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Il Settimanale
30/10/2009 - Tempo di salute

Cronaca Ravenna

Il dialetto è di destra o di sinistra?

Una fondazione per la tutela del romagnolo a Santo Stefano o all’Oriani. La proposta del Pd piace al PdL, ma non alla Lega

di  Matteo Cavezzali

RAVENNA - “Il dialetto è di destra o di sinistra? È come chiedersi se la pizza o gli spaghetti sono di desta o di sinistra” afferma Rudy Gatta, consigliere comunale del Pd che ha proposto l’ordine del giorno per la “tutela e la valorizzazione del dialetto romagnolo”, approvato in Comune e in Provincia con voto bipartisan. “L’idea – spiega Gatta – è quella di far nascere un ente o una fondazione per tutelare il dialetto. Esistono già diverse associazioni culturali come la Shurr, o singoli che promuovono il trebbo poetico piuttosto che il teatro in dialetto, ma non sono coordinati. Abbiamo preso spunto da una legge regionale del novembre 1994”. Anni fa era stato istituito anche un osservatorio provinciale avviato da Paolo Gambi del Pri che poi si è arenato. “Chiedo il rilancio di quella struttura, se ancora esiste” ha affermato in tono polemico Gambi durante il consiglio comunale. Una delle proposte per trovare il luogo dove creare questa istituzione è Santo Stefano nella biblioteca sede dell’associazione Schurr oppure nella biblioteca Oriani. A rompere il plauso unanime del consiglio è Maurizio Montanari, segretario della Lega Nord di Ravenna: “Ho la sensazione che la proposta sia stata accettata più per obbligo che non per convinzione reale”. Per il referente locale del Carroccio, le Amministrazioni targate Pd non possono sentire il problema della tutela di un elemento identitario come il dialetto perché “sono ancora gli stessi ex sessantottini legati al mito comunista, con il Pci nel Dna”. Non è un caso, continua Montanari, che la proposta arrivi da un giovane meno legato a quella tradizione. “Il dialetto è veicolo di qualità morali ed etiche che la gente che ha costruito questa città ha tramandato nel tempo”. Montanari teme che l’istituzione di una Fondazione potrebbe rivelarsi una semplice operazione di facciata: “Il solito mezzo con cui le amministrazioni locali distribuiscono poltrone. Ci sarebbero altre cose da fare, ad esempio manifestazioni per riscoprire la poesia, il teatro, i testi di autori romagnoli, con incentivi alle compagnie teatrali dialettali. E poi lo si può insegnare a scuola, fin dalle elementari, e diffonderlo nella cartellonistica stradale”. Secondo Gatta con la Lega il locale diventa localismo. “Le proposte della Lega sono delle forzature per fare propaganda, ma senza esiti”.