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Il Settimanale
6/11/2009 - Zac, vent'anni dopo

Cronaca Ravenna

Olimpiadi 2020, la Romagna si fa avanti

La candidatura solleva diverse perplessità. Umberto Suprani del Coni: “mancano le strutture e i collegamenti”

di matteo cavezzali

RAVENNA - Idea originale sicuramente. Le Olimpiadi del 2020 in Romagna. L’ha lanciata il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci ed ha raccolto l’entusiasmo di molti ambienti politici ed economici. La candidatura deve però vedere una sola città a cui il territorio può appoggiarsi. Sarà Rimini a portarne il vessillo. Il 14 dicembre ci sarà un incontro tra i sindaci di Rimini, Ravenna, Forlì e Ferrara che ha avanzato il proprio appoggio alla candidatura. Il presidente del Coni di Ravenna Umberto Suprani afferma che “la candidatura non è una brutta idea, ma ci sono problemi di infrastrutture. Mancano i collegamenti tra le città e ci sarebbe bisogno di costruire diversi siti olimpici. Si dovrebbe costruire uno stadio da 80/90 mila posti, tre palazzetti da 10/15 mila posti, uno stadio del nuoto e uno per il tennis. E poi chi li gestisce dopo le Olimpiadi? Manca un aeroporto internazionale di primo livello che costringerebbe ad allargare la candidatura a Bologna”. Inoltre se il Coni accettasse ci sarebbe da competere contro Roma e Venezia (Palermo si è ritirata). Il cavallo di battaglia della Romagna è la straordinaria capacità alberghiera che è superiore anche a quella della capitale.A rompere le uova nel paniere è nato il Comitato “No alle Olimpiadi” creato dai Radicali con lo slogan fantozziano “Le Olimpiadi a Ravenna? Una boiata pazzesca”.