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» Ravenna - 15/02/2019

«Dance me», l'omaggio a Leonard Cohen di Les Ballets Jazz de Montréal

Sabato 16 e domenica 17 febbraio lo spettacolo dedicato al cantautore-poeta all’Alighieri

BJM ph Marc Montplaisir

Lui: cantautore-poeta fra i più affascinanti ed enigmatici, cantore della malinconia e degli amori perduti, tocco delicato e voce di rasoio; loro: dinamici, espressivi, capaci di coniugare l'estetica del balletto classico ad altri stili e avvalersi di interpreti dalla forte personalità.  «Dance Me», il nuovo appuntamento in esclusiva per l'Italia della Stagione Danza 2018/19 al Teatro Alighieri sabato 16 alle 20.30 e domenica 17 febbraio alle 15.30, nasce dall'incontro fra Les Ballets Jazz de Montréal e le canzoni di Leonard Cohen, fra cui la celeberrima «Hallelujah». La compagnia canadese, fondata nel 1972 e diretta dal 1998 Louis Robitaille, si è ispirata all'influente repertorio del leggendario cantautore per offrirne un ritratto vibrante e sfaccettato, che evoca "cinque stagioni" - o cicli dell'esistenza - in cui si intrecciano i temi ricorrenti e universali espressi nelle canzoni di Cohen; a ogni stagione corrispondono diversi stati d'animo, colori, elementi naturali, luoghi fisici ricreati sulla scena anche attraverso proiezioni e video. La scrittura coreografica si deve a tre artisti dalle personalità ben distinte, ma complementari - Andonis Foniadakis, Annabelle Lopez Ochoa e Ihsan Rustem - mentre sul palcoscenico si esibiscono quattordici splendidi ballerini, per una messa in scena sensuosa, tanto spettacolare quanto commovente, grazie anche all'impegno per la drammaturgia di Eric Jean e alla direzione musicale di Martin Léon.

Affermata nel panorama internazionale al punto da potersi considerare ambasciatrice del Quebec e della cultura canadese nel mondo, la BJM - Les Ballets Jazz de Montréal coinvolge tutti i propri danzatori nel contribuire in prima persona al "marchio di fabbrica" della compagnia, con una danza vigorosa, espressiva e impegnativa capace di raggiungere una speciale alchimia fra coreografia, interpreti e pubblico. Il termine "jazz" si riferisce al "jazzing up" del balletto classico piuttosto che al jazz inteso come genere musicale o coreutico, mentre l'infallibile talento del direttore Robitaille nell'attirare valenti coreografi ha permesso alla compagnia di presentare creazioni di autori acclamati come Mia Michaels o Trey McIntyre. Per realizzare «Dance Me», che ha debuttato a Montréal nel 2017, la BJM si è assicurata i diritti esclusivi per l'utilizzo di tutte le opere di Leonard Cohen.

Con tre coreografi internazionali, tante invenzioni e una messa in scena superba, «Dance Me» è un'opera complessa e varia, che appaga tanto la vista quanto l'udito: la potenza e la grazia degli interpreti sposa la forza e la profondità dell'opera di Cohen, per un vero spettacolo-gioiello che copre cinque decenni della vita del musicista. "Per sua natura, una canzone deve muovere da cuore a cuore," affermava Cohen, menestrello delle emozioni dal quale innumerevoli artisti - da Nick Cave a Morrissey, dai R.E.M. agli U2 - hanno tratto ispirazione. La coreografia a tre mani è costruita su una playlist delle sue canzoni, inclusi alcuni dei suoi pezzi più famosi e toccanti («Hallelujah» naturalmente, ma anche «So Long Marianne», «Suzanne»…) e un paio di versioni live che subito rievocano la vitalità di Cohen sul palcoscenico; il risultato è una coreografia impegnativa (e sbalorditiva) dal punto di vista atletico, ricca di effetti speciali ma soprattutto di tutte le sfumature del sentimento a cui Cohen ha dato voce e parole.

La Stagione Danza ritorna in scena il 16 e 17 marzo con il gala di capolavori - dai classici del balletto alle "miniature" di Leonid Yacobson - del Balletto Yacobson di S. Pietroburgo e il «Bach Project» di Aterballetto (6 e 7 aprile) con due coreografie a firma di Jiří Kylián e Diego Tortelli.