
La XXI edizione del Ravenna Festival propone un tema legato a un percorso tra buio e luce
Di ELENA NENCINI
RAVENNA – Si incrociano le strade di Ravenna capitale europea della cultura e di Ravenna Festival, la manifestazione che da 21 anni porta in città concerti, incontri, danza, performance di altissimo livello, sotto la guida premurosa di Cristina Mazzavillani e del suo staff, e sotto lo sguardo del maestro Riccardo Muti, che per la prima volta quest’anno ha dichiarato che il Festival è diventato europeo. Sua moglie ha commentato ridendo: “Muti è sempre di poche parole, ci ha messo 20 anni per dirlo”.
E così il Ravenna Festival, che si terrà dal 9 giugno al 13 luglio, si presenta più ricco che mai, nonostante le ristrettezze in cui giace la cultura italiana, grazie alle collaborazioni con le orchestre e i grandi direttori internazionali, ad alcune delle realtà importanti del mondo culturale come il Teatro dell’Opera di Roma. Il tema, “Ex tenebris ad lucem (S’le not u s’farà dè)” è, come spiega Cristina Muti: “Una bella responsabilità. La dedica va subito a tutti i sepolti vivi, il nostro cuore sta diventando sempre più inquieto per tutti quelli che sono sotto le macerie. Ma anche i sepolti vivi dal dolore, dall’incomprensione, i sepolti vivi dall’egoismo. I miei nonni dicevano ‘S’l’è not u s’farà dè’. È il momento per cercare il meglio dentro di noi, per cercare la luce e uscire dalle tenebre”.
Un viaggio che si accompagna anche alla candidatura di Ravenna capitale della cultura, infatti la presentazione della manifestazione è stata l’occasione per il sindaco Matteucci di chiedere alla Muti di presiederne il Comitato d’onore. Un impegno che la Muti ha accettato con il suo solito entusiasmo, rispondendo “Io con Calatrava ci sto”.
PROGRAMMA
Formula vincente non si cambia: la struttura del Ravenna Festival rimane invariata portando in città grandi direttori d’orchestra, teatro, musica contemporanea, opera, balletto, musical, liturgie sacre. Al centro della programmazione l’opera musicale “Tenebrae”, un visionario affresco sonoro che darà voce alla dialettica buio-luce, sulle parole del filosofo Massimo Cacciari, regia di Cristina Muti, partitura commissionata ad Adriano Guarnieri.
Le due stelle della musica sono sicuramente quest’anno Claudio Abbado con l’Orchestra Mozart, che aprirà il Festival, e Riccardo Muti con l’Orchestra Cherubini e l’Orchestra giovanile italiana che invece lo chiuderà il 13 luglio. Il progetto sulla scuola napoletana di Muti prosegue con la “Betulia liberata” su libretto di Metastasio, trasformato in oratorio da Niccolò Jommelli, occasione per un interessantissimo confronto visto che il maestro ne eseguirà anche, al Teatro Alighieri, la trasposizione in ’musica sacra’ di Mozart.
Tra le tenebre si muoveranno poi i “Notturni elettronici”, realizzati in collaborazione con Tempo reale, l’associazione voluta da Luciano Berio nel 1985, per tre appuntamenti sulla musica elettronica.
Si potrà spaziare dal grande jazz del trio Keith Jarrett, Gary Peacock, Jack De Johnette, al musical su Evita, alla danza con l’omaggio a Nijinsky dell’Hamburg ballet, al mastodontico “I demoni” spettacolo teatrale non stop di 12 ore. Un piccolo assaggio di quello che il Ravenna Festival propone.
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