
In risposta alle dichiarazioni di Alberto Ancarani, il segretario provinciale del PD, Alberto Pagani, ha dichiarato: “La visione per cui la cultura non ha nulla a che fare con l’economia non è estranea alla costruzione della crisi in cui ci troviamo.
La cultura è uno degli investimenti più proficui per una qualsiasi società. Perché fa circolare idee, persone e anche ricchezza. Le mostre e i monumenti della nostra città portano a Ravenna artisti e turisti. Gli “spettacolini” delle compagnie teatrali ravennati portano il lustro della nostra città in tutt’Europa. A queste eccellenze, se ne affiancano altre fatte di “disegnini”, “librini”, “mosaicucci” e “concertini”. Cose di cui andare fieri se solo ci si ferma un attimo a riflettere e per le quali, purtroppo, abbiamo sempre meno fondi da investire per valorizzare meglio ciò che già si fa e per correre qualche rischio in più nella valorizzazione delle nuove idee.
La condizione - prosegue Pagani - ci impone di razionalizzare la spesa nel suo complesso. Entro questo percorso ogni risorsa disinvestita dalla cultura sarà una piccola sconfitta per il nostro territorio. Sconfitta che solo l’impegno a riconoscere la straordinarietà del lavoro svolto da chi fa cultura nel ravennate può in minima parte lenire. Sconfitta che solo lo sforzo per potenziare i percorsi di ricerca nel nostro territorio può evitare.
E’ uno dei modi più efficaci di cui disponiamo per liberarci dall’abbruttimento, dall’aridità e dal pressapochismo. Cioè dall’impoverimento culturale che stiamo rischiando."