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Il Settimanale
30/10/2009 - Tempo di salute

Lettere

Polemiche e cous cous

 

Parlo da genitore, che porta sua figlia nella scuola  al centro dell’attenzione per l’introduzione di un pasto diverso. Pasto che è stato dipinto, idealizzato, conteso e in parte anche giustamente difeso con mille aggettivi e significati da cittadini e parti politiche. Da cittadino voglio vivere la città come terreno fertile per crescere mia figlia. Vivere la scuola come seconda casa, perché a lei affido parte dell’educazione di mia figlia e collaborare con la mia stessa città affinché mi insegni a non avere paura della diversità di idee, di tradizioni, di colori e oggi anche di un cous-cous.Penso alle cose lette e mi dico che sono preoccupato, nelle scuole si rischia di non avere la carta, il toner per la stampante, il laboratorio educativo e peggio ancora un organico che possa educare, coinvolgere e stimolare. In questo caso abbiamo pensato che il modo migliore per educare nostra figlia alla partecipazione attiva fosse di farle portare a scuola delle cartucce colorate. Colorate, si, perché che mondo sarebbe se fosse tutto bianco e nero? No, mia figlia non sarebbe contenta e quando incontrerà da grande un colore diverso avrà paura e la paura allontana, respinge, spaventa. Parlo da Naturopata, libero professionista e da responsabile della Daphne Willage, azienda Nazionale che si occupa di salute, benessere e prevenzione dell’alimentazione naturale da molti anni. Rispondo dicendo che le qualità nutrizionali del couscous sono identiche a quelle del frumento. Il couscous è ricco di amido e carboidrati e contiene anche vitamine del complesso B, vitamina A e sali minerali quali potassio, calcio, fosforo e magnesio. Il contenuto lipidico è basso, la digeribilità molto buona. Il contenuto proteico è discreto.L’aggiunta di carne magra bilancia il campo proteico garantendo l’assorbimento degli aminoacidi utili alla costruzione e riparazione dei muscoli, cartilagini e alto ancora. Un’alimentazione sana e bilanciata discutibile non va ricercata nel singolo pasto ma nell’insieme di ciò che l’individuo mangia durante tutta la giornata. Dietro a quel pasto c’è un’organizzazione sanitaria strutturata e competente. La cattiva alimentazione spesso si gioca nelle mura domestiche. La colazione, gli spuntini e la cena rappresentano il 70% per costruire una crescita sana e forte. Un consiglio che spesso diamo alle famiglie  è quello di recarsi con una copia del menù dal proprio medico di fiducia. Parlo infine da presidente dell’associazione Letizia di Ravenna. Rispondo dicendo che le istituzioni hanno il dovere di difendere la propria opinione e il proprio colore politico garantendo al cittadino stabilità, certezza su temi come la salute, la scuola, la sicurezza e la famiglia. Che hanno la sacrosanta responsabilità di essere un modello educativo da cui attingere comportamenti volti a insegnare il dialogo e la convivenza. La cultura locale va difesa e valorizzata, ma questa deve aprire alla conoscenza culturale di ciò che ci circonda avendo la certezza che le proprie radici sono dentro e non fuori da noi.

Giovanni Santoro