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Il Settimanale
30/10/2009 - Tempo di salute

Cronaca Faenza

Il sindaco "col pallino" della biblioteca

Fabio Anconelli ha gli occhi puntati sulla Casa del popolo

Nel cassetto, invece, il sogno della zona industriale

Di Silvia Manzani

SOLAROLO – Quando gli si chiede il suo obiettivo, Fabio Anconelli non ha dubbi: la nuova biblioteca comunale. “Abbiamo individuato la Casa del popolo come la sede ideale. Vorremmo mantenere in vita il circolo Arci e aggiungere un’ala ex novo”. Il sindaco di Solarolo, anzi neosindaco se quattro mesi non sono troppi, ha le idee chiare. E una parlantina notevole. Sarà per questo che ha inaugurato un’Amministrazione con le porte letteralmente spalancate.

La vostra è la linea della massima apertura. In che senso?

“Vogliamo che i cittadini si possano relazionare a noi senza problemi. Io ho un giorno a settimana per riceverli, ma in realtà mi faccio lasciare i loro numeri e li richiamo ad ogni ora. Abbiamo preparato il regolamento degli istituti di partecipazione e attivato sei consulte. Non solo. Sul sito internet del Comune è disponibile un resoconto audio delle sedute consiliari”.

Che cosa le chiedono, i cittadini?

“Di tutto un po’. Si va dalle liti condominiali a vere e proprie confessioni sui problemi di famiglia. Ultimamente registro un aumento di persone che hanno difficoltà serie sul lavoro”.

Avete degli obiettivi economici che possano tradursi sul piano occupazionale?

“La zona artigianale e industriale. Dobbiamo creare le condizioni affinché si sviluppino, anche in sinergia con i territori intorno. Chiaro che lo sblocco del casello autostradale è fondamentale. Per troppo tempo siamo rimasti isolati, chiusi in noi stessi”.  

Anche a livello culturale?

“In parte sì. Nonostante la vicinanza alle principali vie di comunicazioni, per arrivare a Solarolo uno deve volerci venire. Dobbiamo recuperare. Siccome siamo sito archeologico, lavoriamo con l’università per sfruttare questa potenzialità. Allo stesso tempo vogliamo dare degli input affinché aumentino le iniziative. Abbiamo tanti soggetti validi che le promuovono. Da parte nostra dobbiamo fare in modo, pur nel rispetto della volontà di ognuno, che si lavori sempre con professionalità”.

C’è qualche iniziativa che può fare da traino?

“Non voglio pensare ad un’iniziativa sola ma a tante. Quest’anno è arrivato a Solarolo anche l’Ottobre giapponese, come in altre città. In media abbiamo tre eventi al mese, non possiamo lamentarci. Ma possiamo specializzarci in alcune cose”.

La voglia c’è, tra la gente?

“Penso che il punto di forza di questo paese sia proprio la voglia di fare, l’entusiasmo, il volontariato, l’associazionismo”.

E il rapporto con gli altri sindaci, a che punto è?

“C’è voglia di fare, di collaborare. Io, dei quattro nuovo sindaci (Casola, Castel Bolognese e Brisighella) sono il più vecchio. Vedo una generazione di amministratori che, rispettando i singoli territori, sono disposti a fare fattor comune. Siamo partiti dalle piccole cose. Il bando per le affissioni, per esempio, lo stiamo facendo in cinque. E stiamo ragionando su un accordo territoriale per un passo in avanti in materia di Psc”.

E la crisi, come la affrontate?

“Per fortuna, dalla passata Amministrazione, abbiamo ereditato una situazione che ci lascia una possibilità di investimento apprezzabile. Ma la parte corrente è in sofferenza. Stiamo costruendo allo stesso tempo un bilancio che ci consenta di non chiedere alle famiglie uno sforzo eccessivo”.