
L’originale sistema di misurazione di acqua, aria e rifiuti verrà presto adottato anche in collina,
a Castel Bolognese e Solarolo. Grazie ad un co-finanziamento regionale
Di Silvia Manzani
FAENZA – Un bel voto in pagella in materia raccolta differenziata, un brutto voto in consumi idrici. In media, i faentini, ottengono la sufficienza. Un sei o sei e mezzo è il risultato dei tre anni di vita del “Cruscotto della sostenibilità”, lo speciale sistema di misura e comunicazione dell’ambiente che in città è in funzione dal 2006. Un periodo sufficientemente lungo per stilare i primi risultati, come è stato fatto durante un recente seminario alla Banca di Romagna. Acqua, aria e rifiuti sono i fattori presi in considerazione. Ma la novità è un’altra: grazie ad un co-finanziamento regionale di 34mila euro, il Cruscotto verrà allargato anche ad altre realtà territoriali, i Comuni di Castel Bolognese e Solarolo e quelli della collina faentina, che si sono mostrati interessati. “Il nostro è un sistema originale – spiega Diego Marazza, assegnista di ricerca al Centro interdipartimentale di ricerca per le scienze ambientali (Cirsa) di Ravenna - . Abbiamo fatto una ricerca a livello di letteratura scientifica e non esiste un altro sistema simile nel mondo”. L’unico neo, se così lo si può definire, è che i giudizi emessi dal Cruscotto non sono validi in assoluto: “L’indice finale è una media di tre indici ma non è detto che ognuno di essi, anche per la stessa comunità faentina, abbia lo stesso valore. Per alcuni cittadini può essere prioritaria l’aria, perché interessati alla propria salute, per altri l’acqua, in un ottica di trasmissione delle risorse alle generazioni future”. Sarà proprio dai riscontri della popolazione che si cercherà di correggere il funzionamento del Cruscotto. Il problema è che lo strumento non è così diffuso come si vorrebbe: “Lo conoscono gli stakeholders, questo sì. Ma fondamentalmente è poco fruito dalla gente comune”. E’ per aumentarne la diffusione che il Cirsa diretto da Andrea Contin sta pensando di creare a scadenze temporali un mini rapporto da inviare via sms sui cellulari o tramite il sistema Web 2.0. In ogni caso, alla luce di tre anni di utilizzo, qualche considerazione è più che possibile: “Il giudizio non è né positivo, né negativo. Diciamo che ci sono delle eccellenze e dei problemi. Tra le prime, di sicuro un alto livello di raccolta differenziata, dove il giudizio è quasi sempre otto. Tra i secondi, l’acqua. Per sei o sette volte i consumi idrici sono andati in rosso”. Ogni mese, comunque, l’iniziativa avviata in collaborazione con il Comune e con il Centro di educazione ambientale, aggiorna i propri report. L’ultimo che è stato elaborato (relativo a dicembre) vede per esempio una brutta performance dell’aria dovuta alla situazione del particolato, le famose PM10: cinque sono stati i superamenti della soglia massima di concentrazione consentita per legge, 12 quelli in cui i valori hanno sfiorato la soglia. Sul fronte acqua, il consumo pro capite ha ottenuto, come voto, tre: il che significa una situazione di scostamento marcato rispetto alle normative e agli obiettivi dell’Agenda 21. E una conseguente necessità di rivedere i comportamenti ambientali. L’ultimo report consiglia ai faentini diverse azioni, tra le quali spegnere le luci quando non ce n’è bisogno, staccare il cellulare dalla presa se non lo si utilizza, usare lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico. Ma la difficoltà sta proprio qui: far conoscere il Cruscotto alla gente.