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Il Settimanale
3/8/2007 - Cervia, la spiaggia ama il libro

“Baracca, ci mancherai”

a cura di Massimo Montanari

La scomparsa del club bianconero accomuna
nel dispiacere tutti coloro che legano al Lugo pagine importanti della loro carriera

LUGO - Il Baracca li ha fatti grandi. Loro hanno fatto grande il Baracca. Non può che esserci dolore e dispiacere nel loro cuore davanti all'evidenza che, dopo 83 stagioni di attività ininterrotta, con un'ascesa fino alla C1 e, subito dopo il secondo conflitto mondiale, con uno spareggio promozione per la B perso col Gubbio, il Baracca non disputerà, nella stagione che sta per partire, alcun campionato. Ne abbiamo sentito qualcuno di questi, raccogliendo indistintamente grida di dolore.
E' il dolore di Luca Capecchi che, nel club bianconero è cresciuto e col club bianconero ha debuttato nei professionisti, militandovi quattro stagioni. "Mi dispiace soprattutto per la città, che perde un importante pezzo della sua storia sportiva. Dopo Alessandro Galli, persona magari un po' particolare ma a cui va dato atto di essere riuscito a fare grandi cose, il calcio a Lugo ha infilato una gestione travagliata dietro l'altra. Alla fine, questa situazione era nell'aria: la gente di Lugo, gli imprenditori, le forze cittadine non hanno creduto nello sport e nella squadra".
E' il dispiacere di Michele Zamboni: anche lui, come Capecchi ha trovato nel Baracca la squadra con cui debuttare nei professionisti e con Capecchi ha diviso tre importanti stagioni in C2. "Provo un male immenso. A Lugo sono stato 4 anni, i miei primi anni nel professionismo, e sono stato benissimo. Ricordo all'epoca un grandissimo gruppo di giocatori, una cura e un'attenzione notevoli a tutti i particolari, un certo seguito di pubblico, anche perché giocavamo contro piazze importanti: tutti elementi che ci facevano sentire orgogliosi di appartenere a questo club".
E' la delusione di Felice Parisi e Sergio Actis Dato: i due atleti hanno vissuto a Lugo l'apice calcistico del Baracca, con i due tornei di C1 (‘90/91 e ‘91/92), nonché della loro carriera. "Ho ricordi bellissimi delle mie tre stagioni a Lugo - dichiara Felice Parisi, oggi ds del Fusignano -: sono stati anni fantastici. La prima stagione abbiamo vinto il campionato di C2 con allenatore Alberto Zaccheroni. Siamo partiti senza i favori del pronostico e siamo andati in C1. Poi nella successiva stagione la squadra ha raggiunto la salvezza mentre nell'ultimo campionato siamo retrocessi. Sono contento che il marchio Baracca sia nelle mani di persone di Lugo, il presidente Valli e gli altri dirigenti delle Stuoie hanno portato a termine questa operazione ed è stata la cosa più giusta".
"I miei tre anni a Lugo - aggiunge Actis Dato - sono stati indimenticabili e indescrivibili come per la città di Lugo. Il presidente Galli, il dirigente Melandri e mister Zaccheroni sono stati i principali artefici della scalata dai dilettanti alla C1. E' triste questa situazione, si spera che gli imprenditori locali facciano ripartire il sogno. Adesso questo connubio con le Stuoie potrebbe essere positivo se servisse a portare gente allo stadio ma soprattutto occorre la passione dei giocatori che in futuro porteranno quella maglia".
E' la costernazione di Andrea Sardini, che nel Baracca ha trovato il trampolino di lancio per la serie B, a Pisa. "Mi dispiace tantissimo, ma c'era da immaginarselo perché, dopo Alessandro Galli, unico innamorato del Baracca, si sapeva, visto il disinteresse generale, che la squadra sarebbe sparita. Tanta gente lo ha criticato, ma Galli è arrivato in C1 e grazie a lui Lugo è diventata famosa anche nel calcio, soprattutto per aver valorizzato e lanciato molti giocatori, tra cui il sottoscritto. Io devo solo dire grazie a Galli e al Lugo. Questa scomparsa è un fallimento della città, che non è mai stata capace di trovare un'alternativa credibile, nonostante non manchino industriali ed imprenditori".