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» Ravenna - 09/02/2012

Inaugura la sede dell'Unitalsi

Sabato 11 febbraio 2012 alle ore 10,30,  alla presenza dell'Arcivescovo, del Sindaco e Prefetto, verrà inaugurata la sede dell'Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari in via Don Angelo Lolli n. 11, e sarà intitolata a "Mons. Matteo Solaroli".

Il servizio di volontariato in ospedale dell’Unitalsi

Sulle orme di quella che fu una delle più belle iniziative dell’Unitalsi legata ai dipendenti dell’ex Anic-Enichem, la cosiddetta “Unitalsi aziendale”, oggi ci si ripropone con la realizzazione di un gruppo di volontari che nel rispetto e nella stima che ci lega a loro, vuole adoperarsi per visitare i malati dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Unitalsi vuole essere presente in una dimensione che non è solo quella del pellegrinaggio con i malati nei santuari mariani, il più conosciuto è quello di Lourdes, ma è anche quella di operare sul territorio per farsi conoscere come membri attivi della propria comunità
Il gruppo Unitalsi dell’Ospedale si compone al momento di sei operatori. Il coordinamento del servizio è affidato alla dr.ssa Emanuela Grazzini, psicologa e volontaria Unitalsi.Ci si presenta nei reparti a coppie e la nostra “divisa” è costituita dalla classica felpa blu Unitalsi.
Il servizio  è attivo da circa due mesi, grazie alla disponibilità e alla collaborazione di Padre Giuseppe, ex parroco della Chiesa di S. Maria delle Croci. Il nostro obiettivo è quello di metterci a disposizione della Parrocchia per aiutare il servizio pastorale all’interno dell’Ospedale. Nell’ottica cristiana la nostra presenza vuole trovare uno spazio per portare a tutti i malati una voce di speranza, un senso di pienezza umana che arriva attraverso l’annuncio di Cristo. Il nostro agire vuole supportare il malato cercando di “con-solarlo” valorizzando il suo “esser-ci” come persona integra e dignitosa anche in situazione di difficoltà. La nostra voce vuole offrire il tema portante della dignità della vita, in qualunque condizione essa sia. La nostra presenza non vuole essere invadente, l’intenzione è quella di avvicinarci con cautela, con delicatezza, quasi in punta di piedi, e qualora ci sia concesso di accostarci al malato con un sorriso per con-dividere con lui quel “suo” momento. Un tempo e uno spazio dedicato solo al malato in cui attraverso l’ascolto e il sostegno alla sofferenza, la preghiera diventa fonte di nuova speranza.
Oggi collaboriamo con Padre Fabio e contiamo di poter costruire con lui  un nuovo rapporto attraverso la valorizzazione dell’amministrazione dei sacramenti agli ammalati come membri della stessa comunità, una comunità che condivide, concelebra e accoglie.

La nota storica...

Giovedì  11  febbraio 1858, una giovane montanara francese, poverissima,  cagionevole di salute, ma molto, molto fortunata,  ha il primo di numerosi incontri con una bellissima sconosciuta.
Quest’ultima  non vuole rivelarle la sua identità. Per questa ragione la piccola, Bernadette Soubirous, rispondendo a chi la interroga, chiamerà la bella sconosciuta  “aquero”, “quella lì.
Nonostante le insistenze Aquero, resisterà fino alla sedicesima apparizione, prima di rivelarsi. Anche questa volta è un giovedì; un giovedì molto particolare. E’ il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, dell’Incarnazione del Verbo nel grembo di Maria.
 Aquero svela a Bernadette ben più del suo nome, le rivela la sua più intima identità.
<<Que soy era Immaculada Councepciou>>, che, tradotto dal locale dialetto, significa <<Io sono l’Immacolata Concezione>>.
La piccola neppure capisce il significato di quelle parole. Se le imprime nella memoria, si precipita a casa del prete, il roccioso Peyramale e tutto d’un fiato le ripete le parole udite alla grotta.
La diffidenza del granitico  parroco, che fino ad ora si è dimostrato assai guardingo nei confronti dei possibili vaneggiamenti di una ragazzina ignorante,  si sgretola: il Cielo stesso, per bocca di una giovane del tutto inconsapevole, gli ha mandato la conferma di un dogma che molti non hanno ancora digerito, pronunciato solo quattro anni prima da Pio IX: l’immacolato concepimento della vergine Maria nel grembo di Anna.
E’  iniziata quell’11 febbraio la storia della  Lourdes che conosciamo oggi.
Una data che, per via delle tante, inspiegabili guarigioni è destinata a divenire giornata mondiale del malato.
E’ una guarigione anche quella del ventenne Giovanni Battista Tomassi, affetto da un’artrite deformante che l’ha derubato della gioia di vivere. Recatosi in pellegrinaggio alla grotta di Lourdes, dove è intenzionato a togliersi la vita in caso di mancata guarigione, si rende conto, nel guardare i volontari al servizio dei malati, di aver appena ricevuto un dono ben più prezioso, il dono della Fede.
Tornato a casa, a Roma, fonda l’Unitalsi, l’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e altri Santuari Internazionali. E’ il 1903.
Sono trascorsi 154 anni dalla prima apparizione e 109 anni dalla sua fondazione: l’Unitalsi è un’arzilla ultracentenaria che, fedele allo spirito del suo fondatore, continua la sua opera, nonostante ogni anno le difficoltà, in particolar modo quelle economiche, aumentino.
Nel vocabolario unitalsiano  rassegnazione e abbattimento non sono contemplati.
 I malati e i pellegrini desiderano andare ad incontrare la Madonna in una delle sue residenze preferite?
 E l’UNITALSI si fa in quattro, e con i piccoli sacrifici personali dei suoi volontari, dame e barellieri, riesce sempre a fare fronte alla richiesta.
L’operatore “unitalsiano” non è  superman. E’ solo un uomo o una donna che, per amore del prossimo, ha deciso di donargli  un poco del suo tempo. Nulla di trascendentale o di eroico. Tutti gesti molto semplici: guidare un pulmino, spingere una carrozzella, servire ai tavoli chi non è in grado di provvedere per sé, assistere il malato nel momento della necessità, ascoltarlo quando ha voglia di parlare, prendersi cura del suo bagaglio…
Gesti che, paradossalmente!, giovano assai più allo spirito di chi li compie.
E’ con questo medesimo spirito che sabato  11  febbraio  2012,  alle ore 10,30,  al temine della S. Messa celebrata a S. Teresa dall'Arcivescovo Mons. Verucchi, viene inaugurata la  nuova sede della Sottosezione ravennate dell’Unitalsi, in Via Don Angelo Lolli n. 11.
Quella ravennate è una realtà molto viva; oltre 200, nel 2011, gli associati, tra effettivi, ausiliari ed aggregati. Ma la messe è tanta e di operai non c’è ne è mai abbastanza.
C’è da augurarsi che la grande semina di questi ultimi anni possa portare nuovi germogli.
La sede viene  intitolata al compianto " Mons. Matteo Solaroli", grande amico ed estimatore dell’Unitalsi.
Tanti gli amici presenti: tra questi oltre a Mons. Verucchi, Don Paolo Pasini, subentrato proprio a Mons. Solaroli alla guida dell’Opera di Santa Teresa, il Sindaco e  il Prefetto  di Ravenna, la sorella di “Don Matteo”, Angela.
In rappresentanza della Sezione Regionale,  il Consiglierei Angelo Torelli.
Momento clou del 2012, per la sottosezione ravennate, oltre all’ormai tradizionale appuntamento con il “Treno della Grazia”, che nelle giornate dal 19 al 22 giugno porterà tanti bimbi al santuario di Loreto, sarà il pellegrinaggio diocesano a Lourdes, presieduto dall’arcivescovo, dal 21 al 27 agosto.