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Il Settimanale
21/3/2003 - Prove tecniche di turismo

Cronaca Ravenna

Marinara, aria di rinascita

di Vania Rivalta

Previsti 650 nuovi posti barca tra settembre e ottobre e, entro tre anni, il completamento delle opere a terra. Il futuro del porto turistico nella parole di Pier Bruno Caravita

Marinara sembra essere ripartita a gonfie vele. Tra settembre e ottobre prossimi verranno costruiti gli altri 650 posti barca previsti dal progetto iniziale: in tutto si arriverà a 1140 posti, numeri che porteranno Marinara ad essere il più grande porto turistico dell'Adriatico. Ma le attese di tutti si concentrano maggiormente su quelle che saranno le opere a terra e che, da tempo promesse, ormai in molti consideravano una chimera. "Il 28 marzo – spiega il presidente di Seaser, Pier Bruno Caravita – scade il termine di pubblicazione del progetto preliminare. Probabilmente entro la metà di luglio verrà convocata la conferenza di servizi che darà il suo giudizio. A quel punto toccherà a noi trasformare il progetto preliminare in progetto definitivo". In altre parole, se l'iter seguirà il suo corso naturale, i lavori potrebbero prendere il via già prima della fine del 2003. Il progetto contempla costruzioni per 23 mila metri quadrati, dei quali 8 mila 600 verranno destinati ad uso residenziale e 6 mila ad uso commerciale. Sono compresi due garage interrati con capienza complessiva di 300 posti auto gestiti da privati, più diverse aree a parcheggio che probabilmente verranno gestite dal Comune di Ravenna. Nel giro di tre anni Marina di Ravenna potrebbe, quindi, cambiare volto.
Non si tratta di una prospettiva ottimistica?
"Il nostro mestiere è quello di fare costruzioni e posso dire che in tre anni, lavorando con un buon ritmo, i lavori possono essere terminati. Inizialmente come Cmr (Cooperativa muratori riuniti) eravamo solo soci di minoranza. Ora ci siamo appassionati a questo mestiere, che può avere molte prospettive anche se non è sempre facile coniugare ingredienti diversi come il turismo, le costruzioni e il rispetto del territorio".
Quali sono i programmi futuri di Marinara?
"La nostra idea è quella di avere una rete di quattro/cinque porti dislocati in tutta Italia in modo da poter offrire ai nostri clienti dei pacchetti completi. Già la Seaser si è aggiudicata l'appalto per la costruzione di un porto turistico a Pantelleria, inoltre partecipiamo alla gara d'appalto per la costruzione del porto di Goro. Sarebbe bello poter offrire al turista che viene a Marina la possibilità di passare qualche giorno sul Delta o viceversa. Per chi si sposta in barca sarebbe un vantaggio poter trovare le medesime condizioni in diversi porti d'Italia".
Uno dei punti deboli di Marina di Ravenna, segnalati già più volte da diverse parti, è la carenza di strutture ricettive. A Marinara sono previsti alberghi?
"Per il momento nel progetto si parla esclusivamente di case, ma ciò non toglie che se un imprenditore ci facesse una proposta per la costruzione di un albergo, questa non verrebbe scartata a priori".
Il boom turistico di Marina di Ravenna è stato recente e questo ha scatenato diverse polemiche. Qual è il suo punto di vista?
"Credo che occorra una politica di promozione che investa tutto il territorio. Abbiamo la fortuna di possedere un tratto di costa che può ben essere oggetto di invidia da parte di molti. Il fatto che a Marina ci sia stata la scoperta dei bagni aperti giorno e notte e che questo abbia portato qui molti ragazzi che la preferiscono anche a Milano Marittima va sfruttato. La presenza di così tanti giovani deve diventare un veicolo per la promozione di tutto il territorio".
Marinara potrà essere d'aiuto…
"Marinara sarà sicuramente un aiuto. Attualmente ci troviamo in una fase di ascesa che va guidata. La stessa condizione fu vissuta, anni fa, da Cervia e Milano Marittima. Ora entrambe hanno trovato una loro identità e la stessa cosa succederà anche a Marina. Credo, però, che per fare questo sarà necessario che il paese e Marinara crescano di pari passo, senza crearsi ostacoli a vicenda, in considerazione anche del fatto che oggi molti si stanno spostando dal Tirreno in Adriatico, dove trovano condizioni più favorevoli".