
Volendo fare un cinico calcolo dei costi e dei ricavi economici dalla presenza degli immigrati a Ravenna, secondo il tecnico del Comitato Tecnico Nazionale sull’Immigrazione Andera Stoppini, si può calcolare così: “L’età media degli stranieri in Italia è 30 anni, contro i 45 degli italiani. Questo vuol dire che molti stranieri versano i contributi, ma pochi percepiscono la pensione. Il gettito degli stranieri nelle casse dello stato ammonta a 7 miliardi di euro, pari al 4% a livello nazionale e il 6% a livello regionale. Il 5% del fondo di non autosufficienza dell’Emilia Romagna è finanziato da stranieri. Nessuno straniero beneficia di questo fondo. A Ravenna gli immigrati versano 27 milioni di euro di tasse. Il costo sociale degli immigrati, tra case popolari e spese, si aggira sui 2 milioni e mezzo, con un ‘guadagno’ per la comunità di oltre 24 milioni di euro”. Senza calcolare i vantaggi di imprenditori. Confindustria e Confartigianato sono i primi a sostenere l’indispensabile presenza della mano d’opera degli immigrati. Il 10% delle piccole imprese iscritte alla Cna ravennate è intestata a cittadini stranieri.