
La crisi economica ha lasciato il segno, ma Ravenna è pronta a ripartire. Le istituzioni e le associazioni economiche puntano sul 2010 per rilanciare lo sviluppo
Di Roberto Artioli, Matteo Cavezzali, Silvia Manzani, Fausto Sartini
Il 2009 non è stato un anno indimenticabile. I contraccolpi della crisi economica sono stati evidenti e gli esponenti delle istituzioni e delle principali associazioni e categorie del territorio confermano che anche nel Ravennate si sono registrate forti difficoltà. La notte di San Silvestro non riuscirà da sola a spazzare via tutte le incertezze del momento, ma per il 2010 sono già in pista progetti che potrebbero segnare una positiva inversione di tendenza.
Matteucci: “Che sia un 2010 con un po’ più soldini e sicurezza”
“Il 2009 è stato un anno molto difficile per la nostra economia – spiega il sindaco Fabrizio Matteucci - e gli effetti della crisi si faranno sentire ancora nel 2010. Il nostro Comune ha adottato misure straordinarie per aiutare le famiglie e le imprese a superare il momento. Abbiamo istituito un fondo straordinario per le famiglie, abbiamo aumentato il nostro contributo ai Consorzi fidi per le imprese e fra il 2009 e il 2010 abbiamo messo e metteremo in campo interventi di manutenzione del territorio per fare lavorare le imprese locali. Ravenna ha un’economia multisettoriale. Questa caratteristica è senza dubbio un punto di forza, che ci ha aiutato a reagire meglio di fronte alle difficoltà. Fra le criticità ci sono quelle rilevate nel settore industriale e in particolare nella chimica: l’anno si chiude all’insegna della vertenza della Vinyls che dimostra la sofferenza in atto in questo comparto a livello nazionale. Fra i settori che sono andati meglio c’è invece il turismo che ha tenuto nonostante la crisi”. Per il futuro il sindaco auspica una ripresa dei traffici al porto: “Ma lo sviluppo del nostro scalo – aggiunge il primo cittadino - ci può essere solo contestualmente al potenziamento delle infrastrutture. Puntiamo molto sul progetto di riqualificazione della Darsena della città. Un altro progetto importante è il percorso che abbiamo intrapreso per la candidatura di Ravenna Capitale europea della cultura”. Il sindaco si sofferma poi sul clima politico italiano. Gli abbiamo chiesto, se dopo l’aggressione subita da Silvio Berlusconi, ci possono essere gli spiragli per una nuova fase politica: “Se nessuno si decide a fare un passo indietro la vedo dura. Il rispetto dell’avversario è uno dei pilastri sui quali si deve poggiare il confronto politico. Oggi troppo spesso questo confronto assomiglia ad una rissa. Dopo l’aggressione al presidente del Consiglio ho espresso la mia solidarietà a Berlusconi e ho condannato duramente il gesto. Il Consiglio comunale ha votato all’unanimità l’ordine del giorno che ho presentato, che lo impegna a mantenere nella nostra città un clima di confronto che, per quanto aspro, utilizzi parole e metodi che non offendano, non feriscano e non riducano mai l’avversario politico a persona da distruggere. Farò tutto quello che è in mio potere perché questo impegno sia mantenuto”. Infine abbiamo chiesto che augurio si sente di fare ai ravennati per il 2010: “Un po’ più di soldini e di sicurezza - conclude Matteucci -. E uno spirito fraterno”.
Giangrandi: “Il nostro modello di sviluppo saprà rispondere alla crisi”
“Il 2009 non è stato un anno positivo - commenta il presidente della Provincia, Francesco Giangrandi -, perché è stato occupato interamente dalle preoccupazioni per la crisi mondiale che ha colpito le economie in maniera forte e soprattutto inedita. Come amministratore locale non posso che essere preoccupato per i dati che riguardano l’economia e l’occupazione, che segnalano una sofferenza del nostro tessuto imprenditoriale di fronte alla crisi. Gli effetti li stiamo vivendo e probabilmente li subiremo anche il prossimo anno, almeno per un po’. Per questo la Provincia si è impegnata per mantenere al livello più alto possibile gli investimenti su opere di primaria necessità, come la messa in sicurezza di edifici scolastici e la manutenzione e messa in sicurezza delle strade. A fronte dei dati non confortanti, bisogna sottolineare che questa crisi ha messo in rilievo anche alcuni aspetti positivi: le classifiche sulla qualità della vita che, come di tradizione, appaiono a fine anno, ci collocano ancora tra le prime province d’Italia. Questo è un riconoscimento importante. Non dimentichiamo che il nostro territorio ha risposto meglio degli altri all’inedita situazione di difficoltà mondiale: e questo è un segnale che ci fa ben sperare per il prossimo anno. Mi auguro che nel 2010 possiamo trovare la capacità di fare fruttare questa forza che appartiene al nostro modello di sviluppo, che voglio ricordare si basa su un’economia multisettoriale e, soprattutto, su una coesione sociale diffusa”.
Confesercenti traccia
il bilancio di un anno
Il presidente provinciale della Confesercenti, Roberto Manzoni, spiega che nel commercio ci sono forti preoccupazioni per la situazione attuale e per le prospettive che ancora non si vedono. “Lo scenario provinciale – esordisce Manzoni - non è il peggiore rispetto ad altri territori, ma è senza precedenti. Alcuni anticorpi locali (tra cui la resistenza e la flessibilità delle piccole imprese nonché la multisettorialità) hanno mitigato gli effetti della recessione che ora sta segnando trasversalmente quasi tutti i settori economici tra cui pesa molto, come nel nostro caso, il calo dei consumi”.
Manzoni sottolinea il fatto che le piccole aziende stanno pagando il prezzo più alto: “Tra settembre 2008 e settembre 2009, il saldo delle aziende commerciali (tra cessate e iscritte) al registro imprese della Camera di Commercio é di -160 aziende, nel turismo e pubblici esercizi -35. Calano in particolare i negozi del settore alimentare, tessile, profumerie ed erboristerie. Aumentano tabaccherie e ambulanti itineranti. Tengono i telefonici e il settore auto beneficia degli incentivi. Quest’anno, ed è tutto dire, hanno sofferto anche i centri commerciali, alcuni con il segno meno rispetto all’anno precedente. Temo ancor più per la conclusione dell’anno”.
Manzoni spiega poi che il dato generalizzato è la minore redditività delle aziende: “Sono il commercio e parte dei pubblici esercizi i versanti più in sofferenza , ma anche agenti di commercio e di intermediazione. La ripresa di cui si parla ancora non si vede nel commercio, anche perché questo è uno dei suoi ultimi termometri. Chiudiamo il 2009 come un anno di crisi che ha allarmato e ha lasciato un segno pesante”. Sulle azioni da intraprendere per il futuro Manzoni dimostra idee chiare: “Bisogna far ripartire i consumi e puntare sul serio e con misure concrete a un 2010 di rinascita economica e sociale intervenendo intanto sulla leva fiscale (adeguando gli studi di settore), su quella del credito (la moratoria sui debiti da sola non basta e non impatta sull’economia), sulle riforme strutturali vere, sullo sviluppo del turismo. Così come a livello locale bisogna sostenere anche le imprese in difficoltà; riequilibrare il territorio finendola con altri nuovi centri commerciali e lavorando per fare vivere davvero le nostre località, i centri e i paesi. Da ultimo ma non per ultimo bisogna che le istituzioni ascoltino di più le proposte che avanziamo e si misurino maggiormente con le esigenze delle imprese”.
Legacoop: “I fatturati
sono in flessione”
“Il tunnel della crisi è ancora lungo” secondo il presidente di Legacoop Giovanni Monti. Le coop si difendono un po’ meglio, ma non sono impermeabili alla crisi e se cercano soluzioni meno onerose della cassa integrazione (utilizzata solo nello 0,8% dei casi) il valore di produzione e il risultato d’esercizio scendono rispettivamente del 5,2% e del 55%. Cresce però il numero di cooperative associate (del 3% raggiungendo 173) e degli associati (del 5% da 165 mila a 173 mila). “È segno che ci si fida ancora della cooperazione - sottolinea Monti -. Il movimento e il suo mondo sono in grado di mettere tutte le risorse disponibili a disposizione dello sviluppo del territorio. La capacità imprenditoriale delle 173 cooperative aderenti a Legacoop Ravenna è rilevante, prevedendo un giro d’affari di 2 miliardi e 638 milioni di euro. La marginalità realizzata dalle cooperative, molto contenuta e in diminuzione rispetto allo scorso anno, è comunque valutabile in 8,2 milioni di euro di utile complessivo”.
Nonostante le difficoltà l’occupazione garantita dalle cooperative di Legacoop ‘tiene’. Il prestito sociale, indice di fiducia e legame dei soci verso le “proprie” cooperative, aumenta, superando i 402 milioni e anche il patrimonio netto aumenta superando i 775 milioni di euro. “Questi ultimi indicatori - commenta Monti - recuperano un’immagine solida e di grande fiducia rispetto ai quasi 13.000 occupati presenti nei vari settori in cui operano le cooperative ed imprese da esse controllate. Il lavoro con contratti a tempo indeterminato rappresenta oltre l’80% del totale che, per le cooperative della nostra regione, è un parametro fondamentale da valorizzare in qualità e salvaguardare in quantità. Per il 2010 le integrazioni progettuali, sulle quali stiamo lavorando e sulle quali svolgeremo in primavera la nostra Conferenza Programmatica proprio per riavviare processi di alleanze e innovazione per lo sviluppo del nostro territorio, sono le seguenti: sviluppo delle infrastrutture stradali, ferroviarie, porto e servizi alla logistica; sviluppo filiera agro-alimentare dalla produzione alla distribuzione; sviluppo green economy; sviluppo impresa sociale e del welfare e le risorse per lo sviluppo dei progetti”.
Cassani e Gigante: “Dal territorio le condizioni per una timida ripresa”
“L’anno che ci stiamo lasciando alle spalle è stato veramente difficile, segnato dalla crisi finanziaria e economica più grave dal dopoguerra”. E’ quanto affermano Mauro Cassani e Natalino Gigante, presidente e direttore della Cna provinciale di Ravenna.
Cassani ritiene che il punto più basso della crisi sia stato toccato e che stiamo risalendo: “Tuttavia pur a fronte di segnali incoraggianti, riferiti in particolare alle nuove previsioni di crescita del Pil nel 2010, permangono ancora tante incertezze. L’unico dato certo è che servirà molto tempo per raggiungere i livelli ante crisi e dovremo fare i conti con la consistente crescita del tasso di disoccupazione per cui rimane centrale il tema della riforma degli ammortizzatori sociali”.
Natalino Gigante aggiunge che secondo le previsioni del Ufficio indagini sulla congiuntura economica Trend RA, si chiuderà con una flessione dell’albo provinciale delle imprese artigiane che si attesterà attorno alle 200 unità imprenditoriali, circa il 2% in meno. “Anche i dati riguardanti fatturato e investimenti, sempre riferiti ai settori dell’artigianato e della piccola e media impresa, aggiornati al terzo trimestre, sono tutti in calo - commenta Gigante -. Questo a dimostrazione di quanto, ancora una volta, la crisi in atto si sia fatta sentire soprattutto nei confronti della piccola impresa.
Sono comunque ottimista: ritengo che nel nostro territorio ci siano tutte le condizioni per intercettare i deboli segnali di ripresa che stanno arrivando. Ritengo che il nuovo Patto provinciale per l’innovazione e la qualità dello sviluppo sottoscritto questa estate dagli enti pubblici, dalle associazioni di categoria e dai sindacati rappresenti il contesto ideale entro cui far convergere tutte le possibili iniziative per cercare di accelerare al massimo i tempi di uscita della crisi”.
“Come Cna – conclude Cassani - nel corso del 2010 ci concentreremo su alcuni particolari segmenti di attività: sulle iniziative per il contenimento della pressione fiscale nei confronti delle imprese e per la definizione di un sistema premiante per tutte le aziende che investono sullo sviluppo; sul mantenimento del sistema di agevolazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica, individuando di fatto nella green economy uno dei settori a maggior potenzialità di sviluppo per il paese; sull’avvio di un efficace programma per la realizzazione delle opere di dimensione ridotta; sulla definizione di accordi e di nuovi strumenti, ai vari livelli, per favorire l’accesso al credito delle imprese e per accelerare i tempi di pagamento”.
Graziano Parenti: il punto
di partenza è il turismo
“Il resoconto del 2009 purtroppo tende al basso – dice il presidente provinciale dell’Ascom - e anche per il 2010 i nostri indicatori preannunciano una leggera diminuzione. Rappresentiamo l’ultimo anello della catena e l’anno prossimo dovremo fare i conti con le difficoltà patite dagli altri settori”. Se le previsioni non sono certo delle più rosee, per le aspettative c’è ancora speranza: “Ci auguriamo – sottolinea Parenti - che venga costruito un tavolo per affrontare in modo serio la problematica. Il primo punto da cui partire è il turismo: negli altri settori le difficoltà sono insormontabili, questo invece non è ancora sfruttato per come potrebbe. Dall’industria all’agricoltura lo scenario è lo stesso e le piccole produzioni sono destinate a morire. L’unica vera speranza che non teme riflessi negativi è il turismo, settore su cui Ravenna da anni investe solo a parole. Manca un piano organizzato che guardi oltre: ci auguriamo che nel 2010 si cominci davvero a fare qualcosa”.
I progetti dell’Autorità portuale
Tanti i progetti portati avanti dall’Autorità Portuale di Ravenna c’è il nuovo terminal crociere a Porto Corsini. Il 16 gennaio è stato sottoscritto l’atto di concessione della gestione del Terminal Crociere di Porto Corsini alla Società Ravenna Terminal Passeggeri (RTP S.r.l.). La società si è aggiudicata la concessione che durerà sino al 2019. “Pur essendo ancora Ravenna uno scalo secondario nel panorama crocieristico internazionale – ha dichiarato il presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna, Giuseppe Parrello – e in attesa della conclusione dei lavori di realizzazione della banchina e del pontile che dalla primavera del 2010 consentiranno l’attracco alle grandi navi da crociera ed in attesa della piena operatività della società che gestirà il Terminal passeggeri, si è comunque registrato durante la stagione 2009 un incremento di circa il 24% del numero di navi che hanno fatto tappa a Ravenna, con una significativa diversificazione delle compagnie (più di 10 compagnie differenti) che hanno cominciato a conoscere la città e tutti i suoi itinerari”.
Per la Rosetti Marino uno dei
migliori anni della sua storia
“Per la Rosetti Marino Spa - dice l’ amministratore delegato, Medardo Ranieri - l’anno 2009 si è delineato come uno dei migliori della sua lunga storia, sia per l’avvio della concreta realizzazione di un nuovo grande cantiere del Gruppo Rosetti in Kazhakstan sia per il conseguimento d’importanti traguardi di diversificazione geografica, di clientela e di prodotto, oltreché di fatturato e di risultato atteso. Ciò consente alla Rosetti di guardare al futuro con fiducia, nonostante la consapevolezza che il perdurare della crisi ha determinato nel 2009 una contrazione degli investimenti della tradizionale clientela dei settori “Impianti e Piattaforme Oil & Gas” e “Costruzioni Navali “ che costituiscono il nostro ‘core business’. Tale crisi si è riflessa nel 2009 anche sul livello di acquisizione di nuove commesse, ma il residuo valore a fine 2009 del cospicuo portafoglio di ordini pluriennali acquisiti dalla Rosetti nel 2007 e 2008, determina la certezza, per il 2010, di un buon carico di lavoro per l’intero anno nel settore delle costruzioni navali, oltrechè di un sufficiente carico di lavoro per tutto il primo semestre nel settore Impianti e Piattaforme Oil & Gas, a cui vanno aggiunti gli importanti ordinativi in portafoglio delle Società Kazake del nostro Gruppo .Nel settore Impianti riteniamo inoltre che possano essere sbloccate almeno alcune delle importanti iniziative d’investimento congelate dalle compagnie petrolifere negli ultimi 12-18 mesi e tra queste anche alcune di nostro particolare interesse in Croazia, Tunisia, Norvegia e anche in Italia nel nuovo settore degli impianti di stoccaggio sotterraneo del gas naturale”. “Ulteriori motivi per intravedere nel 2010 nuove importanti opportunità di business - rileva il direttore Affari generali Stefano Silvestroni - sono rappresentate dal recente l’avvio di contatti con importanti imprese di India e Brasile, Le grandi imprese indiane e brasiliane, disponendo di immense infrastrutture ed abbondante manodopera specializzata, ma non del know-how manageriale e costruttivo di cui dispone Rosetti nella progettazione e costruzione di impianti petroliferi, potrebbero essere i futuri partner per lo sviluppo di nuove iniziative internazionali della Rosetti di Ravenna nel mondo”.
Api: tempo di bilanci per le piccole
e medie imprese
“Si avvicina la fine di questo difficile anno e si impone una riflessione sul complicato 2009 che speriamo lasci presto il passo a una reale ripresa del sistema produttivo”.
Con queste parole Renzo Righini, presidente provinciale dell’Api (associazione piccole e medie imprese) inizia a delineare un ritratto della situazione. “Una recente indagine della nostra confederazione nazionale – prosegue Righini – evidenzia che su 1.500 Pmi solo il 25% chiuderà l’anno con un utile. Nelle Pmi della provincia permane il ricorso agli ammortizzatori sociali, ma con una diminuzione delle ore di cassa integrazione utilizzate a ottobre e si riscontra una relativa tenuta della maggior parte dei comparti industriali (in particolare agroalimentare, tessile, calzaturiero e alcuni ambiti specialistici della meccanica), fatta eccezione per il settore metalmeccanico, inteso nel suo complesso, ancora in forte difficoltà.
Le energie dell’Api continuano a concentrarsi su alcuni temi importanti quali la riduzione del carico fiscale e il rapporto tra banche e imprese. “Per quanto riguarda il primo aspetto - spiega Righini -, il centro studi Confapi fa sapere che il 74% delle 1.500 Pmi interpellate, ritiene che il taglio dell’Irap sia una condizione necessaria per accrescere la competitività della propria impresa. Anche il rapporto tra imprese e banche resta molto delicato nonostante le numerose sollecitazioni e istanze rivolte agli istituti di credito. Non è infatti del tutto risolta la problematica relativa all’applicazione dei tassi di interesse (si ha la sensazione che talora siano stati creati del veri e propri “cartelli”), nonché rispetto alla lentezza circa la definizione delle pratiche di richiesta affidamenti e finanziamenti, che impediscono di fatto lo svolgimento della regolare attività d’impresa. Il 2010 è alle porte e auspichiamo che segni l’inizio di una nuova fase di ripresa economica, nella consapevolezza del tanto lavoro e degli sforzi che ancora dovranno essere fatti da tutti noi”.
Confindustria lancia il progetto
“Ravenna 2030, il Futuro”
“Non c’è dubbio, l’anno che si sta chiudendo va definito semplicemente straordinario”. Sono parole di Giovanni Tampieri, presidente di Confindustria provinciale, che analizza il momento difficile e complesso dell’economia e sottolinea l’intensità dell’impegno che gli imprenditori del Ravennate, dalla costa alla collina, passando per la Bassa Romagna, hanno profuso per mantenere in equilibrio il sistema produttivo locale.
“Il 2009 è stato eccezionale sia sotto il profilo organizzativo che delle attività esterne, come il progetto fondamentale Ravenna 2030, il Futuro. Siamo convinti che la classe dirigente non debba rimanere inchiodata alla gestione del quotidiano, ma compiere ogni sforzo per guardare avanti” osserva Tampieri. Nell’ultimo periodo, intanto, è stato approfondito l’impatto della crisi sugli assetti socio-economici, rivolgendosi ad esperti di caratura mondiale come Jacques Attali dell’Ocse. Poi sono scattate le proposte per il territorio, a cominciare dal turismo e dalla cultura, senza dimenticare l’obiettivo di trasformare Ravenna in Città dell’Energia.
Il problema rimane quello dell’occupazione (in un momento in cui incombe lo spettro della cassa integrazione, se non del licenziamento) e dell’esigenza di ottenere crediti dagli istituti bancari per “oliare” i meccanismi aziendali in vista della ripresa. Altro punto imprescindibile, è la drastica riduzione della burocrazia da parte dell’amministrazione pubblica. Si riparte dall’idea di Ravenna 2030, allora. E sulla positiva esperienza del Tavolo provinciale tra le Associazioni di Impresa, che passa attraverso il Patto per lo sviluppo proposto insieme alla Camera di Commercio.
“Il mercato sta cambiando velocemente – spiega il numero uno di Confindustria - e non possiamo rischiare di allontanarci da una posizione prestigiosa come quella che ci vede al sesto posto nella graduatoria nazionale. La fortuna o il caso influiranno ben poco, saranno le scelte a determinare il successo della nostra linea imprenditoriale. Intanto vorrei fornire un dato significativo: nel corso di quest’anno abbiamo tagliato il traguardo dei 700 associati, con un incremento di un centinaio di “nuove leve”. Un fatto che la dice lunga sull’utilità di un punto di riferimento come Confindustria, concreto e affidabile, per gli imprenditori”. In questi giorni verrà attivato anche un nuovo servizio, denominato Ri-Lancio, pensato per le realtà piccole e medie che, nell’area romagnola e ferrarese, attraversano un momento difficile. L’obiettivo è di sviluppare collaborazioni operative che permettano l’economia di scala.
Acmar: un “Gruppo” che cresce
La settima edizione del Bilancio Sociale Acmar presentata propone due elementi di originalità rispetto al passato. Il primo riguarda la scelta di misurarsi, come periodo di riferimento, su due archi temporali anziché su un solo esercizio. La seconda novità si riferisce alla “chiave di lettura” del documento.
Si è scelto di dare maggiore visibilità al tema della sicurezza sul lavoro. “Una società coesa, – dice il presidente Orano Soprani – è una società che riesce a valorizzare al meglio le proprie risorse e a creare più sviluppo e benessere per tutti i suoi componenti”.Nella crescita dimensionale e qualitativa del Gruppo, i valori della cooperazione e del mutualismo continuano a essere percepiti come irrinunciabili. “Anche in questi anni, rileva il direttore generale Giorgio Tani -, l’importante progetto di diversificazione ormai avviato da tempo, ci ha consentito, attraverso operazioni anche di natura straordinaria, l’introduzione in nuovi settori e aree di mercato, con ritorni economici e di immagine molto positivi. Vi ricordo l’ingresso nel Gruppo, perfezionato nei primi mesi del 2009, della società Gerso, specializzata nel recupero e restauro di opere d’arte e monumentali, e di Promofer società operante nell’ambito della sicurezza e protezione dei cantieri ferroviari”.
Il Gruppo Acmar si presenta oggi con un sistema di partecipazioni societarie in settori specializzati quali: costruzioni e affini (restauro), immobiliare, estrattivo, lavori ferroviari, packaging industriale e labeling, agricoltura, intrattenimento, energie innovabili.
Cmc: verso una graduale ripresa
“Senza peccare di pessimismo - dice il presidente Massimo Matteucci - penso che per la Cmc fra 2009 e 2010, sul piano dell’economia, non riscontreremo una sostanziale differenza. In un contesto così difficile siamo riusciti a raggiungere risultati soddisfacenti che crediamo di poter confermare per il 2010. Una lenta e graduale ripresa ci sarà ma, come direbbero gli esperti di Borsa, resteremo in territorio negativo. Quindi continueremo a lavorare, avendo cura di proteggere i fondamentali dell’impresa e il contenimento dei costi e dell’indebitamento, efficienza produttiva, sviluppo organizzativo e tecnologico, ampliamento delle occasioni di mercato, con particolare attenzione al teatro locale ed internazionale. Da ultimo, occorre valorizzare e sviluppare le competenze professionali e le qualità sociali delle nostre risorse umane, vero valore aggiunto al nostro modo di essere e fare impresa. Così, come abbiamo determinato e costruito i positivi risultati del 2009, con la stessa determinazione traguardiamo gli obiettivi definiti per il 2010 dal nostro piano triennale 2010-2012, guardando al futuro con realismo e con fiducia”.