
Il patron di Sportur pensa al futuro e al mare senza sole
CERVIA - Se sul beach volley in Italia si può essere certi sulla sua paternità, sull’allungamento della stagione non si può essere altrettanto sicuri. Alcuni imprenditori a Rimini e Riccione forse si sono mossi prima, ma di certo non con la stessa tenacia di Claudio Fantini , patron di Sportur e inventore della vacanza sportiva made in Italy. Da marzo a fine ottobre il Fantini Club, il bagno dove si può fare di tutto (sposarsi, frequentare il centro benessere, passando per molte altre attività, non ultima quella di prendere il sole, ovviamente), è aperto e propone attività per tutti, giovani, anziani, sportivi e non.
Quale è il suo modello per allungare la stagione?
“Io ho legato la vacanza ad una motivazione, sport, benessere, lo stare bene. A cui ho recentemente legato anche l’ospitalità alberghiera. Da un anno,oltre al bagno gestisco anche un piccolo hotel. La ricettività nel periodo di inizio e di chiusura di stagione è fondamentale per la riuscita dei progetti”.
Perché lei è un fautore dell’allungamento della stagione turistica?
“Perché nel turismo di motivazione il mare e il sole sono solo una delle possibilità. Le altre sono legate al territorio, ai sapori, alle emozioni, alle attività. Credo che il futuro del nostro territorio sia legato all’allungamento della stagione. Con tutte le difficoltà che si presentano. Ma più operatori si decideranno a provare questa via e meno le difficoltà si faranno sentire”.
Cervia però già a metà settembre si vuota e inizia a sembrare un po’ una città chiusa
“E’ vero, ma sono convinto che servano dei pionieri che guardano oltre e iniziano a tenere aperto di più, dando nuovi servizi e nuove motivazioni per la vacanza”.
Rimini e Cesenatico non sono così?
“Per cultura. Ma forse anche per audacia. Però non è mai troppo tardi”.
L’esempio di Marina di Ravenna che ha lanciato il mare d’inverno quindi le piace?
“Sì. Io non faccio mare d’inverno. Anche perché a Cervia non ci sono ancora le condizioni. Ma credo che Marina di Ravenna abbia colto una reale opportunità. A loro, per come sono strutturati, con più servizi e meno hotel, importa poco che un turista arrivi da Cesena o da New York. L’importante, lo dico sempre, è che arrivi. Qualcosa lascia e così si inizia un percorso che può essere virtuoso. Una volta che il sistema si sarà messo in moto Marina avrà fortuna su questa strada e nel giro di qualche anno forse attirerà d’inverno anche il turista milanese o tedesco. Quanto a Cervia, credo che non sia mai troppo tardi. Se le idee ci sono e se qualcuno le mette in pratica, chissà. Quella del mare d’inverno è una bella idea. Cervia non ha colto questa opportunità, non è mai troppo tardi. Credo invece che Marina l’abbia colta e che ora faccia bene a portare avanti questo sogno. Ci sono vantaggi e svantaggi. Ma l’importante è fare sistema e impresa. Quindi lavorare sull’hinterland, almeno nei primi anni credo che sia vincente”.
Come vede il futuro del turismo?
“Proprio come cento anni fa quando qualche pioniere ha inventato il primo turismo portando le persone grazie al mare, al sole, ai primi hotel, ora si deve fare i conti con una novità. Il “non sole”. Cioè il periodo autunnale e invernale. Credo che l’allungamento della stagione sia il nostro futuro. Per questo ora serve una nuova equazione che tenga dentro alberghi, strutture, spiaggia, mare, non sole. Si deve trovare una nuova soluzione che sia in grado di fare impresa. Io credo che lo sport sia una delle carte vincenti. Per questo lavoro prevalentemente sullo sport. Comunque non è l’unica motivazione. Ci sono anche il benessere, i convegni, i meeting. Bisogna che la nostra realtà si tiri su le maniche e provi a ragionare su questa equazione, per farla diventare un volano per il turismo del futuro”.