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Il Settimanale

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Cosa ci aspetta nel 2010 - N° 50 del 24/12/2009
Intervista
  • "Il nostro aiuto contro la crisi"

    L’arcivescovo Verucchi fa il punto sulla situazione economica e sulla perdita di valori. E sogna una gestione diversa dell’immigrazione

     
 
Inchiesta
 
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Lettere
  • Lettere

    Da anni seguo la vicenda della Centrale a biomasse nella mia qualità di ecografo ambientalista fra i più anziani in Romagna e come coordinatore locale di Aneat (associazione nazionale economisti ambiente e territorio con sede a Pisa). La prima e direi ovvia osservazione da fare è che in provincia di Ravenna si produce già una quantità di energia elettrica superiore al fabbisogno: ciò precisai a Voltana in occasione del mio intervento contro altra centrale a biomasse, intervento finito su you tube con grandi consensi. Anche il piano energetico provinciale conferma questa eccedenza. A che scopo produrre altra energia elettrica visto anche che trasportarla significa perdere potenziale lungo i conduttori? Basterebbe questa annotazione per bloccare tutto!!!ma ancora: si prevede l’arrivo di materiale legnoso addirittura da 70 km di distanza con percorsi tormentati e strade da allargare, senza contare l’inquinamento atmosferico dei gas di scarico (Co2 – benzene – NOX – PM10 ecc) dei camion usati per il lungo trasporto. Gli agricoltori dovrebbero orientarsi verso produzioni NO FOOD sottraendo prezioso terreno fertile alle produzioni FOOD oggi particolarmente utili per l’alimentazione senza ricorrere ad importazioni. Già la S.A.U. (superf agraria utilizzabile) è in paurosa diminuzione in tutta Italia: ma quali calcoli fa Nomisma? Vi sono geografi ambientalisti in questa struttura? Si è ascoltata la nostra richiesta di modificare il raffreddamento dell’impianto: dall’acqua (poca in zona) all’aria, ma la situazione non migliorerebbe data l’immissione in atmosfera di aria calda che andrebbe a modificare il microclima che danneggerebbe le colture già presenti e potrebbe  incidere sulla salute delle persone. I medici si sono già pronunciati su questo problema ma bisogna ribadire il tutto (art 5 del nuovo codice deontologico). Allora gli ambientalisti dicono sempre no? Niente affatto perché da anni si prospettano le soluzioni alternative proponendo energie rinnovabili che non decollano. Le biomasse di cui si parla sono gli scarti dell’agricoltura, utilizzabili in centrali al massimo di 1MW non certo i 50 e oltre della centrale che si vuole costruire!! Abbiamo l’atmosfera più inquinata d’Europa non vi è bisogno di peggiorare la situazione!

    Luciano Baruzzi

     
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