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Il Settimanale
30/10/2009 - Tempo di salute

Economia

Il sistema cooperativo programma il futuro

I dati dell’andamento economico 2008 occasione di riflessione per tutto il territorio

RAVENNA - Nel pieno della crisi economica, l’appuntamento delle  tre centrali cooperative (Lega, Confcooperative e AGCI) per presentare i risultati del 2008 e le tendenze relative all’anno che si sta concludendo ha assunto maggiore importanza. Verificate le tendenze del sistema nel corso del 2009, il confronto si è spostato sulle indicazioni per il futuro economico del nostro territorio.  Il 22 ottobre i dati sono stati illustrati, dopo l’apertura del presidente di Confcooperative Raffaele Gordini, da Pier Nicola Ferri dell’Unione delle Cooperative di Ravenna.

PIU’ OCCUPATI,  UTILI IN CALO

Le 441 cooperative aderenti alle tre Centrali fanno registrare complessivamente indici positivi: un valore della produzione pari a 4 miliardi e 965 milioni di euro, riserve indivisibili pari a 1 milione e 236 mila euro (+ 21,8% sull’anno precedente), capitale sociale pari a 245 milioni di euro (+ 15,9%).

Il prestito da soci, pari a 475 milioni di euro, +1,5% registra in controtendenza il rallentamento dell’economia iniziato già da due anni, che ha ulteriormente frenato la propensione al risparmio da parte dei soci.

Sono in aumento anche le posizioni associative che fanno della provincia di Ravenna una delle realtà a più alto “tasso cooperativo”: sono infatti oltre 270.000 i rapporti sociali.

In calo la redditività media delle associate, l’utile è di 50 milioni di euro, -25,1%. La realtà cooperativa continua a garantire un alto livello occupazionale in provincia, sono 25.751 i dipendenti che aumentano rispetto all’anno precedente del 3,6%.

IL PROBLEMA DEL CREDITO

La relazione è stata tenuta dal coordinatore delle tre Centrali Cooperative, Giuseppe Morgagni, che ha messo l’accento sulla necessità di superare, per le imprese, le difficoltà di accesso al credito e dell’utilità dell’allentamento del Patto di stabilità che consentirebbe la partenza di tante, piccole e medie, opere pubbliche. Morgagni ha inoltre sottolineato l’importanza del Patto provinciale per lo Sviluppo siglato fra associazioni ed Enti locali della provincia di Ravenna e degli altri strumenti di programmazione territoriale, come il documento unico di programmazione (DUP) e il Piano territoriale regionale (PTR).

IL CONFRONTO CON IL TERRITORIO

L’incontro è stato l’occasione per un confronto con le pubbliche amministrazioni del territorio. Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna ha aperto, per il 2010, a prospettive d’aiuto ai lavoratori in difficoltà, aumento dei finanziamenti agli strumenti che favoriscono il credito alle piccole imprese e a programmi straordinari che sostengano l’economia con progetti e lavori pubblici.

Claudio Casadio, sindaco di Faenza  ha aggiunto altre proposte relative al Welfare e all’agricoltura dando rilievo ad una capacità programmatoria capace di mettere in moto processi di crescita e razionalizzazione dell’economia nel campo dei servizi.

UN “PENSIERO LUNGO”

Toni preoccupati nel discorso di Guido Caselli, direttore area studi di Unioncamere Emilia Romagna, che ha portato una serie di dati sulla consistenza e la durata della crisi che si presenta con aspetti difficili anche nella nostra realtà. Investire su capitale umano e conoscenza, questa è la strada. Caselli ha rilevato la necessità di individuare imprese “driver”, presenti nel nostro tessuto imprenditoriale, che ne possano trainare diverse altre sul terreno dell’innovazione e della competitività che, unitamente alla tenuta della coesione sociale, favoriranno il nostro territorio quando si concretizzerà la ripresa economica. Un invito da Caselli anche a dare concretezza al “fare sistema” che spesso rimane solo sulla carta.

Paola Morigi, segretario generale della Camera di Commercio di Ravenna,  ha sottolineato come da noi gli effetti della crisi si siano fatti sentire, ma neo che altrove, ma che occorre risolvere il problema dei tempi di pagamento alle imprese ed ha sollecitato gli enti locali a pensare “non solo al domani, ma anche al dopodomani”. Il sindaco di Cotignola, Antonio Pezzi e  il vice sindaco di Cervia, Roberto Amaducci  si sono soffermati sulle necessità di programmazione delle  loro specifiche realtà territoriali.

Ha concluso i lavori Francesco Giangrandi, presidente della Provincia di Ravenna, i sui temi che ha posto l’accento sul  settore agroindustriale  e sulla necessità di maggiore coesione unitaria, invitando più in generale a ripartire con un disegno programmatorio fatto di “pensieri lunghi”.