
I commercianti protestano contro le chiusure di via Matteucci e via Baccarini. E’ partita una raccolta firme
Di Silvia Manzani
RAVENNA – Ztl. Tre lettere che fanno rabbrividire i commercianti. Via Rondinelli-via Baccarini e via Matteucci-via Salara sono i tratti che dal 5 novembre diventeranno off limits per gli automobilisti. Il primo giorno e notte, il secondo dalle 7 e 30 alle 20 e 30. E dietro le vetrine l’insofferenza è tanta.
“COME UN CALCIO NEGLI STINCHI”
Per Angelo Carattoni, padre del titolare del negozio di mobili e materassi di via Baccarini, dopo 51 anni di attività un provvedimento del genere proprio non ci voleva:
“E’ come un calcio negli stinchi. Ho speso soldi, ho un mutuo, questo è un danno incredibile. Se si chiude una zona, poi, la si chiude per tutti. Invece le deroghe sono molte ma non avvantaggiano noi commercianti. Questa è una zona dove non passa un’anima viva. Nel pomeriggio sembra ci sia il coprifuoco, dalle 17 in poi non lavoriamo più. Ce n’era proprio bisogno?”.
Dalla lavanderia di Carla Vistoli, intanto, è partita una raccolta firme che ha trovato sensibili anche i residenti, e pure la vicina via Mazzini: “Con questa iniziativa – raccontano dalla lavanderia – chiediamo di sospendere l’istituzione della ztl - . Non siamo solo preoccupati, siamo proprio contrari”. Le firme raccolte sono oltre 300 e serviranno a presentarsi davanti al Comune con maggiore forza. A motivare i firmatari c’è una realtà che è sotto gli occhi di tutti: nella parte di via Baccarini già chiusa al traffico, i negozi sfitti fanno la parte del leone.
UNA CHIUSURA ALLARMANTE
E anche in via Matteucci la rabbia è tanta. “L’Amministrazione non ha tenuto affatto conto delle esigenze dei negozianti”. A commentare il provvedimento è Massimo Vassura, titolare del negozio di antiquariato: “Non parlo solo per me, la mia è un’attività ricercata, che non ha per forza bisogno del passaggio. Parlo in difesa degli altri. Non c’era bisogno di questa nuova ztl: né traffico congestionato, né lamentele dei residenti, né monumenti da difendere”. La ztl poteva – questo sì - essere una soluzione a fronte di interventi adeguati: “Non è chiudendo i centri storici che li si rende vivi. A meno che, come è stato fatto in via Mazzini, non si intervenga a livello estetico e architettonico”. A Vassura fa eco Camilla Coccari, titolare del laboratorio d’artigiane che prende il suo cognome, aperto da un anno e mezzo: “Sapevamo che l’istituzione della ztl era nell’aria ma adesso che è diventata realtà è diverso. E’ chiaro che se questa strada fosse utilizzata di più, se piazza Marsala venisse valorizzata, se ci fossero più negozi, potremmo anche chiudere un occhio. Ma non essendoci nulla di tutto ciò, rischiamo davvero di essere tagliati fuori. Abbiamo molti dubbi e parecchio pessimismo”.
ASCOM: “COSÌ STRADE CIECHE”
Mauro Mambelli, titolare della Vineria Nuova e vicepresidente di Ascom Ravenna, non sarà penalizzato in modo diretto dalla ztl, perché la sua attività è all’angolo tra via Girolamo Rossi e via Matteucci. Ma il tema lo trova sensibile: “Senza interventi collaterali non porta a niente. Può diventare interessante solo se è compensata da lavori sull’arredo urbano. Non vedo, poi, tutta questa necessità di avere delle zone pedonalizzate. Le strade appetibili, in centro, si contano sulle dita di una mano. Se chiudiamo le altre, le rendiamo cieche e vuote”. Critiche anche alla modalità con cui la ztl è stata istituita: “Ci è arrivata dall’alto, senza che le nostre osservazioni come associazione di categoria venissero tenute in considerazione. Non bisogna esagerare”.
“PEDONALIZZARE E’ DIVERSO”
E mentre l’Amministrazione ha giustificato le due nuove ztl come un tentativo di “agire su due perimetri che troppo spesso vengono impropriamente usati come scorciatoie”, Confesercenti è sul piede di guerra. Gianluca Gasperoni, presidente comunale dell’associazione, fa infatti notare che le ztl non fanno bene al commercio: “La pedonalizzazione, se accompagnata ad un progetto di riqualificazione della via o dell’area, può essere anche una opportunità per il commercio. Ma via Baccarini sarà invece definitivamente marginalizzata”. A suo tempo, in un incontro con l’Amministrazione, l’associazione aveva proposto – come preferibile – la pedonalizzazione del tratto tra piazza Caduti e via Rondinelli: “L’obiettivo era cercare di recuperare questa strada come luogo di animazione e vivacizzazione, potendo contare sulla Biblioteca Classense e magari facendo nascere locali e posti di intrattenimento”. Ma niente.