
Sul web il progetto di Zanardo sulla condizione del genere femminile in tv. Previsti tre incontri con gli studenti della provincia
DI Federica Ferruzzi
RAVENNA – Non poteva che essere una donna - nonostante il progetto coinvolga anche due uomini, Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù - l’autrice di un documentario sulla mercificazione del corpo femminile in televisione. L’idea di riflettere sul modo in cui il corpo delle donne viene presentato sul piccolo schermo è venuta per prima a Lorella Zanardo che, tornata in Italia dopo anni trascorsi all’estero, ha cominciato a guardare con occhi diversi dai nostri, forse troppo assuefatti, programmi Rai e Mediaset: ragazze seminude che sculettano, seni abnormi, labbra gonfie di silicone e una condizione di perenne sudditanza. Come nel caso di una scena in cui una ragazza in costume appesa tra i prosciutti fa bella mostra del proprio di dietro, o come quando una valletta viene schernita dal presentatore maschio con tanto di ‘microfonata’. Frammenti che hanno composto il documentario dal titolo “Il corpo delle donne” presentato da Zanardo e Cantù durante l’incontro avvenuto proprio a Ravenna lo scorso dicembre (e cliccabile sul sito www.ilcorpodelledonne.net). “Lo scopo - spiega l’autrice - era quello di selezionare immagini televisive che avessero in comune l’utilizzo manipolatorio del corpo femminile per raccontare quanto sta avvenendo non solo a chi non guarda mai la tv, ma specialmente a chi la guarda ma ‘non vede’”. Secondo la Zanardo le donne “vere” stanno scomparendo per essere sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante di loro stesse. Il lavoro mette in luce, complice la chirurgia estetica, anche la sparizione dei volti adulti, con conseguenze sociali ancora troppo sottovalutate. “La cancellazione dell’identità femminile - puntualizza Zanardo - sta avvenendo sotto lo sguardo di tutti ma senza che vi sia un’adeguata reazione, nemmeno da parte delle donne stesse”.
NUOVI OCCHI PER LA TV
Dall’esperienza maturata nella visione di centinaia di ore di programmazione, dai dibattiti e dai confronti pubblici è nata l’urgenza di dover offrire uno sguardo critico a chi guarda molta tv. “Lo scopo è rendere queste persone spettatori consapevoli e quindi liberi, in particolare per quanto riguarda i minori. Da qui è partito il progetto ‘Nuovi occhi per la tv’, un corso di formazione rivolto principalmente ad educatori ed insegnanti che utilizza gli stessi materiali rivolgendosi direttamente ai ragazzi delle scuole, al fine di educare il giovane pubblico a riconoscere stereotipi, pregiudizi, discriminazioni. Il progetto è stato richiesto anche dalla Consulta degli studenti di Ravenna e verrà proposto il 17, 18, 19 marzo a Ravenna Faenza e Lugo. “L’iniziativa – precisa Zanardo – ha riscosso notevole interesse in tutt’Italia, ma siamo alla ricerca di finanziamenti da Regioni, Province e Ministeri. Farcela solo con i nostri sforzi comincia ad essere dura”.