
Gli enti locali chiedono meno “tagli” alle risorse per sostenere imprese e territorio
di Anna Pantera
LUGO - Un convegno per dare voce alla crisi e ridefinire il patto di stabilità per i Comuni. Si è tenuto al teatro Rossini e ha visto la partecipazione di esponenti delle amministrazioni locali regionali, delle associazioni di categoria e dei sindacati. Temi del dibattito: la necessità di un federalismo vero e la possibilità di una deroga al patto di stabilità per gli enti.
“Il legame con il territorio della Bassa Romagna è fondamentale per intraprendere una politica concreta – spiega Raffaele Cortesi presidente dell’Unione – e fare fronte ai problemi che la crisi economica ha portato. Una crisi che non si affronta con i tagli delle risorse agli enti locali ma anzi se queste fossero svincolate rappresenterebbero un fattore importante di sviluppo e sostegno al territorio e alle sue imprese”. Una deroga del patto di stabilità e la possibilità di svincolare la spesa per un anno rappresenterebbero, infatti, gli strumenti per fare investimenti e garantire liquidità alle imprese in crisi. “Nei bilanci presentati dai vari comuni dell’Unione è stato mantenuto il livello dei servizi come punto prioritario per mantenere la coesione sociale soprattutto in questa congiuntura economica e non lasciare solo i cittadini ma è necessario anche favorire maggiormente lo sviluppo e sostenere le imprese” conclude Cortesi.
“La proposta di Legautonomie, punta al coinvolgimento anche di Upi e Anci associazioni di categoria e sindacati, per raccogliere firme così da fare contare la parte vera del paese – spiega Oriano Giovannelli, presidente nazionale di Legautonomie – è evidente, infatti, la disparità di gestione delle risorse tra enti locali e governo centrale; una situazione, a livello centrale, priva di un vero controllo delle spese e degli sprechi a fronte di un irrigamento dei vincoli verso gli enti locali”.
Due sono i filoni da coltivare secondo Giovannelli: accorciare le reti con il territorio e rilanciare un lavoro che cambi stili di vita e valorizzi la solidarietà sociale, così da porre la comunità al centro del sistema. “Si tratta di fare sapere alle persone quello che gli enti fanno e cosa vorrebbero fare per il territorio - commenta Emanuela Giangrandi, assessore al bilancio della provincia di Ravenna - Sospendere il patto vuol dire anche realizzare gli investimenti e migliorare i tempi di pagamento per favorire le imprese”.
Dello stesso avviso anche Giancarlo Muzzarelli, assessore regionale alle autonomie locali: “la crisi c’è ed è stata nascosta da messaggi mediatici. La Regione Emila Romagna ha, però lavorato con responsabilità facendo in tempi brevi la riforma della “governance” e insistendo sul tema dell’Unione per fare sistema, impegnarsi in favore dei lavoratori in difficoltà e accompagnare l’innovazione e la ricerca. Un impegno che, accanto alla richiesta di un autentico federalismo fiscale, rappresenta un punto di forza per fronteggiare al meglio la crisi economica”.