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Il Settimanale
19/2/2010 - Verso il voto

Inchiesta

In viaggio tra i candidati al consiglio dell'Emilia-Romagna

di Matteo Cavezzali e Federica Ferruzzi

 

Sanità, energia, infrastrutture e innovazione i temi del confronto

Si è aperta la campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione regionale. L’attuale presidente della Regione Vasco Errani si presenta per la terza volta, forte di un patrimonio che comprende alcune riforme che hanno inciso profondamente nello sviluppo della Regione. Errani è sostenuto dal Pd, dall’Italia dei Valori, da Sinistra ecologia e libertà e Federazione per la sinistra. Il Pdl presenta AnnaMaria Bernini (sostenuta anche da La Destra e Lega Nord), che ha seguito le orme del padre Giorgio, noto avvocato e ministro per il commercio con l’ estero nel primo governo Berlusconi. Deputata,  Bernini è oggi anche la vice portavoce nazionale del Pdl ed è stata l’avvocato di Luciano Pavarotti. L’Udc ha invece espresso Gianluca Galletti , commercialista, ex assessore del Comune di Bologna e deputato. Accanto a loro le proposte dei partiti più piccoli che, non riconoscendosi in nessuno dei tre candidati, ne esprimono di propri. Ma di cosa avrebbe bisogno, oggi, l’Emilia-Romagna? Abbiamo chiesto ai candidati al Consiglio regionale della provincia di Ravenna di esprimersi e, dalle energie alternative alle Pari opportunità, ci hanno detto la loro.

partito democratico

Dal fotovoltaico ai giovani

“La Regione ha bisogno di promuovere politiche in aiuto dei lavoratori, imprese e famiglie per far fronte all’instabilità. Durante questi due anni il patto contro la crisi ha permesso di affrontare l’emergenza e l’obiettivo sarà quello di garantire sviluppo sociale, ovvero servizi di qualità. Serviranno politiche per il Porto, per i collegamenti e le infrastrutture; inoltre andranno riqualificati e modernizzati i servizi sociali e sanitari, per adeguarli alle nuove esigenze. Infine, un settore su cui pensiamo di investire risorse e progetti è quello delle politiche energetiche”. Ribadendo la ferma opposizione al Nucleare non solo in Regione ma nell’intero Paese, Miro Fiammenghi punta tutto sulle fonti rinnovabili considerate “il futuro del paese. Nei prossimi cinque anni vogliamo che l’Emilia-Romagna diventi la prima regione italiana per produzione di energia da fonti rinnovabili. Il piano energetico e la sua applicazione provano a rendere vivo l’obiettivo stabilito dalla comunità internazionale,  che prevede un meno 20% di emissioni nell’aria, un altrettanto meno 20% in termini di consumo di energia ed un più 20% per la produzione di energia da fonti rinnovabili. In questa direzione vanno la decisione dell’insediamento del Tecnopolo nella provincia di Ravenna e la costruzione di aree ecologiche attrezzate per un risparmio del consumo e per usufruire di energia da fonti rinnovabili”.  Il collega Mario Mazzotti si propone invece di portare avanti le politiche di Welfare, economiche ed ambientali del territorio di cui si è occupato in questi anni. “Nonostante si parta da un patrimonio di risultati importanti, la crisi ci sta mettendo a dura prova e ci pone davanti alle sfide della società della globalizzazione”. Secondo l’attuale consigliere Pd la parola d’ordine sarà quella dell’innovazione. L’altro tema sarà quello della sostenibilità, “intesa come idea di scambio del modello economico, che passa dall’economia industriale a quella della conoscenza. Occorre introdurre nel sistema maggiori livelli di conoscenza e di formazione. Sul fronte dei diritti dobbiamo andare avanti per ottenere un Welfare più universale, affrontando la sfida dell’integrazione per quanto riguarda l’immigrazione”. Guarda ai giovani Maria Chiara Campodoni , la proposta più fresca, in termini anagrafici, del Pd, ad un passo dalla laurea in Ingegneria Edile. “La prima cosa che ho fatto - spiega - è stata quella di leggermi i bilanci della Regione, che dimostrano come l’ente sia all’avanguardia su temi quali il welfare, i servizi sociali, l’energia ma anche le politiche giovanili, come ad esempio i piani casa agevolati. Mi trovo pienamente concorde con l’Amministrazione finora condotta. Come giovane e come donna intendo portare avanti le esigenze dei miei coetanei per offrire qualche spunto di speranza in uno scenario, quello attuale, non certo confortante. Occorre rinnovare anche per smorzare quel sentimento di antipolitica che nei giovani sta aumentando”.

popolo della libertà

dalle infrastrutture alla pmi

Tante le priorità espresse dal candidato Pdl Massimo Mazzolani che, come ha precisato, si candida in qualità di “consigliere di rottura dell’insieme di gestione lobbistica  che la sinistra ha sempre esercitato in favore di pochi a discapito di molti. Ci sono più punti sui quali bisogna intervenire: prima di tutto occorre uscire dall’isolamento infrastrutturale a partire dall’intermodalità, dal porto all’E55. Tra le priorità c’è la tangenziale di Castel Bolognese, ma vanno riviste anche la Romea, l’Adriatica e l’intero sistema ferroviario”. Un altro argomento su cui Mazzolani punterà è la sanità. “Non è una questione di sanità privata o pubblica, quanto di efficienza e qualità”. Ma non va dimenticata neanche la piccola e media impresa. “Serve un grande sostegno alle imprese, vero motore del nostro territorio”. Contrario all’articolo 48 della legge finanziaria regionale 2010 che parifica coniugi e conviventi - in una parola i Di.Co - Mazzolani intende difendere i diritti della famiglia fondata sul matrimonio. “La famiglia rappresenta il pilastro della nostra società, e va aiutata con un riequlibrio della pressione fiscale e di azioni, come l’istituzione di graduatorie diversificate per accedere ai servizi”. Accanto a lui Gianguido Bazzoni , che precisa: “Io sono il coordinatore provinciale nominato dal presidente Berlusconi, in questo momento autosospeso dalla carica fino al 29 marzo prossimo, in quanto candidato al Consiglio regionale. Riprenderò le mie funzioni anche se eletto in Regione, perché questo potrà rafforzare la mia azione politica sui vari temi che porto avanti in questa campagna elettorale, ma che hanno sempre fatto parte del mio programma di lavoro. Tra questi rientrano la riqualificazione dell’agricoltura provinciale, con il problema dell’acqua nel faentino e quello di nuove colture ad alto reddito nell’area lughese-ravennate, la logistica e le infrastrutture con in primo luogo il porto di Ravenna, che deve una volta per tutte diventare il porto di tutta la regione ed avere i collegamenti necessari. Infine lo snodo ferroviario di Faenza, che aspetta lo scalo merci da 25 anni, la riqualificazione del turismo di costa e la ripresa del marchio “riviera romagnola”, alla difesa dei centri storici delle nostre città, veri giacimenti artistico-culturali, che devono rimanere sede di commercio qualificato ed artigianato d’eccellenza. Se sarò eletto consigliere regionale, le prime due iniziative politiche che prenderò sono: la riproposizione per legge dei confini storici della Romagna - propedeutici alla sua autonomia come regione per la tutela dei prodotti tipici locali - e la battaglia contro la  mega centrale a biomasse di Russi, che devasterebbe il territorio, la viabilità, l’igiene, l’agricoltura, senza portare nessun profitto agli abitanti”. Infine Bruno Cristofori , terzo candidato che punta su “una maggiore autonomia della Romagna, per dare ulteriori possibilità alle aziende che decidono di rimanere qui, e non solo alle cooperative. La sanità deve essere maggiormente distribuita nel territorio. Vogliamo mettere in cantiere la Ravenna-Firenze per collegare l’Adriatico e il Tirreno e porre attenzione alla sicurezza, visto il crescente numero di extracomunitari, dopo i fatti accaduti in altre città”.

unione di centro

dall’Ausl alle famiglie

L’Udc in Emilia-Romagna correrà da sola e come presidente sosterrà Gian Luca Galletti. I candidati locali saranno Alvaro Ancisi , già capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Francesco Morini e Giuseppe Bentivoglio . “Tra i punti principali su cui mi attiverò decisamente - sottolinea Ancisi - cito le Ausl, che assorbono la massima parte del bilancio della Regione. Il direttore generale, i primari e i dirigenti devono essere selezionati con concorsi pubblici, da commissioni di esperti indipendenti dalla politica, in modo da restituire buon governo alla sanità. Oggi questi posti se li distribuiscono malamente i partiti di sinistra che governano in Regione. Occorre che le scelte politiche e i finanziamenti vadano a maggiore sostegno delle famiglie e delle piccole e medie imprese. Ma la provincia di Ravenna richiede con forza che i propri settori trainanti: il turismo, il porto e l’agricolo-alimentare - finora penalizzati a vantaggio delle province emiliane - ricevano investimenti e risorse proporzionali alla loro eccellenza. Così pure per le infrastrutture stradali e ferroviarie di collegamento, rimaste in Romagna a livello del dopoguerra. Battendomi per tutto ciò, mi impegnerò affinché la Regione riconosca ai cittadini romagnoli il diritto civile primario di decidere da se stessi, tramite il referendum previsto dalla Costituzione, se restare agganciati alla Regione Emilia-Romagna o darsi una propria autonoma Regione Romagna”.

Italia dei valori

legalità e trasparenza

I dipietristi dell’IdV stanno con Errani, portando nella coalizione le proprie tematiche. I tre candidati sono Gabriele Rossi , Patrizia Poggi e il giovane faentino Alberto Fiacchi . “Le nostre priorità - spiega Rossi - sono l’impiego dell’energia alternativa, il no alla privatizzazione dell’acqua, il no agli sprechi, la trasparenza negli incarichi e la meritocrazia. Gli incarichi di settori come la sanità non devono essere politicizzati, ma attenersi alla capacità dei candidati. Siamo per l’eliminazione delle province, per cui avevamo fatto anche una proposta di legge che è stata bocciata, e ne appoggiamo la riduzione e l’accorpamento, come l’idea di un’unica provincia romagnola. Abbiamo deciso di stare con il Pd, anche se in alcune regioni, come la Campania, ci costa molto in popolarità. Appoggiamo Errani, anche se è al terzo mandato, ma è una persona molto valida. Inoltre viene anche dai nostri territori”.

Lega Nord

no alla moschea

I tre candidati ravennati della Lega Nord sono Maurizio Montanari , Gianluigi Forti e Rudy Cappucci . La loro priorità per il territorio la sintetizza così Montanari: “No alla moschea. No all’estremizzazione della nostra città. Queste elezioni saranno per il sindaco di Ravenna un voto di mezzo mandato per fagli capire che bisogna fermare il dilagare dell’Islam, una religione medioevale che prevede ancora il taglio delle mani per i ladri. Se si costruisse la moschea Ravenna diventerebbe una meta privilegiata per gli immigrati mussulmani che penserebbero di poter fare quello che vogliono portando le loro tradizioni con se anziché rispettare le nostre. Passerebbe il messaggio che qua possono fare quello che vogliono. Ravenna deve rimanere la Ravenna di una volta. Inoltre i mussulmani hanno famiglie numerosissime che aggraverebbero la crisi economica nel nostro territorio”.

Sinistra ecologia e libertà

facciamo rinascere la sinistra italiana

Vendoliani e Verdi hanno creato una nuova lista di sinistra con simbolo bianco e rosso “Sinistra, ecologia e libertà”. Il candidato di punta di questa formazione è Guido Pasi , già assessore regionale al Turismo, eletto nelle fila di Rifondazione. “Ci stiamo impegnando per far rinascere la sinistra italiana. È giunto il momento di ricominciare a lavorare alla sinistra partendo dai temi del lavoro, della giustizia e dalla tutela dei beni pubblici che devono rimanere tali, cominciando dall’acqua. Provengo da un’esperienza di 10 anni in Regione nei quali abbiamo cominciato a costruire un percorso. Ravenna ha grandi possibilità per la sua crescita legate al porto e al turismo. Se cresce il porto cresce anche il settore artigianale. Lo sviluppo deve avvenire in maniera diversa da come era successo in passato per le grandi industrie, ovvero bisogna progredire evitando il consumo del territorio”. Accanto a Pasi sono candidati Miria Venzi e Giorgio Turchetti .

Federazione della Sinistra

Welfare e consultori

Giovanna Piaia è la candidata espressa dalla Federazione della Sinistra, che comprende i Comunisti italiani e Rifondazione comunista. “Metto in campo la mia esperienza, che è quella che verifico quotidianamente con la pratica di amministratrice - spiega l’attuale assessore alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna -. Servono programmazioni di indirizzo sulle problematiche che seguo. Sul tema delle pari opportunità a livello regionale sento l’esigenza di una funzione di coordinamento con le altre città capoluogo. Al momento manca una linea di programmazione che inquadri il Welfare, tutto è lasciato alla volontà dei singoli Comuni”. E denuncia: “Ultimamente mi è mancato il riferimento sulle politiche per le pari opportunità in Regione. Sui nidi c’è molta carenza ed esiste una problematica di conciliazione del lavoro dentro le aziende. Occorre promuovere responsabilità sociale non solo sul piano dell’inquinamento e dell’energia ma anche nell’organizzazione del lavoro, puntando ad una maggiore collaborazione tra uomo e donna. La Regione è avanzata ma non sta tenendo il passo”. Oltre ai consultori, un altro grande tema su cui lavorare è la non autosufficienza. “Su quest’ultimo tema abbiamo dato molte risposte ma tenere una domiciliarità così forte in un sistema come il nostro significa aumentare il lavoro di donne e badanti”.  Oltre a lei la lista propone Irma Testi e Mario Martino .

Radicali

Casali al posto di Errani

Il partito Radicale in questa tornata elettorale non appoggerà il Partito Democratico in nessuna regione tranne in Lazio, dove è candidata Emma Bonino, e in Piemonte. Non appoggerà dunque la candidatura di Vasco Errani, ma esprimerà un proprio candidato alla presidenza: Werther Casali . I tre candidati locali saranno Cesare Sama , Giovanni Merendi e Mariagrazia Fabbri Poggiali . “Siamo disposti a trattare con tutti, ma non a scendere a compromessi - spiega Sama -. Siamo uno dei pochi partiti ideologizzati, nel senso che agiamo per ideologia e non per cartelli elettorali. In questo siamo radicali. Non accettiamo che ci chiudano la bocca. Anche se su molte cose siamo d’accordo col Pd non accettiamo di tacere per non dispiacere il vescovo. Non condividiamo le scelte del sindaco Matteucci e alle Comunali auspichiamo che il Pd proponga un altro nome. Errani ha fatto cose egregie come le coppie di fatto, e in caso di ballottaggio lo appoggeremo, ma noi abbiamo un nostro progetto politico”.

Movimento a cinque stelle

giovani e trasparenza

Anche il MoVimento di Beppe Grillo approda per la prima volta alle Regionali. I suoi candidtati sono Andrea Verlicchi , Simone Bigotta e Marco Dalla Mora . “Il MoVimento – spiega il lughese Verlicchi - è per la tutela della salute attraverso la sostenibilità ambientale e per la produzione di energia elettrica pulita da fonti rinnovabili. Ci opporremo nettamente alla costruzione nel nostro territorio di centrali nucleari, e a tutte le forme di produzione di energia derivate da combustione (inceneritori di rifiuti, le cosiddette biomasse, carbone, ecc.) che comportano un danno severo per la salute dei cittadini. Attueremo piani di risparmio energetico, a cominciare dall’abbattimento dei consumi negli edifici delle pubbliche amministrazioni, perché il buon esempio deve partire dalle istituzioni. Un altro punto cardine del MoVimento 5 Stelle è la trasparenza dei politici tramite Internet. Inoltre l’età media dei tre candidati è 31 anni. Chi può lavorare meglio per il futuro delle nuove generazioni, se non coloro che il futuro lo vivranno davvero?”

Come si vota

Il presidente della Regione è eletto direttamente dai cittadini.

L’elettore è quindi chiamato ad esprimere la preferenza per uno dei candidati. Inoltre l’elettore dovrà votare per un consigliere contrassegnando con una seconda croce il simbolo di un partito e scrivendo accanto la preferenza per uno dei candidati della propria provincia. È possibile effettuare il voto disgiunto, ovvero votare per un candidato alla presidenza ed esprimere la preferenza per un candidato consigliere di un partito che non appoggia la sua candidatura. Ogni provincia esprime un numero di consiglieri proporzionale al numero dei propri abitanti. Ravenna eleggerà 3 rappresentanti dei 50 consiglieri regionali.