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» Ravenna - 08/12/2018

Ancisi: «L'erba delle aree pubbliche può crescere a dismisura»

Il capogruppo di Lista per Ravenna lamenta che il regolamento comunale del verde, recentemente approvato, prevede multe solo per privati e non per gli amministratori pubblici pur in presenza degli stessi comportamenti

Alvaro Ancisi (LpRa)

Il nuovo regolamento comunale del verde è stato approvato col voto contrario di Lista per Ravenna e della Lega Nord per le seguenti ragioni.

Sono stati bocciati due miei emendamenti che proponevano di applicare le norme sul verde non solo alle aree private, ma anche a quelle di proprietà pubblica, che siano urbane o boschive o pinetali. Chiedevo, in particolare, che valessero anche per loro le regole per l' abbattimento degli alberi, in base a cui l'albero deve essere pericolante o produrre danni a strutture e/o impianti tecnologici, quelle per la lotta agli agenti patogeni e per la difesa fitosanitaria delle piante e quelle per le aree verdi. Riguardo a queste è dunque rimasta tal quale la norma seguente: "Le aree verdi e/o incolte (ad es. i lotti inedificati) di proprietà privata devono essere mantenute in uno stato decoroso che non sia causa di disagi, pericolo, problematiche di tipo igienico-sanitario (con particolare riferimento alle misure finalizzate al contenimento della zanzara tigre e delle allergie). In particolare l'erba non dovrà mediamente superare l'altezza massima di 50 centimetri". Ognuno potrà dunque continuare a vedere ogni giorno, ad esempio, che se un'area privata è multata perché la sua erba supera mediamente il mezzo metro di altezza (nella proposta iniziale della Giunta comunale era solo 30 centimetri), in un giardino o parco o rotonda o ciglio stradale di proprietà pubblica posto lì vicino, potrà essere impunemente alta anche più di un metro e i responsabili non pagare nessuna multa, e magari essere anche premiati. Da notare, nel caso delle 1.100 aree verdi del Comune, che gli sfalci previsti, da tre a cinque l'anno, sono puntualmente pagati a pie' di lista dall'amministrazione comunale, dunque dai cittadini stessi, anche se spesso non fatti.

Lista per Ravenna, dopo avere proposto in consiglio comunale condizioni di pari dignità tra privati e "pubblici" che sbagliano, urlando anche il proprio dissenso, poteva forse votare a favore?