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Il Settimanale
1/8/2008 - Verso la Cina

Il noir rigorosamente "al femminile" di Ornella Fiorentini

di Federica Ferruzzi

Vincitrice di numerosi premi letterari e riconoscimenti - l'ultimo le verrà conferito la sera del 2 agosto all'hotel K2 di Lido Adriano, dove riceverà una menzione d'onore nell'ambito del premio "Vita Nova" indetto da Capit - Ornella Fiorentini ama definirsi una scrittrice di noir "al femminile". Già al lavoro per terminare il quinto romanzo, che con tutta probabilità verrà ultimato entro la fine del mese, l'autrice ha pubblicato lo scorso febbraio "A bocca chiusa". In quasi duecento pagine - stampate da Domino editore - si intrecciano e si analizzano le storie di due donne allo scopo di affrontare le diverse sfaccettature del mondo femminile.

Come è nata la passione per il noir?

"Solitamente - racconta la scrittrice - sono sempre gli uomini a cimentarsi con questo genere. Per me si tratta di un qualcosa che sento molto. Ho viaggiato tanto e ho vissuto in realtà, come il Brasile o la Thailandia, in cui le donne vengono sempre relegate ai margini. Da qui la necessità di sondare queste esistenze e di raccontarle. Ritengo che la capacità di una donna di provare un sentimento sia molto forte, e questo risulta ancora più evidente se l'emozione è negativa. Per convenzione ci è stato sempre insegnato a non esternare e a ‘trattenere', e per questo, nascosti, esistono spesso sentimenti molto forti".

Cosa si propone di raccontare?

"Le due protagoniste del libro, Giuditta e Magda, sono all'apparenza molto distanti, ma in realtà risultano molto simili. Mentre Magda è affetta da disagio psichico, Giuditta è una donna bella e fortunata, ma dopo 37 anni di vita integerrima in lei scatta qualcosa. Una donna infatti può mostrare una personalità, mentre in segreto può celarne tutt'altra. In sostanza ho compiuto un viaggio all'interno delle sfaccettature più scomode dell'animo femminile". Fondamentali, per la trama del racconto, anche i cosiddetti ‘personaggi minori' che, "nonostante appaiano poche volte, tireranno le fila del romanzo. Nulla infatti viene lasciato al caso".

Lei ha cominciato scrivendo poesie. Come è avvenuto il passaggio alla narrativa?

"Nel 2003 ho conseguito il primo premio per il racconto inedito al concorso nazionale indetto dalla scuola Holden di Alessandro Baricco con ‘Lo scultore'. Questo mi ha permesso di vincere la partecipazione al seminario  ‘Racconto e romanzo', tenutosi a Cesenatico da marzo a giugno 2003. L'incipit del romanzo noir ‘Il cuore a fette', il primo di una trilogia, è infatti stato scritto durante la lezione tenuta da Alessandro Perissinotto".

Qual è il rapporto con i suoi personaggi?

"Io li creo,  dono loro un'identità. Una volta inventati, però, ognuno va per conto suo. Camminano, corrono, amano, e io non esercito più alcun controllo. Sono dotati di vita propria. Posso decidere una trama, ma sono loro che mi portano via la penna e dicono l'ultima parola".

Un titolo da consigliare ai lettori?

"Suggerisco i due libri che al momento sto leggendo. Si tratta di ‘Farfalle', di Herman Hesse, e di ‘Rose & Lavoro. Dal Kenya all'Italia l'incredibile viaggio dei fiori' di Pietro Raitano e Cristiano Calvi". Le farfalle, del resto, rappresentano un punto di riferimento all'interno dei libri della Fiorentini. A loro il compito di guidare i personaggi per avvisarli che qualcosa di insolito sta per avvenire.