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» Ravenna - 15/02/2019

Sagre di paese e volontariato, Mingozzi: «Contrario a burocrazia troppo pesante»

L'esponente repubblicano dice no a procedure vessatorie che diventano uno «schiaffo a chi si dà da fare ogni anno per il bene altrui e non per il guadagno personale»

Giannantonio Mingozzi

In merito alla nuova regolamentazione amministrativa ed autorizzativa alla quale sono sottoposti comitati cittadini, pro-loco, circoli, associazioni e parrocchie per promuovere feste di paese ed iniziative di incontro senza scopo di lucro, Giannantonio Mingozzi dichiara quanto segue.

"Mi sono sempre battuto in passato, a partire dal Consiglio Comunale, contro l'ingabbiamento delle tradizionali feste di paese e sagre spontanee in meccanismi autorizzativi troppo pesanti, costosi e tali da disincentivare il volontariato come sola risorsa di sostegno nel forese in particolare; lo ribadisco, a titolo personale,  anche oggi di fronte a nuove regole e toccando con mano nella piccola frazione dove abito che cosa significa ogni anno dedicarsi ad iniziative di aggregazione che hanno il solo scopo di destinare un po' di risorse a chi ne ha bisogno con finalità tutt'altro che speculative ma sociali e di conoscenza familiare.  Sono d'accordo con molti dei Comitati che oggi fanno sentire la propria voce perché si tratta nella stragrande maggioranza di persone che hanno a cuore il sostegno a quelle modalità aggregative spontanee, di rispetto della storia,  che non sottraggono clienti alla ristorazione ufficiale presente sul territorio e non fanno concorrenza a nulla che non sia la tradizione del proprio paese che corre il rischio di finire nel dimenticatoio". "Capisco, conclude Mingozzi, che l'Amministrazione Comunale debba prestare la massima attenzione alle ragioni della sicurezza e dell'incolumità ma è doveroso anche considerare i  costi di queste procedure, i tempi ed i professionisti che richiedono parcelle nella stesura dei pareri e dei progetti con una filippica di certificati e garanzie che, francamente, considero vessatorie ed uno schiaffo a chi si dà da fare ogni anno per il bene altrui e non per il guadagno personale".