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» Ravenna - 05/02/2012

Parte anche la variante della SS 16 da Alfonsine a Bastia

Ravenna al palo. Mezzano, Glorie e Camerlona restano sventrate dalla Reale. Lo dichiara Alvaro Ancisi di LpRa

Nell’ampio dibattito popolar-mediatico sui problemi neve, in cui, ad ogni spruzzata, Ravenna precipita, non è stato ancora osservato che una delle cause maggiori di tante sofferenze e danni è la condizione strutturale delle strade di comunicazione e di attraversamento della città, indegna di un capoluogo di provincia al centro della dorsale Adriatica e dei traffici portuali del mare Adriatico. Nell’occhio del ciclone neve ricadono subito, inevitabilmente, a sud l’E45, la statale n. 67 Tosco-Romagnola alias Ravegnana e la Classicana, e  a nord  la via Romea e la statale n. 16 Adriatica alias Reale.

Alfonsine in festa

Non credo, dunque, di andare troppo fuori tema del giorno se diffondo una notizia recentissima, passata sotto silenzio, purtroppo non esaltante, che riguarda la via Reale, e dunque le frazioni di Mezzano, Glorie e Camerlona, falciate da un traffico da superstrada. La soluzione è scritta da trent’anni nelle carte dell’ANAS, sotto il nome di Variante della statale 16, destinata a collegare Ravenna con Ferrara via Consandolo, articolata in tre stralci: da Ravenna ad Alfonsine, da Alfonsine a Taglio Corelli e  da Taglio Corelli a Ponte Bastia, cioè al confine tra le province di Ravenna e Ferrara, dove si collocherebbe con Consandolo attraverso un ulteriore tratto di superstrada.
È stato inaugurato tre anni fa il tratto di Alfonsine, che ha sollevato da ogni problema di viabilità questa cittadina. Il suo sindaco, Mauro Venturi, è stato appena informato dall’ANAS che ha preso il via la progettazione finale del tratto successivo fino a Bastia, ultimo passo prima di quello definitivo, per quanto non lieve, che è il finanziamento dell’opera. Ad Alfonsine stessa si sono chiesti a che punto è, invece, l’ultimo tratto, che ragionevolmente avrebbe dovuto essere il primo, da Ravenna ad Alfonsine, esattamente al canale Naviglio. Purtroppo, è fermo e immobile all’originario progetto di massima dell’intera Variante Ravenna-Ferrara. Ci tocca perfino leggere da Alfonsine la constatazione “che nessuno si sta impegnando sia politicamente che a livello di pubbliche amministrazioni” per il tratto ravennate, al contrario di come si sono impegnati con successo gli amministratori di Alfonsine per la propria parte. La beffa è che, man mano che da Ravenna a Ferrara si potrà andare sempre più in superstrada, restando fuori alla fine solo i quindici scassati chilometri da Ravenna al Naviglio, sempre maggiore sarà l’attrazione verso la statale 16, rispetto anche alla Romea, del traffico di ogni genere sull’intera dorsale Adriatica, a danno di Mezzano, Glorie e Camerlona, sempre più inquinate da rumori e da emissioni atmosferiche micidiali e martoriate da incidenti stradali.

Restano maledetti i 15 km tra Ravenna e Alfonsine
Le colpe sono poche dell’ANAS  e molte di casa nostra. La Circoscrizione di Mezzano - di cui oggi si lamenta la soppressione - ha lungamente tergiversato sull’opportunità di ottenere il proprio tratto di variante, nel miope timore che una riduzione del traffico sul vecchio tracciato della via Reale danneggiasse l’economia commerciale del paese. Ma fatale è stato l’errore compiuto dal sindaco Mercatali di dare il via libera alla variante di Alfonsine a sé stante, senza peraltro effettuare su questa sua personale decisione alcuna consultazione/concertazione col consiglio comunale. La prova è scritta nel verbale di una seduta del consiglio di circoscrizione del gennaio 2004, in cui Mercatali si giustificò della scelta affermando: “Noi abbiamo avallato il tratto di Alfonsine, perché abbiamo pensato che facendo il tratto di Alfonsine, che non è in continuità ma è nel mezzo, prima o poi riusciamo a portarci a casa anche il pezzo del ravennate…. Adesso mi aspetto che per il tratto Alfonsine-Ravenna tutta la provincia sostenga la priorità… abbiamo un benefit da riscuotere dalla Provincia per il tratto Alfonsine-Ravenna”. Ora sappiamo che “dal mezzo” si andrà in su e che Ravenna resterà in giù a guardare verso nord il serpentone di tir che la sventra.