
Dopo 12 anni di lavori il Museo diventa ancor più luogo di ricerca
Di Riccardo Isola
FAENZA – Nuovi spazi per nuove visioni sull’arte ceramica. Dal 13 marzo il Museo internazionale delle ceramiche inaugurerà la nuova ala espositiva dedicata interamente alla ceramica del Novecento. Dopo 12 anni di tempo dall’inaugurazione della nuova veste del Mic il cantiere museale non ha mai smesso di funzionare. Un work in progress sui contenuti ma anche e soprattutto sui contenitori che ha portato il museo ad esser una delle più grandi e complete strutture a livello internazionale su questo materiale artistico. Nello specifico del nuovo restying si tratta di lavori iniziati nel 2006 per un costo di oltre 2 milioni e 320mila euro. In tutto saranno messi a disposizione dei visitatori 3.500 metri di nuove superfici utili nette a cui si devono aggiungere 330metri di terrazzi e 500 metri quadrati relativi alla palazzina storica. Tre piani ricavati all’interno di quello che precedentemente era lo spazio occupato dall’ebanisteria Casalini collegati oltre da corridoi e saliscendi anche da un suggestivo ascensore panoramico. I lavori, come quelli precedenti, sono stati coordinati dagli architetti Rita Rava e Claudio Piersanti mentre la realizzazione è stata concretizzata dalla ditta Euris di Napoli. “Con questo ulteriore intervento di riqualificazione ed ampliamento – ha affermato il presidente Pier Antonio Rivola – possiamo tranquillamente affermare di aver permesso al Museo stesso di fare un’ulteriore passo in avanti nella promozione e valorizzazione della storia e dell’evoluzione dell’arte ceramica”. A spiegare l’intervento, la sua filosofia operativa e l’organizzazione degli spazi è la stessa progettista Rita Rava. “Con la conclusione di questi lavori il Mic sarà ancora di più un museo di ricerca ed esposizione. Una filosofia che abbiamo iniziato a percorrere già dal primo intervento di oltre 25 anni fa. Oggi la sua completezza è quasi arrivata a conclusione. Oltre al reparto dedicato alla ricerca – specifica l’architetto – con i depositi, le aree dedicate al restauro e la biblioteca, il Mic può fregiarsi anche di una parte espositiva in cui architettura e contenuti si fondono armoniosamente. Alle esposizioni sono quindi dedicate due parti. Una dedicata alla parte retrospettiva definita e creata all’interno del cosiddetto Quadrilatero, più intimista e raccolta, ed una più moderna e luminosa dedicata alla fase artistica contemporanea. Quest’ultima è proprio quella che inaugureremo il 13 marzo prossimo”.