di questo premio: “Stiamo differenziando la nostra produzione tra vini da tavola a basso contenuto alcolico ed economici e, dall’altra parte, vini pregiati in grado di competere nel mondo. Per molto tempo i vini romagnoli hanno avuto una cattiva fama immeritata, da anni stiamo lavorando per dare un nuovo nome a questi vini che possono essere pregiati di altissima qualità e questo premio testimonia che ci stiamo riuscendo”.
Altri sono i vini ravennati, faentini e lughesi che si sono fatti notare. Originalissimi fin dai nomi, che citano le canzoni di Battisti, il bianco Emozioni lato B e il rosato Impressioni di settembre di Leone Conti hanno affascinato gli enologi del Vinitaly. Presente anche Agrintesa di Faenza che ha iniziato a sperimentare, oltre ai classici vini di Romagna, anche chardonnay e rosato, con ottimi risultati, come ha illustrato nel padiglione Emila-Romagna il presidente Claudio Pezzi. Massimiliano Fabbri dalla azienda agricola Trerè ha proposto come prodotto di punta un sangiovese riserva dall’etichetta Amarcord d’un ros. La Fattoria Camerine di Castel Bolognese si è fatta notare invece per bianchi e rosè leggeri adatti ad un pubblico giovane.