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Il Settimanale
30/10/2009 - Tempo di salute

Intervista

Immigrazione e Cittadinanza: serve una "politica del fare"

Penso che mai come ora serva fare chiarezza, ed  il Pdl,  primo partito a livello nazionale, ha il dovere anche a livello locale di esternare e fare capire  il proprio pensiero e come gestirebbe i flussi immigratori nel nostro comune. Per semplificare  questo passaggio parto da alcuni aggettivi che si legano al tema della immigrazione, unendo il significato che noi gli diamo.

Accoglienza:  per noi significa offrire un  lavoro onesto ed una dimora adeguata a chi vede nel nostro paese una possibilità di miglioramento della propria condizione di vita.

Integrazione: per noi significa vivere in una collettività nel rispetto delle norme e dei doveri esistenti, i diritti sono una conseguenza e non il contrario come avviene invece oggi.

Speranza: per noi significa tramutare un contratto di lavoro a termine in un contratto a tempo indeterminato, maturato dall’impegno e dall’attaccamento all’azienda e non dai meriti per l’ iscrizione ad un sindacato o al Pd.

Partecipazione: per noi significa vivere i drammi e le felicità insieme, ovvero essere una comunità vera ed unita priva di pregiudizi come avviene nei luoghi di lavoro all’interno delle aziende del libero mercato, le quali sono le vere comunità integrate, ove non esiste una differenza per razze od etnie.

Rispetto: per noi significa avere la massima considerazione della persona in modo reciproco. Sul piano religioso significa chiaramente il rispetto della libertà di culto e qui per fare un inciso: non siamo certamente contrari alla realizzazione di un luogo affinché la comunità islamica possa trovare gli spazi per pregare, ma siamo nettamente contrari alla costruzione di un luogo di culto che di fatto diventerebbe il terzo in Italia per dimensioni.

Chiariti questi concetti, ecco alcune azioni concrete che il centro-destra applicherebbe se i cittadini ravennati alle prossime amministrative decidessero di abbattere il regime che da decenni governa questa città  Ritenendo che l’applicazione delle norme nazionali siano adeguate a contenere i flussi migratori e che la sicurezza con il centro-destra al governo locale sarebbe garantita da una maggiore capacità ed attenzione al controllo del territorio, uno dei maggiori problemi da risolvere per assicurare dignità ed integrazione oltre al lavoro è la casa.

Così per accogliere i flussi immigratori i piani regolatori dovrebbero prevedere la possibilità di realizzare le abitazioni per le aziende che intendono assumere personale straniero  o comunque personale in transito nel nostro comune, in aree attualmente prive di edificabilità a prezzi convenzionati. Una edilizia specifica e riservata solo alle aziende che sappiano interpretare questa esigenza. L’edilizia per abitazioni ai fini “ transitori” dovrà poi prevedere ampie aree verdi e la possibilità di accogliere i figli quando i genitori saranno al lavoro, avvicinando la nostra città a realtà ampiamente consolidate nella Europa del Nord, perché chi viene per lavorare deve avere la serenità di poter crescere i propri figli. Questa ipotesi di “asili di quartiere” eventualmente gestiti con l’aiuto delle madri che non lavorano risolverebbe poi il problema delle graduatorie comunali. Ho portato questo piccolo esempio a dimostrazione che nel nostro comune serve la politica del fare per iniziare a risolvere il problema della immigrazione che solo così può essere politica per una reale integrazione.

*consigliere Comunale Pdl