
In corsa per le regionali i candidati trovano modi originali per accaparrarsi le preferenze
di Matteo Cavezzali
RAVENNA - Si corre verso le elezioni regionali del 28 e 29 marzo per rinnovare il presidente dell’Emila-Romagna e i 50 consiglieri regionali, di cui tre saranno per statuto ravennati. Se il risultato elettorale fosse simile a quello delle trascorse europee, cosa che non è scontata, a venire eletti sarebbero due consiglieri del Pd e uno del PdL. Questo accende ancora di più l’asprissima sfida interna al PdL combattuta a suon di manifesti elettorali tra l’azzurro ravennate Gianguido Bazzoni e l’ex-An cervese Massimo Mazzolani. Bazzoni sta puntando sul proprio essere ravennate con lo slogan “Ravenna la conosco la vivo, la amo” declinato poi a Cervia, Lugo e Faenza in “La tua provincia più forte in regione” dall’altra parte del ring Mazzolani punta l’indice sui passanti, come faceva lo zio Sam che arruolava per il Vietnam, con un “Io sto con te” e un altro più patriottico “entusiasmo e concretezza” con sullo sfondo le frecce tricolori. La sfida è anche sulla presenza di ospiti illustri e iniziative originali. Bazzoni ha invitato il senatore Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture, per discutere dei trasporti alla presenza delle televisioni locali, come Silvio insegna. Inaugurerà sabato 6 marzo il “Bazzoni Point” in Circonvallazione al Molino alla presenza del senatore Giampaolo Bettamia e nei giorni successivi incontrerà pubblicamente l’on. Giuliano Cazzola e Giancarlo Mazzucca.
Anche il PD, dove la competizione interna è meno sentita, non è rimasto con le mani in mano. Miro Fiammenghi ha puntato su un’immagine giovanile con i manifesti che riprendono la grafica accattivante del pittore Mirò (Cosa che ha suscitato alcune perplessità alla fondazione Mirò iberica), Mario Mazzotti invece ha scelto il gioco di parole “la ragione-regione di un impegno”. I tre democratici, c’è anche la meno pubblicizzata Maria Chiara Campodoni, stanno dedicando le proprie energie a “parlare con la gente”. Sui loro siti internet si può leggere una fittissima agenda di incontri a Ravenna, Faenza, Lugo, Cervia e in moltissime frazioni del ravennate. Intanto i Giovani Democratici partono con il “camper democratico” in un tour delle frazioni per sostenere il presidente uscente Vasco Errani.
Intanto anche l’Udc, che non si è alleato né col Pd né col PdL, si sta muovendo. Dopo la presenza a Faenza di Pierferdinando Casini, ha organizzato una cena il 4 marzo alla Casa dei Conti Guidi a Bagnacavallo con il candidato alla presidenza della regione Gian Luca Galletti.
Il leghista Massimo Montanari è tra i candidati più pubblicizzati, punta sull’auto ironia con un “dai peso al tuo voto” e da un messaggio chiaro in “No alla moschea”.
L’Italia del Valori parla di “acqua: un bene pubblico” con un incontro il 4 marzo alla Sala delle Associazioni a Faenza e di “Green Economy: energie alternative al nucleare” l’11 marzo alla sala D’Attorre alle 18.30 con onorevoli e politici di spicco ed esperti del settore. La sinistra è divisa in due liste: Sinistra Ecologia e Libertà (vendoliani e Verdi), e la Federazione della Sinistra (Rifondazione e i Comunisti Italiani) anche loro con molte iniziative e dibattiti. Sul volantinaggio punta invece la lista dei grillini MoVimento 5 stelle con lo slogan “Se entra lui entriamo tutti” in supporto a Giovanni Favina.
ESCLUSI I RADICALI
Il partito Radicale non è stato ammesso alle regionali dell’Emilia-Romagna perché non ha raccolto in tempo in numero di firme per presentare la propria lista. Il segretario Cesare Sama protesta: “Avevamo preso il 2,9% a Ravenna alle Europee con 2.800 voti. Stando fuori dalla casta e non potendo contare su persone che possano dedicare il 100% del loro tempo alla politica è difficile ottenere in modo legale un così importante numero di firme”.