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Il Settimanale
5/2/2010 - Ecco il made in Italy

Cronaca Bassa Romagna

Il bypass usa e getta

Il nuovo tratto alfonsinese della SS 16 rientra di diritto nel novero delle “grandi opere”. Ma se dovesse prendere forma il progetto della E 55 il suo futuro sarebbe segnato…

di Fausto Sartini

ALFONSINE – Appena inaugurata in pompa magna e già a rischio di estinzione. Anzi, di distruzione, se solo tra qualche anno (e in molti sperano sia un periodo relativamente breve) la lunghissima striscia d’asfalto destinata a collegare Orte a Mestre, tagliando verticalmente in due sezioni l’Italia centrosettentrionale, diventasse realtà. Può sembrare incredibile. Però, di fatto, un investimento di oltre 38 milioni di euro sarebbe cancellato in un colpo solo, con la distruzione dell’arteria stradale che in questo momento sta alleggerendo in maniera significativa il traffico tra Ravenna, la Bassa Romagna e la zona confinante del Ferrarese.

La regola, antica, è sempre la stessa: ubi maior minor cessat. E vale anche per le infrastrutture destinate alla viabilità. Certo, la E 55 è ancora in fase di studio preliminare (nonostante il tracciato sia stato presentato topograficamente in sede ufficiale, lo scorso anno) e presumibilmente trascorrerà parecchio tempo prima di vedere i mezzi escavatori all’opera e i cantieri aperti giorno e notte. Di sicuro, il faraonico progetto per unire la costa laziale del Tirreno a quella veneta dell’Adriatico, passando per le terre bizantine, dovrà sottostare a diverse verifiche tecniche, passaggi in commissioni di controllo, diatribe nelle pubbliche sedi amministrative, ragionamenti sugli aspetti finanziari e organizzativi, gare d’appalto e discussioni sui pedaggi da applicare, se mai venissero previsti. Una Conferenza dei Servizi al Ministero dovrà inoltre valutare l'impatto ambientale sul progetto dell'Anas. In prospettiva, però, la funzione della Variante di Alfonsine verrebbe fatalmente a cadere nell’oblio, che poi si tradurrebbe in una drastica demolizione.

Intanto, ci sono i motivi per festeggiare. Giovedì 28 gennaio è avvenuto il taglio del nastro per il bypass, completato (almeno per ciò che riguarda il primo dei tre stralci complessivi) quasi a tempo di record sui termini preventivati. Ci sarà più rispetto per l’ambiente e maggiore sicurezza per i cittadini. Insomma, un successo, che dopo trent’anni di battaglie politiche ha meritato una celebrazione in grande stile: convegno al Teatro “Monti” in tarda mattinata e cerimonia di Stato sulla carreggiata vicina allo svincolo di via Raspona, alle 14.30 in punto. Hanno partecipato, tra gli altri, l'assessore regionale alla mobilità e trasporti, Alfredo Peri, l’europarlamentare Antonio Cancian, il presidente di ANAS S.p.A. Pietro Ciucci, il sindaco di Alfonsine, Mauro Venturi, il presidente della Provincia di Ravenna, Francesco Giangrandi, il presidente dell’Unione dei Comuni, Raffaele Cortesi, e il capo compartimento ANAS Emilia-Romagna, Lelio Russo. Poi, monsignor Brunato, vicario della diocesi di Faenza-Modigliana, ha impartito la benedizione al nuovo percorso stradale.

In quanto ai dati essenziali, la Variante è lunga circa 7,4 km. ed è larga 10 metri e mezzo, poggiata su un terrapieno rialzato di un paio di metri rispetto alla campagna circostante. Parte da via Cuorbalestro, vicino a Taglio Corelli, e sfocia nella rotatoria all’incrocio per Rossetta, dove passa il canale Naviglio. Il secondo stralcio, che tra un anno toccherà Ponte Bastia, costerà 65 milioni di euro, mentre il terzo segmento verrà realizzato dopo il 2011 e raggiungerà la “Romea”.