
Il vicepresidente e assessore alle politiche per il commercio, Gianni Bessi, ha risposto all'interpellanza del consigliere Mauro Monti (Lega Nord) sulle aperture di attività commerciali e artigianali da parte di cittadini cinesi e asiatici.
“Per aprire un’attività commerciale o artigianale - ha spiegato Gianni Bessi - sono previste autorizzazioni, nulla osta per l'idoneità dei locali rilasciati dalla Usl a secondo del tipo di attività esercitata oltre al rispetto di norme regionali e comunali. Si tratta di autorizzazioni e controlli di competenza comunale sui quali la Provincia - che ha competenze esclusivamente sul rilascio delle licenze di grande distribuzione in conformità con quanto disposto dal PTCP - non ha un ruolo definito da norme o regolamenti. In alcuni settori, occorrono strumenti regolamentari che definiscano regole per nuovi servizi come i massaggi orientali. Alcuni Comuni, ad esempio quello di Ravenna, stanno approntando nuovi regolamenti per l'attività di estetista che comprende anche l'attività di massaggiatori specializzati prevedendo che vengano effettuate da personale con idonee capacità e qualifiche riconosciute dalla legge. L'istituzione di nuovi registri comunali o provinciali invece aggraverebbe le condizioni di accessibilità delle imprese e sarebbero in contraddizione con tutto il nuovo impianto normativo nazionale e regionale che è volto alla massima semplificazione a favore delle imprese.”
“La Costituzione e le normative europee non consentono di discriminare l'attività di impresa in base alla cittadinanza di chi la esercita. L’Unione Europea proibisce ogni discriminazione basata sulla nazionalità e il diritto alla non discriminazione è sostenuto dalla Carte dei diritti fondamentali.
La Provincia si è fatta parte attiva sottoscrivendo, con Prefettura e Comuni, protocolli e accordi per arginare le situazioni a rischio nel territorio provinciale. Ricordo, ad esempio, il protocollo d'intesa sottoscritto con la Prefettura e con i Comuni di Cervia e di Ravenna e le categorie economiche, per contrastare il fenomeno dell'abusivismo commerciale sulle spiagge cui la Provincia partecipa con un contributo economico. La Provincia è impegnata nel contrasto alle frodi e alle evasioni, continuando nelle azioni già intraprese e coordinando le azioni dei singoli Comuni.
Infine - ha concluso Gianni Bessi - i Comuni possono prevedere nei propri strumenti urbanistici regolamenti sulle destinazioni d'uso di alcune aree commerciali e artigianali collocate nei centri storici come le piazze principali proprio per assicurare lo sviluppo di attività coerenti con il particolare valore storico, culturale e paesaggistico di quei luoghi.
Infine ricordo che la Provincia ha appena assegnato oltre 484 mila euro ai Comuni per interventi di riqualificazione e promozione commerciale. La Regione ha mantenuto i finanziamenti che ci permettono di continuare a qualificare i centri storici.”
Mauro Monti si è dichiarato soddisfatto della risposta e ha aggiunto: “non si deve abbassare la guardia perchè sono in gioco la concorrenza sleale alle nostre imprese e il lavoro nero che danneggiano le nostre attività.”
Ecco il testo originale dell'interpellanza di Monti:
Premesso che
1) Una recentissima indagine della Guardia di Finanza, non ancora definitivamente conclusa, ha evidenziato come 552 Comuni, in 18 diverse Regioni, abbiano autorizzato l’apertura di bar, ristoranti, esercizi di parrucchieri, centri estetici, ecc…, gestiti da cittadini cinesi o asiatici, sulla base di false certificazioni attestanti il conseguimento delle abilitazioni di legge.
2) La Guardia di Finanza ha annunciato in questi giorni di aver provveduto alla chiusura di oltre 200 esercizi, ed altresì che per altri 2.000 gli accertamenti sono ancora in corso.
3) Nell’ambito della predetta indagine, sono oltre 1.600 le persone denunciate, quasi tutte con cittadinanza cinese e/o di Paesi asiatici, oltre ad alcuni commercialisti italiani.
4) I reati contestati dalla Guardia di Finanza vanno dai delitti contro la fede pubblica al favoreggiamento all’immigrazione clandestina, dal lavoro nero all’evasione fiscale, ed anche al favoreggiamento dell’illecita permanenza sul territorio nazionale dei cittadini stranieri.
Considerato che
5) Il “sistema criminoso” scoperto dalla Guardia di Finanza consisteva nel procurare a migliaia di aspiranti imprenditori asiatici, privi delle abilitazioni di legge, false certificazioni attestanti il conseguimento delle predette abilitazioni all’esercizio di attività commerciali o artigianali, permettendo agli interessati di trarre in inganno le Amministrazioni Comunali, chiamate a rilasciare le necessarie autorizzazioni per l’apertura delle predette attività imprenditoriali.
6) Le attività commerciali ed artigianali aperte in spregio alla normativa vigente, scoperte dalla Guardia di Finanza, gestite da cittadini di Paesi asiatici in violazione delle norme fiscali ed in materia di lavoro regolare, realizzano una grave concorrenza sleale a danno dei commercianti ed artigiani onesti, spesso costretti a cessare le loro attività a causa dei prezzi praticati dalle predette imprese “truffaldine”.
7) Anche in Provincia di Ravenna si assiste da tempo ad una proliferazione esponenziale di attività commerciali ed artigianali (parrucchieri, centri estetici, ristoranti bar ecc…) gestite da cinesi ed asiatici, che praticano prezzi di molto inferiori a quelli di mercato, con l’effetto di porre in estrema difficoltà le attività condotte da cittadini della Provincia di Ravenna.
I N T E R RO G A L A G I U N T A P E R C O N O S C E R E
• Se quanto sopra descritto corrisponde al vero.
• Quali sono i Comuni della Provincia di Ravenna che hanno autorizzato l’apertura di attività commerciali o artigianali nel loro territorio, sulla base dei falsi certificati abilitativi scoperti dall’indagine della Guardia di Finanza.
C HIEDE
• Se non si ritenga necessario prevedere l’istituzione di un registro Provinciale delle abilitazioni all’esercizio di attività commerciali o artigianali (es. ristoratori, baristi, parrucchieri, ecc….), al fine di favorire il controllo, anche da parte dei Comuni, circa all’effettivo conseguimento delle predette abilitazioni da parte di coloro che esibiscono dette certificazioni per ottenere l’autorizzazione all’apertura delle attività commerciali o artigianali che prevedono il possesso di tale requisito.
• Se non ritenga utile intensificare i controlli, non solo formali, nei confronti dei soggetti autorizzati a realizzare e gestire i corsi per il conseguimento delle abilitazioni indispensabili all’esercizio di attività commerciali o artigianali, al fine di prevenire l’eventuale rilascio di abilitazioni in mancanza dei requisiti.
(MAURO MONTI Consigliere Provinciale Lega Nord)