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Il Settimanale
8/1/2010 - Un anno di sport

Sport

Josefa Idem, la signora del kayak

La 45enne ravennate d’adozione ha vinto il bronzo ai Mondiali e due medaglie ai Giochi del Meditteraneo

di Agostino Galegati

RAVENNA. La signora del kayak. Josefa Idem è stata definita in molti modi: l’highlander dello sport italiano, la ravennate più veloce sull’acqua. Ma forse l’appellativo più adatto è “miracolo”. A 45 anni, li ha compiuti lo scorso 23 settembre, sta vivendo una continuità di rendimento ad altissimo livello che avversarie ben più giovani di lei non sono in grado di sostenere. L’apice di questa incredibile storia sportiva è stato forse toccato nel 2008 con il fantastico argento olimpico di Pechino, per quei famosi e “maledetti” quattro millesimi di secondo che l’hanno separata dall’oro. Ma il tassametro nell’anno post olimpico era destinato a correre ancora e infatti Sefi ha allungato ancora la sua fantastica bacheca di trofei, in Italia e nel mondo. Si parte il 31 maggio agli Assoluti di Milano con un ritorno al fondo, il K1-5000, dove Josefa non ha avuto rivali dominando la competizione. Una settimana dopo a Szeged in Ungheria ha centrato il bronzo nella terza tappa di Coppa del Mondo. A fine giugno, agli Europei, forse l’amarezza più grande. Nell’ormai ex sua Germania, a Brandeburgo, dopo l’approdo in finale dominando la sua batteria, si è dovuta accontentare del quinto posto. Dopo l’oro nel K1-1000 e il bronzo nel K1-500 ai Giochi del Mediterraneo di Pescara, forse il capolavoro dell’anno scorso è arrivato a Darthmouth, in Canada, con il fantastico bronzo mondiale nel suo K1-500.

Qual è stato il momento migliore di una stagione così lunga?

“Sicuramente la seconda parte dell’anno in cui sono riuscita a prepararmi con maggiore tranquillità e serenità. Ai Mondiali sono arrivata nelle migliori condizioni possibili e quando si conquista una medaglia iridata è sempre una grandissima soddisfazione. Non si può sempre vincere un oro come tutte le atlete sanno ma è stato decisamente molto bello”.

E quello meno favorevole?

“I primi mesi sono stati particolarmente duri, anche dal punto di vista psicologico e non devono ingannare le medaglie che ho conquistato ai Giochi del Mediterraneo. Sui 1000 metri è andata bene ma sui 500 mi aspetavo qualcosa di più. Anche se era l’anno post olimpico gli allenamenti sono stati particolarmente intensi. Nel novembre del 2008 era venuta a farci visita una ragazza canadese, allenarsi con un’altra persona è sempre un vantaggio ma abbiamo fatto un lavoro fisico appropriato, importante ma dispendioso. Anche a Szeged in Coppa e agli Europei purtroppo le cose non sono andate come mi aspettavo. Ho tratto vantaggio dal lavoro fatto solamente negli ultimi mesi”.

Programmi per il 2010?

“Già dal mese di dicembre abbiamo svolto una preparazione in altura per migliorare sotto l’aspetto aerobica grazie a tanta bicicletta e lavorando sulla resistenza. Mi aspetto che sia stata una buona soluzione in vista di quello che comunque sarà un’annata molto impegnativa. Nelle nostre intenzioni, mie e di mio marito-allenatore Guglielmo Guerrini, c’è quella di disputare due o tre gare di Coppa del Mondo e i Mondiali che saranno a metà agosto a Poznan, in Polonia. Resta ancora il dubbio sugli Europei che si svolgeranno in Spagna, però su un bacino all’apparenza proibitivo, e per questo motivo ci sono delle discussioni. Dopotutto vogliamo anche divertirci con la nostra famiglia”.