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Il Settimanale
5/3/2010 - 8 marzo: ci siamo ancora

Cronaca Ravenna

"Da vu cumprà a clandestini"

A Ravenna pregiudizi e diffidenze verso gli immigrati, ma in città versano 27 milioni di euro di contributi

di Matteo Cavezzali

RAVENNA - "La paura è una malattia che mangia l'anima e si contagia con uno sguardo" questo antico detto dell'Africa occidentale spiega perfettamente il diffondersi del razzismo come paura del diverso. Il primo marzo si è svolto lo sciopero dei lavoratori immigrati, tre giorni prima lo Spi Ggil ha organizzato una tavola rotonda titolata "Gli ospiti inattesi" per capire le problematiche legate all'immigrazione. "Da un recente studio realizzato della Camera dei Deputati – spiega Andrea Stoppini del Comitato Tecnico Nazionale sull'Immigrazione - è emerso che il 45% dei giovani in Italia è xenofobo. E teniamo presente che i giovani sono la parte più tollerante della popolazione. Il motivo di questo dato è che in Italia il fenomeno dell'immigrazione ha avuto un rapido aumento negli ultimi dieci anni a cui non è seguita un'efficace politica di integrazione. La colpa è anche dei giornalisti. Studiando i servizi dei telegiornali che parlano degli immigrati è emerso che il 75% di questi ne parla per problemi di ordine pubblico. In realtà il 98% degli immigrati non ha mai avuto problemi con la giustizia. Tuttavia gli italiani che hanno dichiarato di conoscere immigrati ‘per bene' ha detto di ritenerli ‘un'eccezione' ".

"Emigrare è un po' come morire e rinascere in luogo sconosciuto. Un immigrato è innanzitutto una persona che lascia la propria famiglia e i propri affetti" spiega Tahar Lamri, scrittore della migrazione algerino. "Quando sono arrivato a Ravenna negli anni '80 c'erano solo senegalesi e marocchini che vendevano i tappeti parlando un italiano spezzettato tra i denti. Li chiamavano ‘vu cumprà', anch'io venivo chiamato così. Era un termine ironico, quasi simpatico. Oggi invece è stata coniata una nuova parola: ‘clandestino'. Clandestino è un termine terribile, usato per fini politici. Tutti gli stranieri quando arrivano in Italia sono clandestini, visto che con la Bossi-Fini dovresti essere assunto prima di arrivare, cosa impossibile. Se però ti licenziano o ti scade il permesso torni clandestino e devi nasconderti".

"È della politica il compito di dare regole e valori alla convivenza" spiega l'assessore provinciale all'Immigrazione Emanuela Giangrandi. "Ravenna presenta i migliori parametri di integrazione d'Italia. Più che di problemi, infatti, si può parlare di cambio di abitudini visive, non ci sono da noi problemi di sicurezza".

Un settore importante per Mirella Rossi, responsabile immigrazione Cgil è quello delle badanti "visto che il 23% dei ravennati ha più di 64 anni e l'11% più di 74". Secondo Stefano Ballardini segretario provinciale Spi Cgil "la Cgil è per la legalità e per i diritti indipendentemente da luogo di nascita del lavoratore". Il segretario provinciale della Cgil Marcello Santarelli sottolinea che "è facile fare i forti con gli immigrati, meno con gli esattori".