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Il Settimanale
20/11/2009 - Non lavorare stanca

L' Opinione

Cosa serve per rilanciare il Pdl a Ravenna

di Pietro Martini, consigliere del gruppo forza italia-popolo della libertà comune di ravenna

Dopo più di tre anni dall’inizio di questo mandato elettorale è giusto chiedersi quale futuro si profili per la città di Ravenna. Da anni il centro destra va elencando le manchevolezze di una Amministrazione statica, intrappolata nella rete degli interessi che ha costruito per garantirsi il consenso e che sempre meno si dimostra in grado di interpretare i mutamenti della società. Ogni ambito della vita comune viene gestito dalle “improvvisazioni”, di Matteucci; a fine estate ha emanato un’ordinanza sulla prossima stagione estiva, tanto anacronistica e avulsa dal normale confronto che da anni gli operatori turistici stanno sollecitando, da sorprendere negativamente tutti. Ma ci sono anche le confuse boutade con cui il Sindaco è convinto di risolvere i problemi connessi all’ordine pubblico e alla sicurezza. L’Amministrazione ha coscienza di non avere i ravennati con sé quando cerca di imporre il mega centro culturale islamico alle Bassette o quando rifiuta la liberalizzazione del parcheggio all’ospedale. E’ fin troppo chiaro che esistono ottime condizioni per impostare un’alternativa politica vincente. Le forze ora all’opposizione hanno ampi margini per potersi accreditare come soggetti di governo locale. Certo che su alcuni temi scottanti difetta la completa unitarietà di tutti i rappresentanti del centro destra. Raggiungerla sarebbe una importante pietra miliare sulla via del consenso politico. Il PDL alle prossime consultazioni amministrative potrà presentarsi come tale, superando le difficoltà che al momento ne stanno ritardando la formale costituzione. C’è da dire che il PDL locale già vive nelle idee, nelle iniziative e nei progetti comuni di una grossa fetta di  appartenenti a Forza Italia e di Alleanza Nazionale; i fortunatissimi recenti incontri targati appunto PDL, hanno convogliato centinaia di iscritti, simpatizzanti ma anche molta gente comune che attende solo la più completa coesione e compattezza.

Inutile nascondere che sterili personalismi all’interno di Forza Italia, stanno inceppando qualche meccanismo di troppo e stanno offrendo una lettura distorta della realtà interna al partito, che, comunque sia, insegue da sempre obiettivi comuni. I pochi soggetti, che a volte sono giunti ad allinearsi più con i nostri avversari che con noi, non rappresentano alcun ostacolo insormontabile alla costituzione di un PDL a livello locale, ma manifestano un loro perdurante disagio che attendiamo si evolva nella richiesta di un serio confronto. Più questo avverrà in tempi rapidi,meglio ci permetterà di affrontare gli appuntamenti elettorali di primavera, come il rinnovo del Consiglio della Regione e di alcuni comuni della Provincia di Ravenna.

Abbiamo bisogno di una guida che sappia dare indicazioni chiare e soprattutto che sappia impostare un lavoro collegiale. Al momento desta non poche perplessità l’azione politica del coordinatore provinciale che si dileggia in dichiarazioni estemporanee come quella che annuncia l’esistenza di due candidati di spicco alla carica di Sindaco a Faenza; candidati che, se ci sono, nessuno conosce essendo frutto di un percorso politico gestito in assoluta autonomia, che lascia gran parte degli amici a chiedersi quali nomi usciranno dal cilindro di Gianguido Bazzoni. Così come non sono costruttivi i perduranti “distinguo” a cui si abbandona una parte di Forza Italia che mal interpreta i percorsi di cui la politica ha bisogno, confondendoli con risibili “vittorie” personali che altro non producono se non un insignificante “spazio pubblicitario” sulla stampa, ma distraggono e rallentano l’azione unitaria del PDL. Attendiamo da mesi che tutti coloro che con incomprensibile pervicacia disattendono le scelte del Presidente Berlusconi, impedendo a Ravenna il completamento del processo di unificazione con Alleanza Nazionale e la costituzione della casa comune del PDL, finalmente si ravvedano ed accettino il concetto che è meglio rischiare la poltrona da Capogruppo che il successo dell’intera forza politica del PDL. Attendiamo invece da più tempo comportamenti e dichiarazioni serie e credibili, non potendo ritenere tale quella di un coordinatore che proprio da queste stesse pagine, ha  denigrato, fino a dichiararlo indesiderato nelle liste, il consigliere che ha riportato il maggior numero di preferenze a Ravenna. Chi è alla guida del PDL ravennnate deve astenersi dal cercare nel Sindaco un alleato ai propri giochi di potere, come è avvenuto anche in tempi recenti; deve valutare persone, situazione e strategie con la dovuta lungimiranza politica; deve valorizzare le potenzialità di ciascuno e fare suo il concetto che solo insieme sapremo impegnare il tempo che rimane alle prossime consultazioni regionali e, per Ravenna alla primavera del 2011 per ottenere quei risultati che finora ci sono sfuggiti.