
Redatto con il contributo di 400 operatori, il Pal è in equilibrio tra impegno sociale e organizzazione dei servizi ospedalieri
di Anna Pantera
BAGNACAVALLO - Il Piano attuativo locale è ad una nuova tappa del proprio percorso di approvazione. Dopo la presentazione di novembre al consiglio dell’Unione, infatti, è ora il momento del dibattito e della valutazione del progetto.
Consiglieri comunali e assessori della Bassa Romagna hanno discusso i punti chiave del piano durante un incontro pubblico alla sala Oriani di Bagnacavallo. “Si tratta di un confronto per testimoniare quanto, provincia e territorio, siano interessati a migliorare il sistema sanitario per il benessere dei nostri cittadini - commenta Laura Rossi, sindaco referente del Pal per l’Unione -. Il piano è il frutto di un percorso partecipato e integrato fatto di assemblee pubbliche e momenti di discussione per giungere all’approvazione entro febbraio”.
Il Pal è un piano triennale, relativo al 2009 – 2011, e diversamente dal precedente punta l’attenzione sulle reazioni tra cittadini utenti e professionisti andando a modificare metodi di accesso e strutture di riferimento. Per redigerlo, sono stati coinvolti 400 operatori della sanità per sei mesi di lavoro. Il modello sul quale si basa il Pal, a metà tra sociale e sanitario, individua quattro nuclei primari nella Bassa Romagna: Lugo; Massa Lombarda, Sant’Agata e Conselice; Alfonsine e Fusignano; Bagnacavallo, Cotignola e Bagnara. Ogni centro è costituito da un’equipe multiprofessionale formata da medici di medicina generale, pediatri, infermieri e assistenti sociali. Grazie a questa integrazione professionale organizzativa sarà dunque possibile assicurare un’ampia gamma di servizi più accessibili soprattutto per chi è affetto da patologie croniche. “Oggi il 40 per cento delle attività del medico di medicina generale può essere gestito da altre figure professionali con un evidente risparmio di tempo e qualificando maggiormente il lavoro di medici e operatori – commenta Tiziano Carradori direttore generale dell’Ausl di Ravenna - Si tratta di lavorare con i medici di base per valutare le forme di aggregazione migliori e razionalizzare costi ed interventi. Il Pal, infatti, è aperto ad emendamenti e critiche così a poter apportare anche cambiamenti”.
A partire saranno i nuclei di Bagnacavallo e Alfonsine, mentre, a livello strutturale, è prevista la riqualificazione dell’ex presidio ospedaliero di Bagnacavallo e del padiglione materno infantile e del reparto di rianimazione dell’ospedale di Lugo, che vedrà un adeguamento normativo.
Ravenna è la prima Provincia in regione ad applicare il Pal e le nuove linee di indirizzo in materia sanitaria introducendo anche la novità del secondo parere: ovvero la possibilità di richiedere da parte del paziente un opinione supplementare ad un altro medico rispetto ad un esame e ad una terapia. L’idea alla base del progetto è chiara una connotazione di natura preventiva continuità delle cure integrazione tra servizi sanitarie sociali anche a fronte di una crescente popolazione anziana. Grande attenzione sarà anche posta alla promozione della salute nei giovani. “Il Pal rappresenta un operazione che mira a raggiungere l’equità tra i cittadini per possibilità di accesso ai servizi e alle cure sanitarie Si tratta di un progetto ambizioso e strategico che non può realizzarsi solo in tre anni. È un atto di indirizzo ma il punto di vista che misurerà il tutto sarà quello dei cittadini” conclude Emanuela Giangrandi, assessore provinciale alle politiche sanitarie e sociali