Logo stampa
 
Ravenna Cronaca
 
 
 
 
Sei in: Homepage » Ravenna » Cronaca » Subsidenza ed estrazione del metano: un problema storico per la costa emiliano-romagnola, lontano dalla soluzione
» Ravenna - 21/07/2014

Subsidenza ed estrazione del metano: un problema storico per la costa emiliano-romagnola, lontano dalla soluzione

"Come era già accaduto in passato a Venezia, nel delta del Po e in molti altri casi nel mondo, a una drastica riduzione dei prelevi di acqua dalle falde è seguita anche in questo caso un'altrettanto rapida riduzione della subsidenza.

Una risposta analoga si ritiene pertanto possa avvenire anche nel caso dell'estrazione di metano da giacimenti profondi alcune migliaia di metri. Per quanto gli effetti prodotti da questa attività siano sempre stati controversi, l'analisi dei dati raccolti con il monitoraggio periodico della rete costiera, ha permesso di ricavare alcune importanti conclusioni, in parte già descritte nel Piano Costa 1996.

Alcune linee della rete di livellazione della subsidenza passano infatti a ridosso di due importanti giacimenti in attività di coltivazione da più di 20 anni (Dosso degli Angeli, nelle valli di Comacchio e Angela-Angelina, davanti a Lido di Dante).

In particolare risulta che:

- la coltivazione di un giacimento di metano produce un abbassamento di 7-9 mm/anno nella zona corrispondente alla proiezione in superficie del suo perimetro;

- l'abbassamento si riduce progressivamente allontanandosi dal giacimento;

- la diffusione del fenomeno non è radiale, ma irregolare;

- l'area interessata dalla subsidenza indotta è compresa tra i 5 e i 10 km dal giacimento;

- per quel che riguarda invece il riscontro fornito dall'ultima livellazione risulta che il trend della subsidenza è decisamente aumentato (2–5 mm/anno) nei circa 10 km di litorale che risentono degli effetti indotti dalla coltivazione del giacimento Angela-Angelina; questo fattore è stato determinante nel rendere il Lido di Dante la località a più alta velocità di abbassamento dell'intero litorale regionale.

Diverso il trend riscontrato nel giacimento di Dosso degli Angeli. Qui negli ultimi 6 anni la velocità di abbassamento si è ridotta di 5 mm/anno. Questo risultato positivo va messo in relazione o con l'esaurimento ormai prossimo del giacimento o con il blocco della produzione attuato, assieme a tutti quelli del nord Adriatico, dalla magistratura di Rovigo nel 2004."

Tratto da: Inserto Subsidenza - Ing. Mentino Preti - Arpa Emilia-Romagna - Supplemento ARPA Rivista N. 1 gennaio-febbraio 2008

 

Innalzamenti e abbassamenti dei fondali

"Risalendo verso nord un altro dato di grande importanza, non solo locale, che emerge dall'analisi è il forte abbassamento degli oltre 40 Km di fondali che vanno da Milano Marittima a Foce Reno, avvenuto nel corso del secolo scorso.

All'interno di questo contesto spicca il dato relativo al massimo abbassamento (2,4 m alla -5 m) avvenuto negli ultimi 30 anni all'altezza della foce dei Fiumi Uniti. La fortissima erosione dei fondali nell'area che va dalla foce del torrente Bevano a Lido Adriano va sicuramente correlata con lo smantellamento della cuspide di foce dei Fiumi Uniti ad opera del mare, ma anche con la subsidenza indotta dalla coltivazione del giacimento di metano Angela-Angelina che si estende tra terra e mare all'altezza della foce dei Fiumi Uniti. […]

Lido di Dante, Foce Fiumi Uniti: l'area di foce dei Fiumi Uniti è in forte erosione da diversi decenni a causa anche della subsidenza indotta dalla coltivazione di un giacimento di metano nell'area di mare antistante. "

Tratto da: Progetto GIZC - Gestione Integrata Zone Costiere. Scheda 1 - Sistema costiero, fattori di rischio e strategie di difesa. Regione Emilia Romagna, Fondazione CerviaAmbiente Anno 2004

 

 

 

 

Il Sito

"La tendenza erosiva nella zona è dovuta all'innalzamento medio marino ed al limitato apporto di sedimenti fluviali sulla costa e probabilmente anche dalla forte subsidenza causata dall'emungimento di acque di falda e dalla estrazione di gas metano proprio al largo del litorale stesso, recentissimi risultati dell'ultima campagna di livellazione per studiare la subsidenza, hanno mostrato un tasso di abbassamento nella area in oggetto pari a circa 20 mm/anno (Preti, 2006, Teatini et al., 2005), in assoluto il maggiore di tutta la costa romagnola, dovuto alla presenza del pozzo di estrazione Angela – Angelina."

Tratto da: Studio della evoluzione di una spiaggia protetta da opere a cresta bassa mediante videomonitoraggio R. Architetti e A. Lamberti - DISTART Dipartimento Ingegneria Strutture Trasporti Acqua Rilevamento  Territorio dell'Università di Bologna. XXX° Convegno di Idraulica e Costruzioni Idrauliche - IDRA 2006

 

Le criticità della costa dell'Emilia-Romagna

"L'area a nord e a sud di Foce Fiumi Uniti è entrata in erosione nella prima metà del ‘900, ma il fenomeno ha iniziato a destare interesse solo negli anni '70 quando a nord e a sud della foce sono sorti gli insediamenti di Lido Adriano e Lido di Dante. A partire da quegli anni è stato costruito un articolato sistema di opere rigide e sono stati effettuati numerosi interventi di ripascimento.

La situazione dell'area è in continuo peggioramento perché oltre a mancare l'apporto solido del fiume, l'area è interessata da un forte tasso di subsidenza a causa dell'intenso sfruttamento di un vicino giacimento di metano."

Tratto da: Nuovi strumenti per la gestione dei litorali in Emilia-Romagna - Regione Emilia-Romagna - Assessorato alla Sicurezza Territoriale Difesa del Suolo e della Costa Protezione Civile - Bologna, Settembre 2011

 

Il litorale emiliano-romagnolo. Strategie di difesa.

"In corrispondenza dell'area costiera emiliano-romagnola, l'entità degli abbassamenti dovuti a cause naturali è dell'ordine di pochi millimetri l'anno, mentre la subsidenza antropica ha raggiunto negli anni 1940-1980 velocità massime di 50 mm/anno. Le cause accertate sono l'estrazione di acqua e di metano dal sottosuolo."

Tratto da: Strategie e strumenti di gestione della costa in Emilia-Romagna  - Regione Emilia-Romagna - Servizio Difesa del Suolo, della Costa e Bonifica - Bologna, 2011

 

 

 

Subsidenza

"Recenti ricerche hanno, infatti, rilevato significativi abbassamenti del terreno in corrispondenza dei pozzi metaniferi. Uno studio condotto in prossimità del giacimento di gas Angela-Angelina ha evidenziato che la coltivazione di tale attività ha prodotto in oltre 20 anni, sui fondali compresi tra i 4 e i 6 metri, abbassamenti presumibilmente superiori ai 200 cm. In prossimità del suddetto impianto, tra il 1984 e il 1993, si è registrato un abbassamento di 80-90 cm sui fondali compresi tra i 3 e i 6 metri.

L'estrazione del gas metano da giacimenti ubicati in prossimità della costa determina abbassamenti significativi del suolo in aree più estese della proiezione in superficie dei perimetri degli stessi giacimenti."

Tratto da: Piano Strutturale Comunale (PSC) - Comune di Rimini - Gennaio 2011.

 

Connessione di causa ed effetto tra le estrazioni di un fluido dal sottosuolo e la subsidenza

"Quindi le estrazioni di fluidi da giacimenti analoghi a quelli dell'Alto Adriatico provocano subsidenza; questo fatto è inoppugnabile. L'AGIP e il Ministero dell'Ambiente fondano le previsioni degli effetti di subsidenza, causati dalle estrazioni di gas dai giacimenti dell'Alto Adriatico, sulle risposte ottenute con modelli matematici. Questi strumenti, per la verità indispensabili e utilissimi in altri campi, sono assolutamente inadeguati per valutazioni quantitative nei fenomeni di subsidenza, data la complessità dei fenomeni stessi.
Affidabili sono solo i risultati reali sperimentali rilevati in situazioni simili (ad es.: Ravennate). Certo che per l'AGIP questi risultati sperimentali significherebbero l'arresto immediato delle attività estrattive già in atto (vd. Ravennate).

Le estrazioni da questi giacimenti determinano inevitabilmente una vasta depressione del fondo marino di entità variabile; gli abbassamenti dei fondali si propagano radialmente intorno ai pozzi di estrazione del gas; sulla scorta dei rilievi già effettuati nel Ravennate questi effetti di subsidenza raggiungono decine di km.

Le vastissime depressioni del fondo marino funzionano come trappole per gli apporti solidi che transitano trasportati dalle correnti marine lungo i litorali. Queste depressioni inoltre ingoiano rapidamente il materiale che le onde muovono in direzione trasversale rispetto ai litorali, specialmente durante le mareggiate; tutto questo secondo una evoluzione naturale di ricostruzione del profilo di equilibrio. Le mareggiate a causa dell'aumento del pelo liquido rispetto al fondo marino, effetto questo congiunto della subsidenza e dell'erosione, incrementano sensibilmente il loro potere distruttivo sul litorale sommerso e sulle coste."

Tratto da: Venezia e il delta del Po - dal taglio di Porto Viro alle estrazioni di gas nell'alto Adriatico, Mario Zambon, docente alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Padova Acta Concordium, Supplemento a Concordi - n.4 – 2006.