
La crisi dei prezzi ha portato le aziende sull’orlo del fallimento
Una delegazione unitaria di imprenditori agricoli di Cia, Confagricoltura e Copagri della provincia di Ravenna ha partecipato al presidio in piazza a Bologna il 16 ottobre scorso. La crisi dei prezzi dei prodotti agricoli ha portato le aziende sull’orlo del fallimento, i prezzi all’origine sono in caduta verticale : -16% tra agosto 2009 e 2008 ed i ricavi non coprono più i costi. Tutti i comparti produttivi sono coinvolti con una riduzione media tra il 10 e 30%: cereali -32 %; frutta -30 % ( pesche - 50 % ); vini -21 %; ortaggi -16 %; latte - 15 %. Per diversi di questi prodotti i prezzi sono sotto al costo di produzione mentre al consumo i prezzi sono stabili o in aumento (cereali -32 % all’origine + 2 % al consumo ). Si registra inoltre la totale assenza di collegamento tra origine e consumo in tutti i comparti con un ricarico medio di oltre il 500 %. A queste condizioni il settore agricolo è al collasso. Servono misure concertate e straordinarie per far fronte ad una crisi di così gravi proporzioni che rischia di sconvolgere il tessuto produttivo agricolo di tutta la provincia, con conseguenze pesantissime sull’occupazione e lo stesso paesaggio rurale così come oggi lo conosciamo.
Il 16 ottobre scorso in Piazza Ré Enzo a Bologna un presidio unitario di imprenditori agricoli, compresa una delegazione di Ravenna, ha distribuito gratuitamente ai cittadini latte e frutta per sensibilizzare la pubblica opinione, i mezzi di informazione e le istituzioni competenti sul livello di eccezionale gravità che ha assunto la crisi nel settore agricolo. Cia, Confagricoltura e Copagri chiedono misure concertate e straordinarie per far fronte ad una crisi di così proporzioni; occorre subito: dichiarare lo stato di crisi del settore, fiscalizzare gli oneri sociali e contributivi per le aziende agricole, ripristinare gli stanziamenti del Fondo di Solidarietà nazionale per il 2009 e parte ancora del 2008; attivare l’accesso al credito agevolato e regole, garanzie ed incentivi all’applicazione “reale” degli accordi interprofessionali. Il Ministro competente non può rinviare ulteriormente gli impegni assunti, la gravità della situazione richiede risposte immediate e non più procrastinabili.