
Nelle liste che supportano il candidato del Pd appaiono le figure più disparate
Di Riccardo Isola
FAENZA – Giovanni Malpezzi, il candidato del centrosinistra alle comunali, ha presentato il proprio programma e i soggetti che lo supporteranno, in particolare la lista civica “Insieme per cambiare” e quella ufficiale del Partito democratico: “Due colonne o meglio due gambe con le quali voglio correre per ridare a Faenza nuove prospettive di crescita e sviluppo”. Trenta candidati per ogni lista “che rappresentano la città in modo trasversale e completo”. E così appaiono operaie dell’Omsa, medici, artigiani, impiegati, agricoltori, lavoratori del terziario. Sulla scia dell’innovazione e della continuità amministrativa è stato così redatto il programma: “Una piattaforma politico programmatica condivisa e discussa tra tutti i componenti dello schieramento (Insieme per cambiare, Pd e Socialisti, Pri, Sinistra per Faenza e Idv) i cui principali punti programmatici si ispirano sulla progettualità che abbiamo espresso sin dalla presentazione del programma per le primarie. Temi su cui sempre più spesso veniamo sollecitati dai cittadini di Faenza, temi che l’attuale crisi economica e sociale ha posto in drammatica evidenza e su cui occorre intervenire con tempismo ed efficacia”. Ecco così spuntare tra i tanti i concetti il lavoro, con “la necessità di difendere i livelli occupazionali”, di sicurezza e legalità su cui lo stesso Malpezzi non intende “far sconti a nessuno” e di sanità. Quest’ultima tramite l’osservatorio speciale, l’ospedale, la ristrutturazione del Pronto soccorso, l’edificazione della nuova Corte est, la salvaguardia del reparto di pediatria e delle unità complesse, “che prevedono la presenza di un primario”. Per il candidato “la partecipazione dei cittadini, una politica che nasce dal basso per coinvolgere la società civile e la promozione del rinnovamento della pubblica amministrazione, sia nei metodi che nelle persone” sono e saranno momenti fondamentali per dare credibilità al progetto di governo della coalizione. “Per questo - conclude Malpezzi - abbiamo coinvolto tanti esponenti della società civile. Dall’associazionismo alle libere professioni, dal mondo della cooperazione e del volontariato agli esponenti di un movimento di impegno civile apartitico come Polis fino ad arrivare ai giovani”.