
Prendo atto della dichiarazione dell’assessore all’urbanistica Maraldi secondo cui “la capienza di 200 posti della moschea sarà una delle prescrizioni del Comune...E questa prescrizione sarà scritta nero su bianco” . Ne deduco, anche se la competenza al riguardo non è “politica” ma della dirigente del servizio Gestione urbanistica, l’impegno che questo vincolo verrà scritto nel permesso di costruzione. Ripeto come l’esame puntuale del progetto dimostri che, per le dimensioni del luogo di preghiera (528 metri quadrati di superficie utile) e per i requisiti di sicurezza, la moschea sarebbe atta ad ospitare 920 persone, riducibili a 800 considerando le modalità di preghiera dei fedeli secondo il rito musulmano. Ma se, raccogliendo le nostre sollecitazioni, l’amministrazione comunale riuscirà a far diventare una dichiarazione politica un vincolo amministrativo scritto, riducendo la capienza a 200, più congrua rispetto all’entità della comunità islamica locale praticante, mi basterà la sostanza, prescindendo dalla forma. Bisognerà, però, che le limitazioni vengano spiegate bene al presidente del Centro di Cultura e studi islamici, Ahmed Basel, che sempre ieri, ha dichiarato: “che io sappia non esiste un numero per la capienza, vedremo quanti ci staranno”. Resto in attesa, convinto che - come si dimostra - la fermezza valga più della cedevolezza, anche di un pronunciamento, finora mancato, sulla prospettiva che l’attuale progetto di 740 metri quadrati, dimezzato rispetto a quello preliminare del gennaio scorso, possa un domani estendersi fino ad occupare l’intera superficie utile di 1500 metri quadrati dell’area delle Bassette destinata (per quanto sconsideratamente) ad “attrezzature di culto”.
Alvaro Ancisi,
Lista per Ravenna