
A colloquio con l’Assemblea di donne “Usciamo dal silenzio” di Ravenna
Per approfondire il tema dell’8 marzo, i contenuti e il senso che questa festa oggi ricopre abbiamo rivolto alcune domande all’ Assemblea di donne “Usciamo dal silenzio” di Ravenna.
Che significato ha oggi l’8 marzo?
L’8 marzo fa parte della storia delle donne e questo “è”.
Nonostante le varie strumentalizzazioni, le motivazioni della sua istituzione non cambiano.
L’8 marzo nasce dalla volontà condivisa da milioni di donne, in moltissimi Stati, di affermare se stesse in opposizione ad un mondo che intenzionalmente le privava, e ancor oggi spesso le priva, dei diritti umani, economici, politici e sociali.La Giornata Internazionale delle Donne è il simbolo della lotta delle donne per la loro emancipazione e liberazione, una lotta che non è conclusa e che proseguirà a lungo, vista la difficoltà dei nostri contesti sociali a stabilizzare i miglioramenti di civiltà con essa raggiunti.
Ha ancora senso festeggiarlo?
Sicuramente ha senso “viverlo”, coglierlo come una delle tante occasioni per incontrarsi con altre donne, discutere, stare insieme. Le donne del nostro territorio lo fanno tutto l’anno attraverso le numerose associazioni femminili e il loro operato.
Ma l’8 marzo è un appuntamento internazionale. Se navighi in rete, ti accorgi subito della sua rilevanza.
Funziona anche da “nodo al fazzoletto”. È più facile, in questa data, proprio per il meccanismo degli anniversari, farsi domande sul passato e cercare i fili, a volte interrotti, della memoria delle donne. Ed è anche più facile dare avvio a nuove realtà che coinvolgano le donne anche “dopo”, così come è più facile realizzare eventi concepiti secondo una prospettiva di genere. Le iniziative delle associazioni femminili che per l’8 marzo hanno ottenuto il patrocinio degli assessorati delle Pari Opportunità nella nostra provincia sono molte, di qualità considerevole e originali. Ma questo è un problema di informazione. Noi donne i volantini li facciamo, ma se i media non li gestiscono come informazioni rilevanti, ecco che si ripropone il tema dell’invisibilità e del silenzio.
Ogni anno aumentano le proposte di spogliarelli maschili che incontrano sempre più consensi. Tutto questo non rischia di essere controproducente?
Avete dei dati certi sui consensi delle donne? O forse è un luogo comune?
Ciò detto, sarebbe ingenuo sperare che la Giornata Internazionale delle Donne sia risparmiata dall’uso/abuso consumistico, cardine del nostro sistema di sviluppo.
L’abuso che se ne compie, però, non impedisce di realizzare eventi intelligenti e proficui per le donne. Gli spogliarelli si concentrano l’8 marzo, ma se si guarda il calendario delle associazioni femminili per questa Giornata, si vede una proposta che riempie l’intero mese e che implica quanto meno il lavoro per il mese precedente. E questi sono fatti. Ma perché i giornali locali non dedicano un’intera pagina al calendario di questi eventi? Magari il luogo comune cambierebbe.
Quali sono le tematiche su cui punta oggi il movimento delle donne?
Un mondo a dimensione anche delle donne. Questa è una direzione che, a seconda dei tempi storici, contesti e contingenze, si declina di volta in volta. Nella nostra provincia, in questo momento, si pone l’attenzione su donna e lavoro, donna e salute, donna e cultura. Come? Riflettendo sul doppio impegno lavorativo delle donne; sul funzionamento e non funzionamento dei Consultori sempre più focalizzati sul ruolo materno della donna; sull’uso mediatico del corpo delle donne e sulle sue ricadute sociali in termini di violenza, abusi e discriminazioni. Per saperne di più, però, cercate i volantini.