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» Ravenna - 23/02/2012

Lista per Ravenna: l'Arma non tace sull'escalation dei reati

Pubblichiamo la nota di Alvaro Ancisi, che sottolinea l'attenzione dei Carbinieri sul problema dell'immigrazione dal Nordafrica e sugli effetti della crisi economica

Su un foglio locale non sospetto di pregiudizi sociali e tanto meno razzistici appare oggi questo titolo: “Carabinieri - Nel 2011 aumentata la criminalità: boom di furti, raddoppiano le rapine in strada. Tra le cause, «l'emigrazione dal Nordafrica» e «la crisi economica» ”. Ci volevano i carabinieri, usi obbedir tacendo, ma non sulla verità, a fotografare in bianco e nero una realtà sociale ormai drammatica nella nostra ex isola felice, finora rappresentata con filtri rosa dagli apparati istituzionali.
Dicono in sostanza, i carabinieri: “Si evidenzia un generale aumento della delittuosità…è altamente verosimile che le cause principali dell'incremento dell'attività delittuosa siano riconducibili da un lato alla forte ed incontrollata emigrazione dal nord Africa della primavera-estate 2011, con immissione nel territorio nazionale di un gran numero di irregolari costretti a vivere di espedienti, dall’altro alla grave contingenza economica, con numerose persone che, private del reddito, sono indotte a vivere d’illegalità…l'improvvisazione delinquenziale, la diffusione di liquidità presso obiettivi non tradizionali (tabaccherie, bar, farmacie e benzinai in primis) e la ridotta adozione di misure di difesa sono i fattori che stanno alla base del notevole incremento delle rapine agli esercizi commerciali (+ 46,1%) ed a cittadini sulla pubblica via (+ 91,1%)…sono aumentati significativamente i furti tipici della delinquenza occasionale, frutto della disperazione e del disagio sociale: quelli su auto in sosta (+ 20,33%) e quelli con strappo o destrezza (+ 38,68%). Significativo anche l'aumento (+ 22,15%) dei furti occasionali, dei piccoli oggetti lasciati incustoditi”.

SEGNALI SOTTOVALUTATI
Segnali analoghi non erano mancati. A gennaio, nella  graduatoria sulla qualità della vita realizzata dall’Università La Sapienza di Roma, Ravenna era precipitata al 93° posto su 103 province, sia per la criminalità, in particolare per i furti, sia per il disagio sociale. Poco prima, il rapporto del quotidiano Sole 24 Ore, sui dati dell'Associazione nazionale forze di polizia in materia di reati denunciati, aveva classificato la città di Ravenna al 10° posto, in negativo, con 5.343 reati ogni 100 mila abitanti: riguardava peraltro il 2010, quando gli afflussi dal Nordafrica in fiamme non si erano ancora avuti. Si è teso a sminuire il senso di questi dati, giustificandoli con la tendenza dei ravennati a denunciare i reati in misura molto superiore che in altri territori locali, soprattutto del meridione. Sull’escalation dei crimini nel 2011 sul 2010, testimoniata dai carabinieri, questa giustificazione non ha neppure senso, perché il confronto è interno alla popolazione ravennate.

SOCCORSO AI BISOGNOSI, PUGNO DI FERRO COI DELINQUENTI
Questo quadro richiama la politica e le istituzioni alle loro responsabilità. Di fronte a due così gravi emergenze, evidenziate oggi dall’Arma, chiudere gli occhi, lanciando rassicurazioni e smentite, serve solo a non affrontare i difficili problemi che ne derivano, come se, lasciandoli insoluti, si risolvessero da soli, anziché aggravarsi e incancrenirsi. Soccorso ai bisognosi, soprattutto per i bisogni vitali (il cibo, un tetto, l’igiene, la salute) e per una prospettiva di lavoro, pugno di ferro coi delinquenti, e dunque servizi sociali all’altezza e tutela della sicurezza, sono le facce di una stessa medaglia. Gli uni fanno acqua da tutte le parti, lasciati a se stessi e al buon cuore del volontariato e dei cittadini. L’altra va rafforzata ed orientata verso la sicurezza delle persone e delle loro proprietà.
Noi siamo pronti a discuterne con tutti e ovunque, non ci sottraiamo come sempre a collaborare, avanzando anche proposte, siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità nel compiere scelte anche difficili di governo e di spesa pubblica locale indirizzate verso le maggiori priorità. Ma non possiamo nulla se chi governa le istituzioni locali queste priorità nega od edulcora.

(Alvaro Ancisi, capogruppo LpRa)