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Il Settimanale
19/2/2010 - Verso il voto

Lettere

Petri: i benefici della centrale nucleare

Premesso che per ora si tratta solo di illazioni e che il governo non ha predisposto un piano di individuazione dei siti per la costruzione di centrali, credo che bisognerebbe innanzitutto valutare quali potrebbero essere gli eventuali benefici per i territori che dovranno ospitare un impianto di questo tipo. Da quello che ho sentito, ma ancora non vi è nulla di ufficiale, si tratterebbe di benefici importanti in termini di costo dell’energia e di contributi agli enti locali, insomma, un pacchetto che potrebbe essere molto interessante. E allora mi chiedo, che senso avrebbe rinunciare eventualmente a priori a questi benefici per ragioni ideologiche quando il sito potrebbe essere costruito a Ferrara o in un altro territorio limitrofo? In quel caso Ravenna correrebbe lo stesso ipotetico rischio di terzo tipo e senza trarne alcun vantaggio. In gran parte dei paesi europei l’energia arriva a costare fino al 25% in meno che in Italia e questo è dovuto al fatto che noi produciamo energia per l’85% dal petrolio. Il nucleare rappresenta un’alternativa più pulita, meno costosa e sicura. Il rischio di incidente è ormai praticamente inesistente e che le compensazioni ai territori, ben più consistenti di quelle previste, per esempio, per i rigassificatori, sono solo un mezzo per superare le resistenze ideologiche che ancora potrebbero esserci negli enti locali e non certo un modo per compensare eventuali danni. Quella del sindaco è una posizione strumentale. A Ravenna è stato costruito un inceneritore a pochi chilometri della città senza che il turismo ne abbia minimamente risentito. È evidente che un’eventuale centrale sorgerebbe in un sito che non andrebbe a compromettere minimamente l’attività turistica.

Roberto Petri, coordinatore del Pdl ravennate