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» Ravenna - 12/10/2018

Appello a Salvini: «No alla caserma carabinieri nel centro civico di Marina»

Esposto al ministro dell'Interno della coalizione Lega Nord, Lista per Ravenna e Forza Italia

Il centro civico di Marina di Ravenna

Tutti i consiglieri comunali eletti nella coalizione Lega Nord, Lista per Ravenna e Forza Italia (Alberghini, Ancarani, Ancisi, Biondi, Gardin, Rolando e Tavoni), hanno sottoscritto, su proposta di Ancisi, un esposto al ministro dell'Interno Salvini sull'annunciata nuova stazione dei Carabinieri a Marina di Ravenna, contestandone non già l'urgente necessità, quanto il progetto, iscritto negli investimenti del Comune di Ravenna per il 2018 al costo di 900 mila euro, che ne prevede il trasferimento nel Centro civico del paese. Esso avverrebbe in base ad un accordo con lo Stato, più volte annunciato, di cui tuttavia il consiglio comunale non è mai stato neppure informato e di cui non esiste traccia scritta in alcunché dell'amministrazione comunale. Allegando un dossier documentale di 21 pagine, il documento espone le seguenti ragioni. 

DANNOSITA'

L'immobile, contrariamente all'indirizzo logico di insediare nuove caserme della forza pubblica in spazi tangenziali ai centri abitati, di facile accesso e di scorrevole collegamento con l'esterno (come è stato fatto ex novo, ad esempio, con la stazione Carabinieri di Lido Adriano, altra località della medesima area territoriale), si trova nella zona dell'ex piazza storica di Marina di Ravenna, in pieno centro cittadino, a ridosso di abitazioni, esercizi pubblici e commerciali, incastrato in un fabbricato condominiale con prevalenza di altre attività pubbliche e sociali, raggiungibile tramite una tortuosa e ristretta viabilità di accesso ed uscita. Né si tratta di una borgata, essendo abitata da oltre 3.500 residenti, frequentata quotidianamente nella stagione estiva da numerose migliaia di turisti e villeggianti, dotata di un grande porto turistico, situata a lato di uno dei più grandi porti industriali-commerciali d'Italia, capoluogo dell'unità territoriale n. 10 del Comune di Ravenna comprendente altre 6 località balneari. La Caserma, insediamento di per se stesso sensibile ad obiettivi di aggressione o terrorismo, rappresenterebbe, se così mal collocata, un rischio di coinvolgimento per l'intero circondario edilizio in cui verrebbe incuneata.

Inoltre, l'Arma dei Carabinieri ha ricevuto in dotazione dall'ex Corpo Forestale dello Stato i seguenti sei immobili inutilizzati ai fini istituzionali situati a Marina di Ravenna, di cui buona parte in ottima collocazione logistica: stazione con cinque vani, più ingresso, sala d'aspetto, servizi e magazzino, situata in via Menotti; deposito di attrezzi e mezzi nella stessa strada, dove pure si trova un edificio con due appartamenti; altro edificio con quattro appartamenti in via Vecchi; altri due edifici con due appartamenti ciascuno in via Rava. Non appare dunque comprensibile con ragioni di interesse pubblico, né comunque ne è stata data spiegazione, perché per realizzare la nuova caserma non si ristrutturi uno o più di questi edifici, o in subordine non se ne costruisca una nuova (come si legge nel punto seguente) con maggiore convenienza economica, considerando i benefici sotto i profili della logistica, della funzionalità e (non da ultimo) della sicurezza civica.

INTERESSI COLLATERALI 

Il palazzo comunale in questione non è stato i gratis per la comunità ravennate, bensì il prezzo pagato a dei costruttori privati in cambio della maxi lottizzazione concessa dal Comune, beffardamente chiamata "Programma di riqualificazione urbana (PRU) di Marina centro", che si riassume in 10 milioni di costi per 22.370 metri quadri di superficie edificabile, ricavata con massicce colate di cemento nella storica mirabile piazza centrale del paese preventivamente demolita. Il contratto fu stipulato nel 2008 dal Comune con la CMR di Argenta, nota cooperativa di sinistra, poi fallita. Ci ha pensato il mercato edilizio, residenziale e commerciale, a far fallire il progetto stesso. Di quel palazzo, piatto di lenticchie per tanto massacro urbanistico, ora largamente sottoccupato, il Comune, non sapendo che farsi, vuole ora rifilarne a caro prezzo una buona parte all'Arma, che non si capisce perché dovrebbe essere condiscendente. Si ha ragione di ritenere come il senso dell'operazione, che sottace forse le buone grazie del precedente Governo, sia più che altro politico.

Orienta verso questa tesi il fatto che nel 2010 la realizzazione della nuova caserma in questione era stata ben diversamente e meglio concertata (sempre costruita a carico del Comune di Ravenna e con cessione in affitto all'Arma), come da questa cronologia: "Il Sindaco Fabrizio Matteucci ha comunicato oggi al Prefetto di avere già iscritto all'ordine del giorno della Giunta Comunale del 16 febbraio la proposta di cessione gratuita dell'area di via Trieste da destinarsi alla nuova Caserma dei Carabinieri di Marina di Ravenna" (12 febbraio 2010). "Il Comune cede il terreno messo a disposizione allo Stato dove sorgerà la nuova Caserma dei Carabinieri. La Prefettura conferma la costruzione della nuova Caserma a Marina di Ravenna" (23 febbraio 2010). "Il Comune in sede di consiglio comunale nei prossimi giorni cede con atto formale definitivamente il terreno, in Marina di Ravenna, al Demanio dello Stato.Verrà definito l'iter per la costruzione della nuova Caserma che sarà pronta alla fine del dicembre 2012" (8 marzo 2010). Peccato che appena l'anno dopo lo stesso sindaco abbia invece partorito il progetto in questione, che l'esposto chiede dunque al ministro di voler riesaminare a fondo.