
di Matteo Cavezzali
RAVENNA - Bionda e sui tacchi a spillo Mary è stata reintegrata alcuni mesi fa tra i pompieri e risarcita del danno, dopo che i motivi della sua esclusione erano stati considerati non validi. Mary sulla carta di identità è Claudio Minguzzi, ma da sempre si sente donna. In un momento in cui casi mediatici e politici hanno riportato a galla il tema della transessualità chiediamo com’è a chi la vive ogni giorno.
Quando hai capito di essere una donna?
“Sono nato femmina. Fin da quando ero nella pancia della mia mamma lei era convinta che fossi una femmina. Non c’era ancora l’ecografia. Le sue amiche le avevano regalato tutti vestitini rosa. Non potevano cambiarli e così andavo in giro vestito da bambina. Io sto bene donna. Ora la mia mente è serena”.
Com’è la vita quotidiana di un trans?
“È normale, giro vestita con la gonna, le scarpe col tacco, profumata e depilata e vado a lavorare come i miei colleghi e le mie colleghe”.
Hai problemi di discriminazione?
“Sì. Se si cerca la definizione di omofobia si può leggere che è la paura del diverso. Ma è solo perché non lo si conosce, è un razzismo basato sull’ignoranza”
Com’è stato tornare a lavorare in caserma?
“Ci sono persone coerenti che continuano a trattarmi come sempre, ma ci sono anche quelli che non mi salutano, non mi passano nemmeno vicino. È un problema perché all’interno dei vigili ci deve essere serenità e fratellanza. A volte ho paura perché, penso: se me la vedessi brutta? Se avessi bisogno durante un’azione, in mezzo ad un incendio, mi lascerebbero morire?”.
Cos’è che affascina gli uomini dei trans?
“Sa che ha a che fare con un altro maschio. Con un trans un uomo è meno imbarazzato, non è con una donna, che sente diversa da lui, e quindi si sente più libero di parlare, può essere più sincero.
Il concetto di uomo e donna sono superati, una volta si diventava uomini dopo aver fatto il militare e donne dopo aver avuto dei figli, oggi non è più così e anche sulla carta di identità c’è scritto maschio o femmina”.