
Signor Direttore,
in una società come la nostra, in cui migrazioni di masse e pluralità di culture scatenano irrazionali paure, credo sia importante segnalare il Colloquio ebraico-cristiano “Le vie del dialogo”, convegno tenutosi a Camaldoli giunto quest’anno alla sua trentesima edizione. Nel corso di questo convegno, cui partecipano solitamente cristiani, ebrei, musulmani e laici, si è affermato che le religioni devono assumersi oggi la funzione di creare nella società una condizione culturale e civile in cui le divergenze, inevitabili, siano occasione di crescita e non di faide.
Voglio riassumere il discorso conclusivo pronunciato da Amos Luzzatto: il bisogno di giustizia, di pace, di salvaguardia del creato, è un bisogno diffuso, chiesto a gran voce dai popoli, e non deve restare un enunciato astratto. Occorre individuare percorsi atti a favorire l’integrazione senza distruggere le identità storiche delle nuove minoranze. È da condannare la “dittatura” della maggioranza. Certamente in democrazia il governo della maggioranza è un diritto, ma quando esso intende omologare a sé le minoranze è sopraffazione. Al contrario la maggioranza deve garantire i diritti delle minoranze. Occorre promuovere una “nuova cittadinanza” che sia uguale per tutti. Inoltre si è ravvisata la necessità di rivedere l’istituzione dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica. Essa dovrebbe essere sostituita da una nuova disciplina che potrebbe essere chiamata “Insegnamento delle culture religiose nel mondo”. A questo scopo sarebbe necessario fin da ora formare il corpo docente. Da Camaldoli, come da altri luoghi, deve partire l’opera di pressione per giungere a provvedere anche in termini legislativi a questa riforma ormai improrogabile per l’integrazione dei nuovi italiani e il riconoscimento rispettoso delle loro culture e religioni.Per conseguire questi obiettivi è stata proposta l’istituzione, in ogni provincia, di Forum permanenti, sia per l’incontro e la cooperazione fra diversi, con programmi di colloqui e interventi di sostegno.
Giovanna Fuschini