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» Ravenna - 04/12/2017

Il Pdf: «Saronno ha dedicato un'area del cimitero alla sepoltura dei feti abortivi, ora tocca a noi»

Marcello Faustino: «In Romagna come in tutta Italia, abbiamo la possibilità ed il dovere di coinvolgere associazioni pro life, e sacerdoti coraggiosi»

Marcello Faustino (Pdf)

Apprendiamo da un noto web magazine, che il Comune di Saronno (Varese), guidato da A. Fagioli, ha dedicato un'area del cimitero alla sepoltura dei feti abortivi, stipulando un accordo con l'associazione "Difendere la vita con Maria". Ogni mese , sarà organizzata una cerimonia pubblica, con un sacerdote, al termine della quale saranno interrati i feti raccolti in apposite scatole di colore bianco. Ci sarà anche un cippo dove con la data della sepoltura, "un gesto di pietà e di amore", per "dare la dignità che meritano ai feti che altrimenti finirebbero nei rifiuti organici ospedalieri".

Quest'associazione si occupa "della difesa della vita fin dal concepimento", Il suo presidente, don Maurizio Gagliardini, ha spiegato che "la legge italiana prevede che la famiglia possa esercitare tutti i diritti entro le 24 ore. Una volta che, però, non rivendica il  "prodotto abortivo", la sanità può disporne secondo i propri criteri e la propria esperienza. In ogni caso i feti e gli embrioni sotto le 20 settimane sono catalogati come feti umani non riconoscibili, da destinare allo smaltimento attraverso i rifiuti ospedalieri.

"Difendere la vita con Maria" vuole dare ai genitori "una tomba su cui piangere, dove portare un fiore". I riferimenti normativi sono il Dpr 285/1990, agli articoli 7 e 50, e una circolare circolare del 16 marzo 1988 emessa dall'allora ministro della Sanità, Carlo Donat-Cattin. In 15 anni è stata data sepoltura a 60mila feti. Sono state stipulate convenzioni con ospedali, Asl e amministrazioni un po' in tutta Italia, ma a quanto ci risulta, non in Emilia-Romagna, fino a qualche tempo fa, neanche in Toscana, a dire il vero, fino a quando il neo eletto sindaco di Firenze Matteo Renzi, nel 2012 ha provveduto a concedere un'area del cimitero di Trespiano.

L'associazione Pensiero Celeste, Vigonza (Padova), poi, nel 2013 ha depositato in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per iscrivere all'anagrafe i feti, i bambini mai nati. Hanno perfino coniato il termine "natimortalità". "Si è genitori dal momento in cui il test di gravidanza dà risultato positivo  e si continuerà ad esserlo per il resto della vita".

In Romagna come in tutta Italia, abbiamo la possibilità ed il dovere di coinvolgere associazioni pro life, e sacerdoti coraggiosi, così da sposare  la causa, naturalmente il Popolo della Famiglia sarà determinante in questa battaglia per nulla facile .

Forza allora, ora tocca a noi!